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Showing posts from 2018

Articolo sul Resto del Carlino, Ascoli del 2017 - Un anno fa la scossa choc di 6.5, "riusciremo a prevedere i Terremoti"

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Faglia e tipologia

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Per definizione una faglia è una "frattura (planare o non planare) avvenuta entro un volume di roccia della crosta terrestre che mostra evidenze di movimento relativo tra le i due blocchi di roccia che divide".

La superficie più o meno inclinata lungo la quale avviene il movimento dei due blocchi di roccia è il piano di faglia. I due blocchi vengono chiamati "tetto" se si trova al di sopra del piano di faglia e "letto" se si trova al di sotto del piano di faglia. In base ai movimenti di un blocco di roccia rispetto all'altro avremo differenti tipi di faglie.

Faglia normale o diretta
In questo tipo di faglia, c'è uno scivolamento verso il basso del blocco roccioso di tetto rispetto a quello di letto. Questo tipo di faglia si trova in aree caratterizzate da estensione crostale (i due blocchi di roccia si allontanano l'uno rispetto all'altro). Faglia inversa In questo tipo di faglia, il blocco roccioso di tetto sale rispetto a quello di letto.…

Presentazione del libro "L'Origine del lago di Como, degli altri Laghi Prealpini e della Pianura Padana".

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Già da qualche decennio è stato appurato che i nostri grandi laghi prealpini, diversamente da quanto veniva insegnato fin dalla fine dell’800, non sono stati scavati dai ghiacciai, bensì da fiumi che scorrevano prima delle glaciazioni e nei periodi caldi tra le stesse. Ma scoprire che le celeberrime “valli glaciali a U" in realtà non esistono, o che il cosiddetto anfiteatro morenico della Brianza non è affatto formato da morene, oltre ai curiosi di geologia lascerà spiazzato anche più di un addetto ai lavori. Sono solo alcune delle affermazioni, documentate in modo scientificamente ineccepibile, che rendono affascinante la lettura di un volume edito in questi giorni dall’associazione culturale “Luigi Scanagatta” di Varenna: “L’origine del Lago di Como, degli altri laghi prealpini e della Pianura Padana”, opera di un eminente geologo scomparso nel novembre 2016 a Mandello, il prof. Gian Clemente Parea, già docente all’Università di Modena e socio della “Scanagatta”, che nel testo …

Le Alpi si sono formate in seguito all’affioramento causato da uno "scarico di zavorra" anziché da una compressione

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Tratto da: Servizio Sismico Svizzero (SED) - ETH di Zurigo
Le rocce alpine sono diventate una catena montuosa perché si sono staccate dal pesante strato sottostante la placca europea interessata dal fenomeno della subduzione. È questa la teoria proposta da E. Kissling dell’Istituto di Geofisica dell’ETH di Zurigo e da F. Schlunegger dell’Istituto di geologia dell’Università di Berna nel loro nuovo modello di formazione delle Alpi pubblicato di recente. Le ipotesi avanzate finora partivano dal presupposto che le Alpi si fossero formate in seguito alla compressione tra la placca adriatica a sud e la placca europea a nord. Tuttavia, numerosi dati geofisici e geologici più recenti contraddicono il vecchio modello "bulldozer".
La parte più rigida del pianeta Terra, denominata litosfera, è frammentata in una serie di placche che galleggiano sul sottostante mantello viscoso come delle zattere. Queste placche sono formate da due strati, la crosta superiore e la cosiddetta mesosfera i…

Sismicità Massa Martana in relazione al quadro sismotettonico regionale

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In data 18/04/2018 si è attivato uno piccolo sciame (swarm) in zona Massa Martana, dove l'evento di maggiore magnitudo è rappresentato da un terremoto di M 2.9 [1] e il successivo.


Lo sciame visibile in sezione lungo la traccia A-A' evidenzia come la sismicità sia abbastanza continua tra i due sciami e probabilmente legata ad una superficie di scollamento regionale (detachment) che prende parte al processo sismogenetico e tettonico dell'area.

