Passa ai contenuti principali

La ricerca sulla Faglia Canossa - San Romano e il Terrazzo di Roteglia (2019-2024).

Lo studio sulla Faglia Canossa - San Romano e del Terrazzo di Roteglia ebbe inizio in Autunno del 2018, durante un viaggio in auto. Passando lungo la strada che da Roteglia arriva a Castellarano, giunti alle pendici del M. Pendice, sul lato destro del fiume si osserva il terrazzo del Pigneto con la "Rupe del Pescale". In questo panorama, fu il confronto aperto con un "amico" a guidarmi verso la ricerca e a come la faglia poteva avere giocato un ruolo importate sulla geologia e la geomorfologia dell'area subito a monte, appunto la zona di Roteglia e il suo terrazzo fluviale.  

L'idea di partenza era che la Canossa - San Romano potesse essere la faglia che, con il suo movimento distensivo in epoca geologicamente più recente, aveva creato una "barriera" al corso del Fiume Secchia, determinando una sedimentazione differente nell'area più a monte, dove è presente un esteso terrazzo di depositi alluvionali, costituito perlopiù da ghiaia e fango, dove alla sua sommità sorge il paese di Roteglia. L'area di Roteglia che si trova a sud rispetto la "Rupe del Pescale era una sorta di "bacino" in grado di accumulare i sedimenti fluviali trasportati dal Fiume Secchia.

Insieme al Prof. Little (Bill) durante una escursione.


Grazie a questo studio ho avuto il grande piacere di collaborare con il Prof. William Little, conosciuto poco tempo prima grazie ai social.
Nell'Estate del 2019 il nostro incontro, sebbene breve, ha dato inizio ad un lavoro di ricerca che è durato fino al 2023 portando diverse pubblicazioni. La sua grande esperienza in sedimentologia, ha permesso a me di ottenere gli strumenti necessari a svolgere la raccolta dei dati in affioramento, oltre ad avvicinarmi ad una bellissima branca della sedimentologia: la sedimentologia fluviale.

Un particolare del corso del Fiume Secchia con i depositi alluvionali del Terrazzo di Roteglia.


In base ai dati raccolti in campagna e alle nostre ricerche, la Faglia Canossa - San Romano ha avuto un ruolo importante nella morfologia dell'area e nella sedimentologia fluviale lungo il Fiume Secchia, nel tratto a monte della "Rupe del Pescale". Il movimento recente della faglia è documentato dai terrazzi fluviali, che sono dislocati, ribassando la parte di territorio di Roteglia. Inoltre la sedimentologia fluviale evidenzia come la Faglia Canossa - San Romano ha agito come barriera naturale, portando il Fiume Secchia ad una differente deposizione del suo carico sedimentario all'interno del Bacino di Roteglia. In tempi più recenti il processo di erosione fluviale ha mantenuto quello che oggi possiamo definire Terrazzo di Roteglia alla cui sommità sorge l'omonimo paese.

Di seguito gli articoli di questo lungo viaggio

1) 2020 - Influence of the Canossa-San Romano fault system on the development of the River Secchia fluvial terraces (Northern Apennines, Italy)

2) 2021 - The Roteglia Basin geometry and its relationship with the Canossa-San Romano regional fault (Northern Apennines, Italy)

3) 2022 -  Influence of the Canossa-San Romano Fault on the Quaternary deposits of the Roteglia Terrace (Northern Apennines, Italy)

4) 2024 - Quaternary geology and geological map of the Roteglia Basin within the River Secchia valley (Italy) with evidence for the Canossa-San Romano Fault System and inversion tectonic activity

Passeggiando nel Fiume Secchia.

Ringrazio l'"amico" che mi ha guidato nella ricerca e mi ha sostenuto. Ringrazio Bill da cui è nata una collaborazione e un confronto fino ad un'amicizia che si mantiene nel tempo. Ringrazio Dr. Geol. Giorgio Barelli per il suo sostegno e interesse alle mie ricerche e tutto il materiale che mi ha fornito. Ringrazio le tante persone incontrate.



Commenti

Post popolari in questo blog

Metodi per la determinazione della direzione, immersione e inclinazione di una sucessione di unità litologiche

Per utilizare i seguenti metodi cartografici, è necesario semplificare il modello geologico - stratigrafico, assumendo che i limiti tra le differenti unità litologiche siano rappresentati da superfici di forma planare e regolare. Pertanto il metodo delle linee di direzone e il metodo dei tre punti , hanno validità locale e non alla scala regionale, dato che in natura i limiti tra unità litologiche sono generalmente rappresentati da superfici non planari e irregolari. Metodo delle linee di direzione Determinare la direzione della successione nel modo seguente: Considerare il limite tra pelite e calcare; I punti a, a1, a2, a3 si trovano tutti a 300 m s.l.m. Congiungere i quattro punti con una linea (linea di direzione o isoipsa di strato Considerare i punti b, b1, b2, b3 e disegnare la linea che li congiunge (linea di direzione) che si trova alla quota di 200 m s.l.m. Le due linee così determinate sono parallele tra loro Determinare l’inclinazione della superficie di strato ...

La "terra mobile" di Wegener e la deriva dei continenti

Fig. 1 - Ricostruzione del Pangea e della sua evoluzione paleogeografica. L'idea di una " Terra mobile ", la cui superficie cambia aspetto nel tempo per il continuo reciproco spostarsi di settori della crosta, è nata all'inizio del secolo scorso ed ha avuto il suo principale teorico in Alfred Wegner , ben noto per avere proposto la teoria della deriva dei continenti. Wegner considerava le aree continentali come zattere di sial galleggianti sul sima, indicando con sial (da silicio a alluminio) la crosta a composizione media granitica, meno densa, e con sima (da silicio a magnesio) il materiale sottostante, più denso, di composizione basaltica, che affiorava sul fondo degli oceani e costituiva, secondo l'autore, un involucro continuo (Fig. 1). Nella teoria, i grossi frammenti di crosta sialica, immersi nel sima molto viscoso " come iceberg nell'acqua " sarebbero andati pian piano alla deriva verso ovest, per restare in ritardo rispetto la ro...

Modena e la trasformazione dei corsi d’acqua nella zona collinare in otto secoli

La rete idrografica del territorio di pianura a sud di Modena e compresa tra fiumi principali del Secchia e del Panaro, deriva dall’interazione tra la sua naturale evoluzione e gli interventi eseguiti dall’uomo nel corso dei secoli. Le tracce più antiche dell’intervento umano sul drenaggio superficiale sono rappresentate dalle opere di bonifica relative alla centuriazione romana. A partire dal Medio Evo gli interventi hanno visto la costruzione di una nuova rete di canali, alcuni navigabili, data l’estrema importanza che le vie d’acqua ricoprivano nei secoli passati (Pellegrini, 1990). Altre modifiche antropiche riguardano la rettifica di alcuni tratti meandriformi dei fiumi Secchia e Panaro, le più recenti delle quali, che hanno interessato il F. Panaro a est di Fossalta, risalgono al 1972. Figura 1 - tracciato dei principali corsi d'acqua del X-XI secolo.   Il tracciato dei principali corsi d’acqua che attraversano la zona pianeggiante posta a sud di Modena tra il X e l’XI secolo...