Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Appennino settentrionale

La ricerca sulla Faglia Canossa - San Romano e il Terrazzo di Roteglia (2019-2024).

Lo studio sulla Faglia Canossa - San Romano e del Terrazzo di Roteglia ebbe inizio in Autunno del 2018, durante un viaggio in auto. Passando lungo la strada che da Roteglia arriva a Castellarano, giunti alle pendici del M. Pendice, sul lato destro del fiume si osserva il terrazzo del Pigneto con la "Rupe del Pescale". In questo panorama, fu il confronto aperto con un "amico" a guidarmi verso la ricerca e a come la faglia poteva avere giocato un ruolo importate sulla geologia e la geomorfologia dell'area subito a monte, appunto la zona di Roteglia e il suo terrazzo fluviale.   L'idea di partenza era che la Canossa - San Romano potesse essere la faglia che, con il suo movimento distensivo in epoca geologicamente più recente, aveva creato una "barriera" al corso del Fiume Secchia, determinando una sedimentazione differente nell'area più a monte, dove è presente un esteso terrazzo di depositi alluvionali, costituito perlopiù da ghiaia e fango, dove...

Quaternary geology and geological map of the Roteglia Basin within the River Secchia valley (Italy) with evidence for the Canossa-San Romano Fault System and inversion tectonic activity

  [EN] This report and accompanying geological map are the culmination of a several year study on the influence of the Canossa-San Romano normal fault system on Quaternary deposition and geomorphology within the Roteglia Basin (northern Italy). Quaternary sedimentary deposits that flank the River Secchia in the study area have led to new interpretations regarding the timing of tectonic activity along the north-eastern margin of the Apennines and have raised questions regarding regional stratigraphic correlation of Quaternary stratigraphic units. A small depositional basin, named during this study as the Roteglia Basin, has been formed where the Canossa-San Romano Fault System crosses the R. Secchia. This fault system is comprised of the Canossa-San Romano primary fault and two subordinate synthetic faults, named the Border and Argontello Faults. Adjacent to the R. Secchia is a set of three strath terraces, dating from 220 to 22 ka, that were cut by the river as the mountain fr...

Continua la sequenza sismica in Appennino Modenese nell'area Sassuolo-Castellarano-Prignano-Serramazzoni.

Mappa della distribuzione degli epicentri. La sismicità al momento si colloca ad una profondità dai 20-35 km circa. La sua geometria è quella di un "cuneo", che in base all'unico meccanismo focale compressivo del terremoto di M 3.2 del 21 Giugno, può essere considerato di accorciamento (cuneo di accorciamento, fascia in compressione). Confrontando la sismicità del 2021 e quella del 2023, si nota molto bene il cluster a forma di cuneo nel 2021 e il proseguo della sismicità nell'intorno del medesimo cluster nel 2023.  La faglia probabile e responsabile di questa sequenza è rappresentata da un segmento della più estesa sorgente Langhirano-Sassuolo (DISS-INGV), che in bibliografia prende anche il nome di "flessura di Sassuolo" (Gasperi et al., 1989). Sezione lungo la traccia nella mappa precedente. sw = cuneo di accorciamento. Il modello genetico di un probabile evento sismico di maggiore magnitudo, che coinvolge la riattivazione del segmento di faglia più super...

Influence of the Canossa-San Romano Fault on the Quaternary deposits of the Roteglia Terrace (Northern Apennines, Italy)

[En] The Quaternary deposits overlying a strath terrace along the north-western margin of the River Secchia, near the village of Roteglia (Italy), have recorded a complex history influenced by changing hydrological conditions, following the last glacial maximum, and syndepositional tectonic activity related to the Canossa-San Romano fault system. The primary role of climate control appears to have been the back-stepping of fluvial systems, as glaciers thawed and retreated in the adjacent Apennine chain. However, the more dominant control on local sedimentation patterns was deposition within two actively-developing half-grabens formed by the Argontello and Border faults of the Canossa-San Romano system. These faults created barriers to fluvial transport and possible ponding of the Secchia, changing the depositional setting from a through-flowing braided stream system to a mud-dominated meandering channel with abundant overbank deposition or possibly even lacustrine conditions. The barri...