Nella zona è ampiamente documentata la presenza di un detachment di importanza regionale denominato faglia Tiberina [2] che insieme alle altre faglie rappresentano un sistema estensionale importante nel quadro geologico della catena appenninica
Dallo studio della sismicità storica si evidenzia come la faglia altotiberina può produrre sismicità di bassa magnitudo (M<3.0) o si muove per creep (asismico). La sismicità di maggiore magnitudo è legata alle faglie ad alto angolo (Gubbio, Norcia, Vettore-Bove) con la possibilità di generare t…

Le sequenze sismiche e loro classificazione

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I terremoti non sono degli eventi isolati, ma mostrano una spiccata tendenza a raggrupparsi nello spazio e nel tempo. Si è visto che la teoria della tettonica a zolle fornisce una spiegazione sufficientemente plausibile dell’addensamento spaziale degli ipocentri, interpretando le aree a maggiore sismicità come le zone di contatto tra le diverse placche (fig. 1). 
Generalmente un forte terremoto è accompagnato da altri eventi di magnitudo inferiore: alcuni di questi sismi possono precedere, mentre molti altri seguono la scossa principale. Il terremoto di maggiore magnitudo prende il nome di evento principale (mainshock) quelle che talvolta lo precedono si chiamano eventi precursori (foreshocks), mentre quelle che seguono sono chiamate repliche (aftershocks). L’insieme di questi terremoti costituiscono quello che viene chiamato sequenza sismica.
I foreschocks sono eventi magnitudo più piccola e che in alcuni casi possono verificarsi prima dell’evento principale. Per potersi considerare pr…

Evento di Mw 4.7 zona Muccia

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Nella mattinata del 10 Aprile 2018 si è verificato un terremoto di Mw 4.7 nella zona di Muccia [1], in corrispondenza dello sciame sismico incominciato nei giorni scorsi [2].
L'analisi preliminare dei dati nel periodo Marzo-Aprile 2018 hanno permesso di ricavare la sezione della distribuzione ipocentrale (fig. 1), da cui è possibile ricavare informazioni sul terremoto di Mw 4.7 e sulla sismotettonica dell'area.

Lo sciame di Muccia è localizzato nella zona settentrionale della lunga sequenza sismica dell'Italia centrale, e con molta probabilità in risposta alla propagazione verso nord dello stress generato dai terremoti principali della sequenza stessa [3].  

I due eventi di M > 4.0 accaduti il 04 e il 10 Aprile 2018, si collocano all'interno del dilated wedge. Inoltre la distribuzione degli ipocentri evidenzia la geometria delle principali strutture. Si evidenzia la presenza di uno scollamento (detachment) NE-immergente e una master fault (f1) SW-immergente. Inoltre si…

L'ipotesi di un nuovo modello del motore della tettonica a placche.

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Negli anni '60, il concetto di tettonica a placche rivoluzionò il campo della geologia e geofisica. Questa teoria descrive come la superficie terrestre è un puzzle  formato da sette grandi placche tettoniche e una varietà di più piccole, che si muovono lentamente nel tempo. Alcune delle conseguenze più spettacolari del movimento relativo tra le placche, sono le catene montuose e gli oceani Durante la storia geologica della Terra, le placche tettoniche si sono scontrate tra di loro, formando continenti, e successivamente o contemporaneamente si sono spezzate più volte, ridisegnando in modo lento e continuo la geografia del nostro pianeta. 

L'ultimo grande supercontinente della Terra è rappresentato dalla Pangea, che a partire da 180 milioni di anni fa, ha cominciato a spezzarsi formando placche più piccolo che poi sono andate alla "deriva" come zattere sull'oceano. Attualmente la spiegazione a questa frammentazione, sarebbe da imputare alle risalite del mantello ver…

Fossils & Minerals Review n. 4 del Marzo 2018

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È uscito il numero 4 di Fossils & Minerals, rivista di interesse Paleontologico & Mineralogico, a cura del Gruppo Umbro Mineralogico Paleontologico - Assisi.

