Posts

Showing posts from 2018

Sismicità della zona di Pievepelago e la Faglia della Fola

Image
In data 01 Luglio 2018 si verifica un terremoto di M 3.6 nella zona tra Pievepelago [1] e Sasso Tignoso sull’Appennino Tosco-Emiliano, in Provincia di Modena (fig. 1). Nei giorni successivi si sviluppano altri eventi sismici con una magnitudo inferiore a quello precedente (fig. 2). Il numero di eventi e la magnitudo diminuisce nel tempo.

Analizzando la distribuzione degli ipocentri (fig. 3) lungo la sezione A-A’, si nota come siano distribuiti lungo un piano inclinato verso SW. Tale piano rappresenta quello della faglia che ha generato la sismicità dell’area, mentre dal meccanismo focale dell’evento di M 3.6, si ricava una cinematica normale (fig. 1) della sorgente sismogenetica.


Dal catalogo delle sorgenti sismogenetiche (DISS-INGV)[2] non si hanno dati sulla possibile faglia che ha generato la sismicità dell’area. Analizzando il F° 235 “Pievepelago” della Carta Geologica d’Italia (fig. 4)[3], si ricavano informazioni sulle strutture cartografate nell’area. In particolare è presente un…

Neapolitan Volcanoes, il libro dedicato ai tre vulcani della Campania

Image
Una guida per approfondire i principali temi legati all’evoluzione geologica, alla storia dei vulcani attivi napoletani e all’influenza che questi hanno sulle popolazioni locali sin dall’epoca preromana. “Neapolitan Volcanoes. A Trip Around Vesuvius, Campi Flegrei and Ischia”, di Stefano Carlino, ricercatore dell’Osservatorio Vesuviano – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (OV - INGV), edito dalla Springer è un testo, in lingua inglese, per appassionati di vulcanologia che affronta molteplici aspetti legati ai tre vulcani attivi della Campania,  il Vesuvio, i Campi Flegrei e l’Isola d’Ischia, spaziando dalla gestione del rischio in aree a elevata urbanizzazione a preziose indicazioni sui principali siti da visitare, per il loro interesse di carattere vulcanologico, storico e paesaggistico.  Tema centrale di “Neapolitan Volcanoes”, la vulcanologia, con particolare riferimento, nella parte introduttiva, allo sviluppo di questa disciplina nell’ambito della scuola partenopea.  Il…

Faglie: esempi dal rilevamento geologico

Image
Una faglia è una frattura avvenuta entro un volume di roccia della crosta terrestre che mostra evidenze di movimento relativo tra le due masse rocciose da essa divise. La superficie lungo cui si è verificata la frattura si chiama superficie di faglia oppure piano di faglia, o anche specchio di faglia. Le rocce in prossimità di una faglia risultano spesso intensamente frantumate e si parla in questo caso di rocce di faglia quali le cataclasiti o le miloniti. L'energia rilasciata dopo il movimento lungo il piano di faglia è la causa della maggior parte dei terremoti.
Per la tipologia di faglie si rimanda al link.
Alcuni esempi di faglie

Articolo sul Resto del Carlino, Ascoli del 2017 - Un anno fa la scossa choc di 6.5, "riusciremo a prevedere i Terremoti"

Image

Faglia e tipologia

Image
Per definizione una faglia è una "frattura (planare o non planare) avvenuta entro un volume di roccia della crosta terrestre che mostra evidenze di movimento relativo tra le i due blocchi di roccia che divide".

La superficie più o meno inclinata lungo la quale avviene il movimento dei due blocchi di roccia è il piano di faglia. I due blocchi vengono chiamati "tetto" se si trova al di sopra del piano di faglia e "letto" se si trova al di sotto del piano di faglia. In base ai movimenti di un blocco di roccia rispetto all'altro avremo differenti tipi di faglie.

Faglia normale o diretta
In questo tipo di faglia, c'è uno scivolamento verso il basso del blocco roccioso di tetto rispetto a quello di letto. Questo tipo di faglia si trova in aree caratterizzate da estensione crostale (i due blocchi di roccia si allontanano l'uno rispetto all'altro). Faglia inversa In questo tipo di faglia, il blocco roccioso di tetto sale rispetto a quello di letto.…

Presentazione del libro "L'Origine del lago di Como, degli altri Laghi Prealpini e della Pianura Padana".