The Roteglia Basin geometry and its relationship with the Canossa-San Romano regional fault (Northern Apennines, Italy)

[EN] The geomorphological features along the River Secchia near Roteglia have been highly influenced by the Canossa-San Romano regional normal fault. Previous studies show this fault system was active from the Messinian to the mid-Pleistocene, based on normal-fault displacement of the Epiligurian Units and a II-order strath terrace. This article shows that the movement of the Canossa-San Romano fault continued in the Quaternary and might be active today. This new interpretation focuses on the III-order fluvial terrace in the area of Roteglia, which is composed of Quaternary deposits. Understanding the relationship between this III-order terrace and the Canossa-San Romano fault, is important for determining the Roteglia basin geometry and its filling by fluvial sediments transported by the River Secchia. The contact between the Quaternary deposits of the Roteglia Terrace and the underlying Ligurian or Epiligurian Units marks the pre-Quaternary bedrock surface and makes up the Roteglia Ba...

Lo sciame di Lizzano in Belvedere del 2021

Lo sciame in Lizzano in Belvedere del Settembre 2021 si colloca all'interno di una vasta zona sismica lungo l'asse della catena Appenninica Tosco-Emiliana, che dal 2015 ad oggi ha generato diversi sciami [1, 2]. In particolare lo sciame di Lizzano è una "prosecuzione" verso Sud del cluster di Porretta Terme del 2015. Come evidenziato dalla sismicità dal 2015 al 2021, si nota come l'area della catena appenninica è fortemente soggetta a eventi sismici singoli o sciami che si raggruppano in più terremoti distribuiti nel tempo (cluster). Generalmente sia gli eventi singoli ma anche quelli raggruppati in sciami mostrano una sismicità di bassa magnitudo e in genere moderata. In particolare per il cluster di Pievepelago si rimanda alla bibliografia [3]. La distribuzione degli epicentri relativa ai due cluster di Porretta Terme (PT) e Lizzano in Belvedere (LB) fa ipotizzare alla presenza di una sorgente sismogenica a direzione NE-SW (antiappenninca), probabilmente una tea...

Tectonics and seismotectonics of high Dragone valley between Piandelagotti and Montefiorino villages (Northern Apennines, Italy).

[En] small seismic sequence in the high Modena Apennines (Sant’Anna Pelago area) occurred in the 2018-2019 period with a main earthquake of MW 3.6 on July 1, 2018. The existent geological literature does not suggest the presence of a Quaternary active fault that can explain this seismic sequence. Small earthquakes are related to the same seismogenic process of strong earthquakes and, generally, earthquakes are generated by minor structures associated with regionally important faults, which define the main rupture zone. The structural analysis of mesoscopic faults in outcropping rock-units, and the analysis of hypocentres distribution, provided important information on the geometry, kinematics, and tectonic stress of the main regional fault systems responsible for the occurred seismic event. This paper proposes the seismotectonic model of high Dragone valley, when the mesostructural analysis describes the main surface fault systems and the horst and graben structure of Riccovolto villag...

Influence of the Canossa-San Romano fault system on the development of the River Secchia fluvial terraces (Northern Apennines, Italy)

[En] The geomorphological features of a stretch of the River Secchia valley, which is located on the Po Plain side of the Northern Apennines (Italy), are highly influenced by the Canossa-San Romano fault system. Strath terraces covered by thin levels of fluvial and colluvial deposits are found along the banks of the R. Secchia and witness a continued, slow, intermittent tectonic uplift along the northeastern front of the Apennines. Three orders of terraces are present, which were formed through channel scour episodes interspersed with periods of relative quiescence, with channel widening and strath formation. Rates of erosion appear to increase from north to south across a natural threshold, locally known as “Rupe del Pescale” and slow down with decreasing age. A temporal reduction in erosion rates indicates a recent slowdown of the Apennine uplift, which is in disagreement with the interpretation of earlier studies. Evidence for a slowing uplift rate also comes from the Roteglia area,...