In questo numero si descrivono i nuovi dati biostratigrafici del passo del Furlo (Marche), di minerali con le cave di Leucitite in Provincia di Roma e di sismotettonica  Tosco-Emiliana nel periodo 2012-2013.

A questo link è possibile leggere il PDF oppure scaricarlo liberamente. È possibile ordinare il formato cartaceo all'indirizzo review.gump@gmail.com

Le faglie "comunicano": la variazione dello stress di Coulomb e la sequenza dell'Italia centrale

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Le faglie "comunicano" In passato, i sismologi tendevano a dare per scontato che un grande terremoto non influenzasse i tempi e la localizzazione di un successivo evento sismico, ma studi recenti stanno prendendo in considerazione come le faglie "comunicano" tra di loro, poiché lo stress può essere trasferirsi tra l'una e quella adiacente. Questa teoria è conosciuta con il nome di "trasferimento dello stress", dove le faglie reagiscono in modo inaspettato, alle variazioni dello stress, legato al movimento delle faglie adiacenti durante il terremoto.  Il trasferimento dello stress può essere dovuto a due fattori: in seguito dello spostamento lungo la faglia sismogenica che imprime nei blocchi adiacenti e alle faglie presenti, una variazione dello stress statico;in seguito al passaggio dell'onda sismica, quindi dello scuotimento, dove il trasferimento di stress si dice dinamico;Il trasferimento dello stress statico avviene in tempi più lunghi e a brevi …

The Muccia swarm in Central Italy

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On 04/04/2018 an earthquake of Mw 4.0 occurred in the Muccia area (Camerino) in central Italy.
Hypocentres show a clear distribution, where they show the presence of a detachment by NE-dipping and a master faults by SW-dipping (f). Moreover hypocenters highlight the presence of a dilated wedge (type I), located in the hangingwall of the master fault (f) and a secondary fault (R') antithetical to f. This two faults
Dilated wedge is characterized by earthquakes with a extensional focal mechanism. This indicates how the area is subject to SW-NE extension, at a depth of between 7-10 km about. The two conjugate faults, f and R', delimit a wedge (W) with a crustal thickness of 6-7 km about and without a co-seismic deformation inside it.

The continuous seismic deformation in the dilated wedge and in outside wedge area, could lead to gravitational collapse of the wedge and generate strong graviquakes along master fault (f). It is not possible to define a time of occurrence, but it is pla…

La sismicità "indotta" e "innescata": il caso della Val D'Agri.

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La letteratura scientifica sismologica utilizza comunemente i termini “indotto” e “innescatoper descrivere i terremoti causati da azioni umane. In alcune pubblicazioni entrambi i termini sono utilizzati in modo intercambiabile mentre, in altre [1]:
terremoti indotti sono eventi in cui le attività antropiche sono responsabili della gran parte della variazione del campo di stress che genera la sismicità. terremoti innescatisono eventi dove le attività umane sono responsabili in minima parte della perturbazione lungo le faglie procurando il verificarsi del terremoto prima del suo accadimento naturale. Il ruolo principale nei terremoti innescati è svolto dalle forze tettoniche che sono già presenti prima della perturbazione da parte delle attività umane. Una difficoltà ovvia dell’uso di questi termini è che, a causa della complessità del sistema, risulta essere estremamente difficile riuscire a discriminare tra terremoti indotti e innescati nei casi in cui le attività antropiche hanno un …

The little clusters of Teramo and Muccia and their seimotectonics

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The two figures show the hypocentres of the areas of Teramo and Muccia (central Italy). The hypocentres distribution show the main seismic sources.
The Teramo cross-section (fig.1) shows the detachment characterized by NE-dipping surface and the master fault (f) characterized by SW-dipping surface. The main earthquakes with a magnitude of M = 3.0 (14/03/2018) is close to detachment. The cross-section data does not show a "dilated wedge" patterns.

