venerdì 12 agosto 2016

Cluster di Zocca nel basso Appennino modenese - bolognese


In data 10 agosto 2016 si è attivato un cluster nel basso Appennino bolognese - modenese, nella zona di Zocca (Z), localizzato più a nord rispetto allo sciame sismico dell'Appennino Tosco-Emiliano (1) (2) accaduto nel 2015. 

Gli eventi sono 29 con magnitudo inferiore alla 2.5. L'evento maggiore è quello accaduto alle ore 16:46 UTC (18:46 Locali), di M 2.5 alla profondità di 19 km.

Grafico della sequenza temporale della magnitudo 
Le profondità degli eventi sono distribuite in uno spessore sismogenetico che va dai 10 ai 35 km di profondità, dove la maggiore concentrazione è compresa tra i 15 e i 30 km. Al momento non si registrano eventi più superficiali.

Grafico della sequenza temporale degli ipocentri (profondità, km)

Le caratteristiche sismologiche degli eventi storici (catalogo CPTI 11) evidenziano come la zona sia stata interessata da terremoti di magnitudo stimata da 5.0 a 5.9, mentre i dati sismologici e geologici che individuano le sorgenti sismogenetiche (catalogo Diss dell'INGV), evidenziano come il cluster di Zocca cade in prossimità della sorgente sismogenetica composita denominata Bore-Montefeltro-Fabriano-Laga (ITCS027) dove la max magnitudo è di 6.2.


giovedì 4 agosto 2016

Lo studio sul terremoto dell'Emilia 2012 e la relazione con l'attività estrattiva nella Concessione Mirandola (Giacimento Cavone).


Lo studio riguarda l'analisi dei dati ricavati dal Laboratorio Cavone e descritti nel Report finale (disponibile anche in italiano). Nel 2016 il gruppo di ricerca ha pubblicato i dati e le conclusioni sulla rivista scientifica Geophys. Res. Lett. Le conclusioni dello studio sono:

"The result [of these effects] from fluid extraction is a destabilizing stress change on the fault (ΔCFF > 0) within and below the reservoir interval, an effect that is mitigated by injection that counterbalances net depletion"
[Il risultato degli effetti da estrazione di fluido è il cambiamento di stress che destabilizza la faglia (ΔCFF> 0), all'interno e al di sotto dell'intervallo del serbatoio, un effetto che viene attenuato mediante l'iniezione che controbilancia la deplezione netta].

"the combined effects of fluid production and injection from the Cavone field were not a driver for the observed seismicity"
[Gli effetti combinati della produzione di fluidi e iniezione al campo Cavone non guidano (determinano) la sismicità osservata (sequenza sismica dell'Emilia 2012)];


Si riportano i video relativi al modello del Cavone con le didascalie in lingua originale:


video
Pressure variation (in bar) at the hanging wall side of the Mirandola fault at the end of the simulation (31 December 2012). Red color indicates pressure buildup as a result of injection in the Cavone #14 well. Blue color indicates pressure decline as a result of fluid extraction, which extends into the underlying aquifer. The 29 May 2012 hypocenter location is shown with a circle.



video

Changes in the Coulomb stress ΔCFF on the Mirandola fault (in bar) at the end of the simulation (31 December 2012). The change in the effective normal traction is positive near producers and negative near injectors because pressure depletion leads to contraction of the reservoir and pressure increase leads to increased compression on the fault. The white cross mark on the ΔCFF plot denotes the hypocenter location of the 29 May 2012 earthquake.

da: 
Juanes, R., B. Jha, B. H. Hager, J. H. Shaw, A. Plesch, L. Astiz, J. H. Dieterich, and C. Frohlich (2016), Were the May 2012 Emilia-Romagna earthquakes induced? A coupled flow-geomechanics modeling assessment, Geophys. Res. Lett., 43, 6891–6897.



sabato 9 luglio 2016

How to Predict Earthquakes with Microsequences and Reversed Phase Repetitive Patterns

A strong earthquake is always preceded by groupings of shocks whose identification and understanding constitute a sound method for improving short-term earthquake forecasts. Thanks to a graphical method, we have identified and classified some microsequences and reversed phase repetitive patterns that precede the hazardous events. The seismic microsequences include a series of information useful to know in advance the beginning of energy release and accumulation phases that usually precede and follow a moderate-to-high magnitude earthquake. Their identification and correct interpretation allow us to determine various warning signals. In particular, through the analysis of their shape and position in the seismic sequence we can claim that the strongest earthquakes occur shortly after the formation of some peculiar micro-sequences. The checks carried out on large data sets related to earthquakes occurred in the past have shown that the analysis procedures developed do not depend on the size of the area analyzed while predicting a high percentage of moderate-to-high magnitude earthquakes.

Riga G. & Balocchi P.
Paper
Riga, G. and Balocchi, P. (2016) How to Predict Earthquakes with Microsequences and Reversed Phase Repetitive Patterns. Open Journal of Earthquake Research, 5, 153-164. doi: 10.4236/ojer.2016.53012.

venerdì 1 luglio 2016

Sismicità storica della Pianura Padana ed il terremoto del 1570

Il terremoto in Emilia del maggio 2012 ha riacceso il dibattito scientifico sulla sismicità nella Pianura Padana, spesso a torto trascurata, e sui rischi connessi. Non mancano riferimenti storici su terremoti padani: già nel lontano 1117 e poi nel 1222 l'area intorno al Po fu teatro di eventi disastrosi. Altri terremoti si sono quindi succeduti fino ai giorni nostri e la loro indagine attenta, corredata dalle conoscenze sismotettoniche attuali, dovrebbe aiutare nella prevenzione dei rischi connessi al ripetersi di simili fenomeni. In questo contesto assume particolare rilevanza la recente pubblicazione di un interessante studio riguardante il terremoto che colpì Ferrara e zone limitrofe nel 1570: articolo apparso sul "Journal of Geographic Research"  e dal titolo "Source Inversion of the 1570 Ferrara Earthquake and Definitve Diversion of the Po River (Italy)", in cui i due autori (i ricercatori italiani L. Sirovich e F. Pettenati, dell'OGS di Trieste) descrivono l'evento e le sue implicazioni sismotettoniche. Il sollevamento tettonico del fronte appenninico sepolto, situato al di sotto delle potenti coltri alluvionali padane, e valutato in circa un cm/anno, è la causa di diversi terremoti nell'area emiliana: lo studio e la parametrizzazione dei terremoti storici, confrontati con quelli più recenti, possono aiutare non poco nella valutazione della vulnerabilità di interi territori. 

di: Petrucci G. & Balocchi P.