Lo slab di Adria e il suo terremoto di M 3.5 del 2020 nel parmense

Il terremoto di M 3.5 accaduto nella zona di Valmozzola in Provincia di Parma [1] è interessante per quanto riguarda la sua profondità calcolata di 61 km. Infatti, il terremoto da indicazioni sulloa presenza di una piastra di roccia solida in grado di generare terremoti sotto condizioni di stress tettonico. Questa piastra è lo slab della microplacca Adria che scorre sotto l'Appennino Tosco-Emiliano fino ad una profondità di circa 60-70 km.  Il terremoto del 27 gennaio 2012 accaduto nella Provincia di Parma ad una profondità di 60 km [2], è un evento ampliamente confrontabile con quello accaduto a Valmozzola il 5 ottobre 2020. Infatti essi mostrano una profondità paragonabile e anche la loro posizione è in stretta vicinanza. I due terremoti si collocano di una "fascia profonda" [3] all'interno della piastra in subduzione di Adria che scorre sotto la Catena Appenninica . Modello della subduzione della placca Adria sotto quella Europea [2]. Analizzando il terremoto del 2...

La terrazza fluviale sul Secchia di Pigneto-Pescale (Modena).

Il terrazzo è visibile grazie alla caratteristica forma a "superficie piana", in corrispondenza della centrale elettrica e prosegue verso sud (lato sinistro della foto). E' possibile seguire la superficie anche se viene coperta dalla vegetazione. Lungo alveo del fiume Secchia affiorano le unità litologiche della Formazione di Pantano (visibile in foto) alla cui sommità appoggiano le alluvioni (ghiaie e sabbie) deposte quando il Fiume Secchia scorreva a quelle quote. Le alluvioni non sono visibili in foto, perchè coperte dalla vegetazione.  E' possibile apprezzare l'incisione del fiume Secchia, il quale ha prodotto la scarpata di 30 m circa di altezza. L'incisione evidenziata dalla scarpata, è il risultato di un sollevamento della catena appenninica che ha "sollevato" la superficie terrazzata e ha permesso al fiume una maggiore forza di incidere prima le alluvioni e poi il substrato. Questo evidenzia come recentemente (in termini geologi...

I terrazzi del Pescale tra geologia ed archeologia

Fig. 1 - Stretta del Pescale sul Fiume Secchia. L'alveo del fiume Secchia, dopo essersi allargato nei pressi di Roteglia, alla Stretta del Pescale improvvisamente si restringe, per poi allargarsi nuovamente più a valle, all'altezza di Castellarano. Il restringimento è provocato da uno sbarramento naturale, di tipo strutturale e costituito da un pacco di strati di areniti mioceniche (Formazione di Pantano del Gruppo di Bismantova). Le pareti si presentano si presentano a strapiombo sulle acque del Secchia e del Rio Pescarolo con un altezza di circa 30 m. La sommità dell'affioramento calcarenitico (fig. 1) compreso tra l'alveo del fiume Secchia e il vicino affluente Rio Pescarolo, si presenta spianata da una superficie terrazzata, posta ad una quota di circa 200 m e ricoperta da ghiaie, e sospesa rispetto l'alveo fluviale di circa 30 m. Si tratta di uno degli esempi più evidenti di antiche superfici terrazzate presenti nella Provincia di Modena. Queste superfic...

The transpressive deformation zone of the Ranzano Formation along the River Secchia near Castellarano (Northern Apennines)

Abstract This article deals with the geological-structural analysis of the rock outcrops along the River Secchia near Castellarano (northern Italy). The outcrops studied belong to the Ranzano Formation (Epiligurian Succession), which in this area represents the lower part of the arenaceous-onglomeratic facies of the Val Pessola Member. From a tectonic viewpoint, the outcrops are located within an area comprised between the Viano syncline to the west and the Montegibbio monocline to the east. The brittle tectonic structures are found along a fault system where the eastern block is lifted compared with the lower western block (Viano syncline). Geological-structural survey of the area allowed the presence of structures, known as deformation bands, to be recognised. They are small millimetre-scale faults present in arenaceous rock types, where fracturing of the grains takes place by shearing. During the survey, structures of different mesofaults were also identifed and grouped together i...

