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Visualizzazione dei post con l'etichetta Geofisica

Nascita di un vulcano e la formazione di nuova crosta.

Fig. 1 - (A) area dell'Afar in Etiopia. (B) Immagine interferometrica. Il 26 settembre 2005 una violenta esplosione nella regione etiope dell'Afar (Fig. 1A) diede origine a un nuovo vulcano laddove prima c'era stato solamente un deserto. Dodici giorni prima, il primo di 163 terremoti con una magnitudo superiore a 3.9 della scala Richter iniziò tra due vulcani più vecchi, il Dabbahu e il Gabho (rispettivamente D e G in Fig. 1B), e proseguirono verso sud per 60 km. I terremoti furono generati da faglie normali che si propagarono verso sud a partire dal Mar Rosso, una delle conseguenze dirette dell'allontanamento della Placca Arabadalla Placca Nubiana (Fig. 1A). Le immagini da satellite registrarono questo movimento quasi in tempo reale. Dal confronto delle immagini prima e dopo l'attività, alcuni autori sono stati in grado di creare l'immagine interferometrica da radar ad apertura sintetica (InSAR) mostrata in Fig. 1B, dove ogni tonalità di colore corrisponde ad u...

Il principio dell'isostasia: perché gli oceani sono profondi e le montagne alte?

Le terre emerse sono più rilevate dei fondali oceanici, sia perché sono costituite da rocce più leggere, sia perché formate da una litosfera più spessa. Le rocce più comuni dei continenti sono a composizione granitica e risultano generalmente più leggere di quelle basaltiche, tipiche dei fondali oceanici. La diversità di peso fra graniti e basalti non basta, però, da sola a spiegare, per esempio, il forte dislivello tra la catena himalayana, che supera gli 8000 m di altitudine, e il fondo dell'oceano indiano, che raggiunge profondità superiori ai 10000 m.  Perché tale differenza?  La risposta viene dal principio dell'isostasia, che mette in relazione le quote di continenti e oceani con la densità delle rocce della crosta e del mantello. Secondo questo principio, le zolle in cui la litosfera è suddivisa galleggiano, per la loro relativa leggerezza, sull'astenosfera, che si comporta come un fluido particolarmente denso e pesante. Fig . 1 - modello dell'Isostasia ...

L'ipotesi di un nuovo modello del motore della tettonica a placche.

Negli anni '60, il concetto di tettonica a placche rivoluzionò il campo della geologia e geofisica. Questa teoria descrive come la superficie terrestre è un puzzle  formato da sette grandi placche tettoniche e una varietà di più piccole, che si muovono lentamente nel tempo. Alcune delle conseguenze più spettacolari del movimento relativo tra le placche, sono le catene montuose e gli oceani Durante la storia geologica della Terra, le placche tettoniche si sono scontrate tra di loro, formando continenti, e successivamente o contemporaneamente si sono spezzate più volte, ridisegnando in modo lento e continuo la geografia del nostro pianeta.  L'ultimo grande supercontinente della Terra è rappresentato dalla Pangea, che a partire da 180 milioni di anni fa, ha cominciato a spezzarsi formando placche più piccolo che poi sono andate alla "deriva" come zattere sull'oceano. Attualmente la spiegazione a questa frammentazione, sarebbe da imputare alle risalite de...

Esplorazione geofisica in mare nel rispetto dei suoi abitanti

É possibile svolgere bene e correttamente i rilievi geofisici in mare (air-gun) nel rispetto della fauna ittica che vi abita. Rilievi geofisici che sono utili non solo alla ricerca petrolifera in mare, ma anche a quella scientifica per lo studio delle faglie (principali strutture tettoniche che generano terremoti), di vulcani sottomarini, studi applicativi come quelli per la stesura di fibre ottiche sul fondale marino. Leggi l'articolo--> Geofisica e balene a sud delle Baleari

Un nucleo più interno della Terra.

Anche se il nucleo più interno della Terra è molto piccolo, ha caratteristiche molto interessanti. Ci può dire come si è formato il nostro pianeta, raccontarci la storia e i processi dinamici. I dati relativi alle onde sismiche che attraversano il centro della Terra, hanno permessi di indagare il centro della Terra, sino al nucleo più interno, e scoprire che questo ne racchiude un secondo, grande la metà.  Studiando l'orientamento delle onde sismiche, i ricercatori si sono accorti che i cristalli di ferro che rivestono il nucleo principale sono allineati diversamente da quelli che rivestono il nucleo più interno: in direzione Nord-Sud i primi e in direzione Est-Ovest i secondi. I dati indicherebbero inoltre che i due nuclei si comportano in modo diverso e l'ipotesi è che potrebbero avere una composizione differente. In queste differenze potrebbe essere la chiave per capire come si è evoluto il pianeta. Fonte: Ansa.it phys.org