Image
Già da qualche decennio è stato appurato che i nostri grandi laghi prealpini, diversamente da quanto veniva insegnato fin dalla fine dell’800, non sono stati scavati dai ghiacciai, bensì da fiumi che scorrevano prima delle glaciazioni e nei periodi caldi tra le stesse. Ma scoprire che le celeberrime “valli glaciali a U" in realtà non esistono, o che il cosiddetto anfiteatro morenico della Brianza non è affatto formato da morene, oltre ai curiosi di geologia lascerà spiazzato anche più di un addetto ai lavori. Sono solo alcune delle affermazioni, documentate in modo scientificamente ineccepibile, che rendono affascinante la lettura di un volume edito in questi giorni dall’associazione culturale “Luigi Scanagatta” di Varenna: “L’origine del Lago di Como, degli altri laghi prealpini e della Pianura Padana”, opera di un eminente geologo scomparso nel novembre 2016 a Mandello, il prof. Gian Clemente Parea, già docente all’Università di Modena e socio della “Scanagatta”, che nel testo …

Le Alpi si sono formate in seguito all’affioramento causato da uno "scarico di zavorra" anziché da una compressione

Image
Tratto da: Servizio Sismico Svizzero (SED) - ETH di Zurigo
Le rocce alpine sono diventate una catena montuosa perché si sono staccate dal pesante strato sottostante la placca europea interessata dal fenomeno della subduzione. È questa la teoria proposta da E. Kissling dell’Istituto di Geofisica dell’ETH di Zurigo e da F. Schlunegger dell’Istituto di geologia dell’Università di Berna nel loro nuovo modello di formazione delle Alpi pubblicato di recente. Le ipotesi avanzate finora partivano dal presupposto che le Alpi si fossero formate in seguito alla compressione tra la placca adriatica a sud e la placca europea a nord. Tuttavia, numerosi dati geofisici e geologici più recenti contraddicono il vecchio modello "bulldozer".
La parte più rigida del pianeta Terra, denominata litosfera, è frammentata in una serie di placche che galleggiano sul sottostante mantello viscoso come delle zattere. Queste placche sono formate da due strati, la crosta superiore e la cosiddetta mesosfera i…

Sismicità Massa Martana in relazione al quadro sismotettonico regionale

Image
In data 18/04/2018 si è attivato uno piccolo sciame (swarm) in zona Massa Martana, dove l'evento di maggiore magnitudo è rappresentato da un terremoto di M 2.9 [1] e il successivo.


Lo sciame visibile in sezione lungo la traccia A-A' evidenzia come la sismicità sia abbastanza continua tra i due sciami e probabilmente legata ad una superficie di scollamento regionale (detachment) che prende parte al processo sismogenetico e tettonico dell'area.

Nella zona è ampiamente documentata la presenza di un detachment di importanza regionale denominato faglia Tiberina [2] che insieme alle altre faglie rappresentano un sistema estensionale importante nel quadro geologico della catena appenninica
Dallo studio della sismicità storica si evidenzia come la faglia altotiberina può produrre sismicità di bassa magnitudo (M<3.0) o si muove per creep (asismico). La sismicità di maggiore magnitudo è legata alle faglie ad alto angolo (Gubbio, Norcia, Vettore-Bove) con la possibilità di generare t…

Le sequenze sismiche e loro classificazione

Image
I terremoti non sono degli eventi isolati, ma mostrano una spiccata tendenza a raggrupparsi nello spazio e nel tempo. Si è visto che la teoria della tettonica a zolle fornisce una spiegazione sufficientemente plausibile dell’addensamento spaziale degli ipocentri, interpretando le aree a maggiore sismicità come le zone di contatto tra le diverse placche (fig. 1). 
Generalmente un forte terremoto è accompagnato da altri eventi di magnitudo inferiore: alcuni di questi sismi possono precedere, mentre molti altri seguono la scossa principale. Il terremoto di maggiore magnitudo prende il nome di evento principale (mainshock) quelle che talvolta lo precedono si chiamano eventi precursori (foreshocks), mentre quelle che seguono sono chiamate repliche (aftershocks). L’insieme di questi terremoti costituiscono quello che viene chiamato sequenza sismica.
I foreschocks sono eventi magnitudo più piccola e che in alcuni casi possono verificarsi prima dell’evento principale. Per potersi considerare pr…

Evento di Mw 4.7 zona Muccia

Image
Nella mattinata del 10 Aprile 2018 si è verificato un terremoto di Mw 4.7 nella zona di Muccia [1], in corrispondenza dello sciame sismico incominciato nei giorni scorsi [2].
L'analisi preliminare dei dati nel periodo Marzo-Aprile 2018 hanno permesso di ricavare la sezione della distribuzione ipocentrale (fig. 1), da cui è possibile ricavare informazioni sul terremoto di Mw 4.7 e sulla sismotettonica dell'area.

Lo sciame di Muccia è localizzato nella zona settentrionale della lunga sequenza sismica dell'Italia centrale, e con molta probabilità in risposta alla propagazione verso nord dello stress generato dai terremoti principali della sequenza stessa [3].  

I due eventi di M > 4.0 accaduti il 04 e il 10 Aprile 2018, si collocano all'interno del dilated wedge. Inoltre la distribuzione degli ipocentri evidenzia la geometria delle principali strutture. Si evidenzia la presenza di uno scollamento (detachment) NE-immergente e una master fault (f1) SW-immergente. Inoltre si…

L'ipotesi di un nuovo modello del motore della tettonica a placche.