Le sequenze sismiche Tosco-Emiliane del periodo 2012-2013 e considerazioni sulla tettonica attiva

I terremoti del periodo 2012-2013, dell’area Tosco-Emiliana rappresentati dagli eventi sismici della pianura reggiana e dell’Appennino Parmense del gennaio 2012, dell’Emilia del maggio 2012 e di Garfagnana e Lunigiana del 2013, evidenziano nel loro insieme un chiaro indizio di una tettonica ancora in atto, che con il passare del tempo deforma la litosfera e “solleva” la catena appenninica. Sotto il margine padano dell’Appennino settentrionale si trova una sutura generata dallo scontro tra due placche: la microplacca Adriatica che si immerge verso SW piegandosi al di sotto della placca Europea sulla quale è presente la catena appenninica. Questa collisione porta allo scorrimento reciproco tra le due placche lungo delle faglie in grado di generare terremoti, che dal punto di vista tettonico sono la risposta fragile, agli sforzi tettonici, delle rocce che vanno a costituire la struttura della catena appenninica. Possiamo dire che i terremoti sono l’evidenza geologica che le nostre mont...

Alcune considerazioni ed ipotesi sullo sciame sismico di Parma 2017

Fig. 1 - distribuzione degli epicentri dello sciame di Parma. Il giorno 19/11/2017 si è registrato un terremoto di M 4.4 nella zona di Fornovo di Taro (fig. 1). L'evento è stato seguito da diversi terremoti di bassa magnitudo (fig. 2) sviluppano uno sciame sismico. Analizzando la distribuzione degli ipocentri, è possibile ricavare diverse informazioni sulla sismotettonica attuale e formulare ipotesi sulla possibile sismogenesi futura. Fig. 2 - distribuzione temporale della sismicità Gli ipocentri sono distribuiti secondo una geometria a " wedge " (cuneo) dove l'evento di M 4.4 del 19/11 rappresenta la fase iniziale della formazione del wedge , e la sismicità di bassa magnitudo (M<3.0) sviluppata successivamente ricade all'interno della zona delimitata dal cuneo (Fig. 3). Fig. 3 - sezioni della distribuzione ipocentrale lungo la traccia A-A'. Confrontando la sismicità dello sciame sismico di Parma 2017 con quella di lungo p...

La sequenza sismica dei monti del Chianti in Toscana e alcune considerazioni sulla struttura sismogenetica e il modello sismotettonico

Riassunto La sequenza sismica che si è sviluppata successivamente all’evento di M 4,0, del 19 dicembre 2014 nell’area dei monti del Chianti, ha permesso di avanzare delle ipotesi sulla geometria della sorgente sismogenetica e il modello sismotettonico dell’area. I piccoli terremoti sono legati agli stessi processi sismogenetici dei forti terremoti e, generalmente, sono generati da strutture sismogenetiche minori associate a quelle principali, che defiiscono la zona di rottura principale. L’analisi dei dati sismologici in relazione al contesto tettonico dell’area, ha permesso di fare un’ipotesi sulla geometria della sorgente sismogenetica rappresentata da un primo sistema di faglie principale, evidenziato dalla distribuzione degli ipocentri, con piano SW-immergente e una inclinazione media di circa 40° a cinematica normale. Un secondo sistema di faglie, evidenziato dai meccanismi focali, e rappresentato da una fascia di deformazione trascorrente destrorsa a direzione antiappenninica...

Cluster di Zocca nel basso Appennino modenese - bolognese

In data 10 agosto 2016 si è attivato un cluster nel basso Appennino bolognese - modenese, nella zona di Zocca (Z), localizzato più a nord rispetto allo sciame sismico dell'Appennino Tosco-Emiliano ( 1 ) ( 2 ) accaduto nel 2015.  Gli eventi sono 29 con magnitudo inferiore alla 2.5. L'evento maggiore è quello accaduto alle ore 16:46 UTC (18:46 Locali), di M 2.5 alla profondità di 19 km. Grafico della sequenza temporale della magnitudo  Le profondità degli eventi sono distribuite in uno spessore sismogenetico che va dai 10 ai 35 km di profondità, dove la maggiore concentrazione è compresa tra i 15 e i 30 km. Al momento non si registrano eventi più superficiali. Grafico della sequenza temporale degli ipocentri (profondità, km) Le caratteristiche sismologiche degli eventi storici ( catalogo CPTI 11 ) evidenziano come la zona sia stata interessata da terremoti di magnitudo stimata da 5.0 a 5.9, mentre i dati sismologici e geologici che individuano le s...