The Muccia cross-section (fig. 2) shows the detachment characterized by NE-dipping surface and the master fault (f) characterized by SW-dipping surface. The main earthquakes with a magnitude of M = 3.5 (08/03/2018) is close to master fault. The cross-section data shows an clear "dilated wedge" patterns.
This patterns geometry is characteristic of the seismic sequence of central Italy and in other areas such as the 2009 L'Aquila seismic sequence. The dilated wedge indicates how the area is weakened structurally compared to…

Terremoto di Mw 7.5 della Papua Nuova Guinea e possibili interpretazioni sismotettoniche

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In data 25 febbraio 2018 si è verificato un evento sismico di Mw 7.5 alla profondità di 35 km [1].


Il terremoto potrebbe essere dovuto al floor-thrust del Papuan fold-thrust-belt, un sovrascorrimento che separa la "catena" del Papuan a tetto, dal basamento (placca australiana) a letto. La figura sopra ripresa da [2] e modificata da @RLacassin (su Twitter)

Vi è anche la possibilità che il terremoto sia dovuto ad una faglia del basamento (della placca australiana), probabilmente una vecchia faglia normale SW-immergente è riattivata come faglia inversa che ha generato il terremoto di Mw 7.5. 

Questa seconda ipotesi è maggiormente plausibile con il calcolo del piano di faglia eseguito da USGS [3]. 



Riferimenti Bibliografici
[1] M 7.5 - 89km SSW of Porgera, Papua New Guinea;
[2] Tectonics of the New Guinea Region;
[3] Preliminary Finite Fault Results for the Feb 25, 2018 Mw 7.5 89km SSW of Porgera, Papua New Guinea Earthquake (Version 1)

L'origine del Lago di Como, degli altri laghi Prealpini e della pianura Padana

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di: Gian Clemente Parea
Sul Prof. Parea si può dire essere stato un "pioniere" e "innovatore" della Sedimentologia italiana, "originale nel pensiero" e "acuto osservatore".
Il più bel pensiero riportato in un ricordo all'autore è quello sul "metodo scientifico che non lo applicava soltanto all'attività scientifica vera e propria, ma anche alla vita quotidiana e al 'ciappinaggio'...".
Uno scienziato non solo sulla scrivania ma nel "quotidiano" che lascia a tutti noi la sua idea  "innovativa e originale" sulla genesi dei laghi prealpini e la loro evoluzione nel quadro regionale dell'area.

Per informazioni sul libro al seguente LINK.

Double Earthquakes Classification and Seismic Precursors

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In this paper, we examine both the sequence and organisation of major shallow earthquakes occurred in various areas of the world from 1904 to 2017. We aim to describe their major features and how they are connected with foreshocks and aftershocks immediately close in time and space. Examining magnitude value’s fluctuations over time, we see that they form a basic pattern, consisting of three maxima, one of which is central, and two or more events preceding and following it, whose magnitude, in some cases, may be comparable. The retrospective analysis of earthquakes’ patterns of high comparable magnitude has allowed their classification along with the development of some statistically significant relationships between epicentral distance and magnitude difference and between time interval and delay among maxima as well as the identification of activation signals predicting their occurrence. The pattern we identified in seismic sequences analysis, in relation to minor shocks-generated ac…

Le sequenze sismiche Tosco-Emiliane del periodo 2012-2013 e considerazioni sulla tettonica attiva

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I terremoti del periodo 2012-2013, dell’area Tosco-Emiliana rappresentati dagli eventi sismici della pianura reggiana e dell’Appennino Parmense del gennaio 2012, dell’Emilia del maggio 2012 e di Garfagnana e Lunigiana del 2013, evidenziano nel loro insieme un chiaro indizio di una tettonica ancora in atto, che con il passare del tempo deforma la litosfera e “solleva” la catena appenninica. Sotto il margine padano dell’Appennino settentrionale si trova una sutura generata dallo scontro tra due placche: la microplacca Adriatica che si immerge verso SW piegandosi al di sotto della placca Europea sulla quale è presente la catena appenninica. Questa collisione porta allo scorrimento reciproco tra le due placche lungo delle faglie in grado di generare terremoti, che dal punto di vista tettonico sono la risposta fragile, agli sforzi tettonici, delle rocce che vanno a costituire la struttura della catena appenninica. Possiamo dire che i terremoti sono l’evidenza geologica che le nostre montag…