Sunday, 18 December 2011

Sequenza sismica Monti della Laga

Una sequanza sismica è in atto a partire dalla giornta del 16/12/2011 ore 11:08:37 italiane, al 17/12/2011. Le scosse sismiche sono comprese tra il Ml=2 al 3,4.
La scossa principale (mastershok) è avvenuta il giorno 17/12/2011 alle ore 04:04:16 italiane con magnitudo Ml=3,4 ad una profondità di 21,3 km.

Fonte: INGV;

Terremoto in Calabria, Cosenza di Ml=3,4

In data 18 dicembre 2011 alle ore 00:20:15 italiane (UTC 23:20:15 del 17/12/2011) è avvenuta una scossa sismica di magnitudo 3,4 (Ml) ad una profondità di 5,5 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico della Valle del Crati (Italia).
Fonte: INGV;

Friday, 9 December 2011

Terremoto in Emilia Romagna di Ml=2,1



In data 09 dicembre 2011 ore 14:48:07 italiane (13:48:07 UTC) è avvenuta una scossa sismica di magnitudo 2,1 (Ml) ad una profondità di 23,7 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico: Appennino Modenese (Italia).


Fonte: INGV;

Tuesday, 6 December 2011

Sequanza sismica del Pollino - Calabria

Nuovi aggiornamenti sualla sequenza sismica del Pollino da parte del Dipartimento di Protezione Civile

Nella zona di confine tra le province di Cosenza e Potenza è in atto una sequenza sismica, o sciame: non c'è infatti, almeno fino a questo momento, un terremoto principale seguito da repliche di minore intensità, ma si stanno verificando scosse di energia paragonabile tra loro, distribuite in maniera casuale nel tempo. La sequenza sismica, iniziata nel settembre del 2010, è caratterizzata da eventi di bassa magnitudo, generalmente inferiore a 3.0, con profondità comprese tra 3 e 10 km, concentrati in una ristretta fascia di territorio ad andamento Nord Nord-est - Sud sud-ovest. Si riconoscono due intervalli temporali principali a maggiore concentrazione di eventi: il primo tra settembre e novembre del 2010, con 5 terremoti al giorno in media; il secondo intervallo è quello tuttora in corso, che interessa l’area da fine ottobre 2011, con un numero di eventi leggermente superiore al primo periodo, ma con magnitudo paragonabili. Tra questi due intervalli, la sismicità è stata abbastanza continua ma con un numero medio di eventi sensibilmente inferiore. Dal 1° ottobre al 5 dicembre la Rete sismica nazionale dell’Ingv ha registrato complessivamente 513 scosse, la più forte delle quali ha raggiunto magnitudo Ml 3.6 (il 23 novembre 2011, alle ore 15:12). Altri due terremoti hanno avuto una magnitudo maggiore di 3.0: quello del 1° dicembre (Ml pari a 3.3) e quello del 2 dicembre (Ml pari a 3.2).

L’area del Pollino presenta una elevata pericolosità sismica, in base alla mappa di pericolosità sismica del nostro Paese realizzata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. I Comuni interessati dalle sequenze in corso sono classificati in zona sismica 2. Si tratta di territori in cui devono essere applicate specifiche norme per le costruzioni.

Monday, 5 December 2011

Sequenza sismica del Pollino

In merito alla sequenza sismica che stà avvenendo nel Pollino (Calabria), il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale nella giornata del 4 dicembre 2011 ha emanato un comunicato stampa.

La scossa principale avvenuta il giorno 23 novembre 2011 alle ore italiane 15:12:33 con una magnitudo di 3,6 (Ml) ad una profondità di 6,3 km.
L'andamento spaziale della sequenza secondo l'INGV, è distribuita secondo una fascia ad andamento nord-nord-est interessando un’area lunga circa 15 km e larga 5. I terremoti sono superficiali, compresi tra circa 3 e 10 km di profondità. Non s evidenziano spostamenti dell'epicentro. 
Il numero complessivo di terremoti dal Settembre 2010 al 24 novembre 2011 in un’area circolare di raggio 10 km centrata su Mormanno è di 466 terremoti. 
Studiando la sequenza sismica 2010-2011, si nota come le scosse sono state sempre inferiori alla magnitudo 3,0 fino all'evento del 23 novembre 2011.

Il Dipartimenti di Protezione Civile in coordinamento con le direzioni regionali di protezione civile di Basilicata e Calabria, con le prefetture di Potenza e Cosenza, e con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (in quanto centro di competenza in materia), il Dipartimento – come fatto per altri sciami sismici che di recente hanno interessato altre zone d’Italia, come il messinese e il forlivese -, consapevole della maggiore sensibilità e attenzione che gli abitanti dell’area del Pollino stanno dimostrando in questo momento, ha potenziato il programma ordinario di attività di informazione alla popolazione, di verifica degli edifici pubblici e dei piani comunali di protezione civile. In tali situazioni, infatti, non si tratta di tranquillizzare la popolazione, ma di responsabilizzarla, mettendola nella condizione di conoscere il rischio che insiste sul territorio che abita per poterlo gestire nel miglior modo possibile, sia nelle fasi di una eventuale emergenza, sia in ordinario attraverso serie politiche di prevenzione.

Il Dipartimento ha promosso attività di sensibilizzazione e informazione rivolta ai cittadini con il progetto “Terremoto – Io non rischio”. A questa si è aggiunta una esercitazione nazionale (25 e 26 novembre 2011) in cui sono state simulate le attività di emmergenza nelle prime fasi di un ipotetico terremoto in Calabria.
È bene ricordare che, secondo la mappa dell’Italia realizzata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’area del Pollino presenta una elevata pericolosità sismica. I comuni interessati dalle sequenze in corso sono classificati in zona sismica 2. Si tratta di territori in cui devono essere applicate specifiche norme per le costruzioni. 
Lo studio delle sequenze sismiche, come quelle in atto nell’Appennino calabro-lucano, non consente di fare ipotesi sulla possibilità che si verifichi o meno una scossa più forte, che possa produrre seri danni e crolli. A oggi, infatti, non ci sono metodi riconosciuti dalla scienza per prevedere il tempo e il luogo esatti in cui avverrà un terremoto, e la mappa di pericolosità sismica è tuttora lo strumento più efficace che la comunità scientifica mette a disposizione per le politiche di prevenzione. La prevenzione, che si realizza principalmente attraverso la riduzione della vulnerabilità sismica delle costruzioni, ovvero il rafforzamento delle costruzioni meno resistenti al sisma, resta la migliore difesa dai terremoti e l’unico modo per ridurne le conseguenze immediate.