Image
Negli anni '60, il concetto di tettonica a placche rivoluzionò il campo della geologia e geofisica. Questa teoria descrive come la superficie terrestre è un puzzle  formato da sette grandi placche tettoniche e una varietà di più piccole, che si muovono lentamente nel tempo. Alcune delle conseguenze più spettacolari del movimento relativo tra le placche, sono le catene montuose e gli oceani Durante la storia geologica della Terra, le placche tettoniche si sono scontrate tra di loro, formando continenti, e successivamente o contemporaneamente si sono spezzate più volte, ridisegnando in modo lento e continuo la geografia del nostro pianeta. 

L'ultimo grande supercontinente della Terra è rappresentato dalla Pangea, che a partire da 180 milioni di anni fa, ha cominciato a spezzarsi formando placche più piccolo che poi sono andate alla "deriva" come zattere sull'oceano. Attualmente la spiegazione a questa frammentazione, sarebbe da imputare alle risalite del mantello ver…

Fossils & Minerals Review n. 4 del Marzo 2018

Image
È uscito il numero 4 di Fossils & Minerals, rivista di interesse Paleontologico & Mineralogico, a cura del Gruppo Umbro Mineralogico Paleontologico - Assisi.

In questo numero si descrivono i nuovi dati biostratigrafici del passo del Furlo (Marche), di minerali con le cave di Leucitite in Provincia di Roma e di sismotettonica  Tosco-Emiliana nel periodo 2012-2013.

A questo link è possibile leggere il PDF oppure scaricarlo liberamente. È possibile ordinare il formato cartaceo all'indirizzo review.gump@gmail.com

Le faglie "comunicano": la variazione dello stress di Coulomb e la sequenza dell'Italia centrale

Image
Le faglie "comunicano" In passato, i sismologi tendevano a dare per scontato che un grande terremoto non influenzasse i tempi e la localizzazione di un successivo evento sismico, ma studi recenti stanno prendendo in considerazione come le faglie "comunicano" tra di loro, poiché lo stress può essere trasferirsi tra l'una e quella adiacente. Questa teoria è conosciuta con il nome di "trasferimento dello stress", dove le faglie reagiscono in modo inaspettato, alle variazioni dello stress, legato al movimento delle faglie adiacenti durante il terremoto.  Il trasferimento dello stress può essere dovuto a due fattori: in seguito dello spostamento lungo la faglia sismogenica che imprime nei blocchi adiacenti e alle faglie presenti, una variazione dello stress statico;in seguito al passaggio dell'onda sismica, quindi dello scuotimento, dove il trasferimento di stress si dice dinamico;Il trasferimento dello stress statico avviene in tempi più lunghi e a brevi …

The Muccia swarm in Central Italy

Image
On 04/04/2018 an earthquake of Mw 4.0 occurred in the Muccia area (Camerino) in central Italy.
Hypocentres show a clear distribution, where they show the presence of a detachment by NE-dipping and a master faults by SW-dipping (f). Moreover hypocenters highlight the presence of a dilated wedge (type I), located in the hangingwall of the master fault (f) and a secondary fault (R') antithetical to f. This two faults
Dilated wedge is characterized by earthquakes with a extensional focal mechanism. This indicates how the area is subject to SW-NE extension, at a depth of between 7-10 km about. The two conjugate faults, f and R', delimit a wedge (W) with a crustal thickness of 6-7 km about and without a co-seismic deformation inside it.

The continuous seismic deformation in the dilated wedge and in outside wedge area, could lead to gravitational collapse of the wedge and generate strong graviquakes along master fault (f). It is not possible to define a time of occurrence, but it is pla…

La sismicità "indotta" e "innescata": il caso della Val D'Agri.

Image
La letteratura scientifica sismologica utilizza comunemente i termini “indotto” e “innescatoper descrivere i terremoti causati da azioni umane. In alcune pubblicazioni entrambi i termini sono utilizzati in modo intercambiabile mentre, in altre [1]:
terremoti indotti sono eventi in cui le attività antropiche sono responsabili della gran parte della variazione del campo di stress che genera la sismicità. terremoti innescatisono eventi dove le attività umane sono responsabili in minima parte della perturbazione lungo le faglie procurando il verificarsi del terremoto prima del suo accadimento naturale. Il ruolo principale nei terremoti innescati è svolto dalle forze tettoniche che sono già presenti prima della perturbazione da parte delle attività umane. Una difficoltà ovvia dell’uso di questi termini è che, a causa della complessità del sistema, risulta essere estremamente difficile riuscire a discriminare tra terremoti indotti e innescati nei casi in cui le attività antropiche hanno un …