Thursday, 28 October 2010

Vanga del Diavolo - Serramazzoni (App. modenese) - Carta Sismologica


La cartografia inerente alla distribuzione degli epicentri (dal database ISIDe dell'INGV) in una porzione dell'Appennino modenese.  
L'epicentro in verde del 2007 rappresenta l'evento sismico in corrispondenza della faglia della Vanga del Diavolo. Tale struttura che mostra un solo evento di limitata intensità, è da considerarsi potenzialmente attiva in tempi recenti (sicuramente a partire dalla fase ligure, Eocene medio). Data l'elevata frequanza degli eventi sismici dal 2005 ad oggi, l'area è da considerarsi "sismicamente attiva". 

Saturday, 23 October 2010

Vanga del Diavolo - Serramazzoni (Appennino Modenese)

In relazione alla discussione sul Forum di Natura Mediterraneo si vuole riportare uno stralcio della carta Geologico-Strutturale dell'Appennino Modenese (Bettelli, Panini, Capitani, 2002) inerente all'area in oggetto.


Il sito è collocato a sud dell'abitato di Faeto.
Dall'immagine si nota un allineamento di superfici planari con forma triangolare in taluni casi mal conservati e inerbiti. Le superfici triangolari e trapezoidali sono un esempio del modellamento da parte dei processi esogeni in corrispondenza di una faglia evidenziata nella carta di seguito (Bettelli, Panini, Capitani, 2002):

Le faccette triangolari e la fascia di ringiovanimento che si ritrova a mezza altezza per quasi tutto il versante possono dare delle informazioni sulla probabile attività della faglia. Tale attività vorrebbe verificata in campagna osservando l'evventuale ringiovanimento lungo la superficie della faglia.


La nostra "Vanga" (e tutto il versante) di origine tettonica, attualmente è modellata da processi di degradazione superficiale che formano delle coltri di detrito ai piedi del versante.

Il modello morfogenetico che descrive la genesi di tale versante è rappresentato dal “modello denudazionale” per recessione rettilinea con variazione dell’inclinazione del versante (Brancaccio e al., 1978). Il versante è stato modellato da una serie di processi di alterazione chimica ed erosione fisica, in corrispondenza della principale struttura tettonica portando all’arretramento del versante e/o alla sua riduzione di pendenza.

Si può paragonare tale forma alla morfostruttura piramidale di Vesallo nell'Appennino reggiano.


Nella Carta Geologica d'Italia al 50.000 si vede il contatto tettonico tra i Flysh di Monte Cassio (MCS - Creataceo-Eocene) e le Argille a palombini (APA - verde scuro), e le Argille Varicolori di Cassio (AVV - Verde chiaro).

Stratigraficamente appartengono entrambe alle LIGURIDI e più precisamente AVV e APA sono tutte quelle litologie che negli anni '70 venivano definite come "caotico indifferenziato". A partire daglia anni '80/90 si sono distinte differenti litologie per lo più con matrice argillosa in cui si rinvengono blocchi litoidi (app. modenese). In altre zone si conservano bene la stratigrafia fortemente deformata dalla tettonica (app. parmense). Tali formazioni sono denominate anche pre-Flysh
Al di sopra si trovano i Flysh e Monte Cassio con contatto Tettonico


Bibliografia:
BETTELLI G., PANINI F., CAPITANI M. (2002); Carta Geologico – Strutturale dell’Appennino Emiliano Sudorientale. Da: Atti del terzo seminario sulla cartografia geologica.
BRANCACCIO L., CINQUE A., SGROSSO I (1978); L’analisi morfologica dei versanti come strumento per la ricostruzione degli eventi neotettonici. Mem. Soc. Geol. It., 19, pp. 621-626.
CATRA GEOLOGICA D'ITALIA ALLA SCALA 50.000 - FOGLIO 219 "SASSUOLO"