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Camminando sulla spiaggia in compagnia del geologo

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Le vacanze di un geologo sono un momento per rilassare i muscoli, ma anche per osservare il paesaggio che ci circonda e cogliere gli aspetti della natura geologica. Una versa “deformazione professionale” che però mantiene una chiara lettura del territorio circostante, sottolineando come la nostra Terra sia viva e in continua evoluzione, e noi siamo parte integrante della sua crescita e del suo cambiamento.
Durante la passeggiata lungo la battigia è inevitabile non soffermarsi su alcuni particolari che solo l’occhio di un geologo può cogliere. La spiaggia diventa un vero laboratorio di sedimentologia dove osservare i processi del passato, presente e del futuro. Non solo si osservano le conchiglie, che i miei figli raccolgono e con tanto entusiasmo mi chiedono “cosa sono?”, ma soprattutto gli aspetti della spiaggia che a molti risulta come “immagine immobile e immutabile”. Al geologo prendono forma scenari (ipotetici ma sempre legati ai dati osservati a disposizione) dell’evoluzione che …

Sismicità della zona di Pievepelago e la Faglia della Fola

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In data 01 Luglio 2018 si verifica un terremoto di M 3.6 nella zona tra Pievepelago [1] e Sasso Tignoso sull’Appennino Tosco-Emiliano, in Provincia di Modena (fig. 1). Nei giorni successivi si sviluppano altri eventi sismici con una magnitudo inferiore a quello precedente (fig. 2). Il numero di eventi e la magnitudo diminuisce nel tempo.

Analizzando la distribuzione degli ipocentri (fig. 3) lungo la sezione A-A’, si nota come siano distribuiti lungo un piano inclinato verso SW. Tale piano rappresenta quello della faglia che ha generato la sismicità dell’area, mentre dal meccanismo focale dell’evento di M 3.6, si ricava una cinematica normale (fig. 1) della sorgente sismogenetica.


Dal catalogo delle sorgenti sismogenetiche (DISS-INGV)[2] non si hanno dati sulla possibile faglia che ha generato la sismicità dell’area. Analizzando il F° 235 “Pievepelago” della Carta Geologica d’Italia (fig. 4)[3], si ricavano informazioni sulle strutture cartografate nell’area. In particolare è presente un…

Neapolitan Volcanoes, il libro dedicato ai tre vulcani della Campania

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Una guida per approfondire i principali temi legati all’evoluzione geologica, alla storia dei vulcani attivi napoletani e all’influenza che questi hanno sulle popolazioni locali sin dall’epoca preromana. “Neapolitan Volcanoes. A Trip Around Vesuvius, Campi Flegrei and Ischia”, di Stefano Carlino, ricercatore dell’Osservatorio Vesuviano – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (OV - INGV), edito dalla Springer è un testo, in lingua inglese, per appassionati di vulcanologia che affronta molteplici aspetti legati ai tre vulcani attivi della Campania,  il Vesuvio, i Campi Flegrei e l’Isola d’Ischia, spaziando dalla gestione del rischio in aree a elevata urbanizzazione a preziose indicazioni sui principali siti da visitare, per il loro interesse di carattere vulcanologico, storico e paesaggistico.  Tema centrale di “Neapolitan Volcanoes”, la vulcanologia, con particolare riferimento, nella parte introduttiva, allo sviluppo di questa disciplina nell’ambito della scuola partenopea.  Il…

Faglie: esempi dal rilevamento geologico

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Una faglia è una frattura avvenuta entro un volume di roccia della crosta terrestre che mostra evidenze di movimento relativo tra le due masse rocciose da essa divise. La superficie lungo cui si è verificata la frattura si chiama superficie di faglia oppure piano di faglia, o anche specchio di faglia. Le rocce in prossimità di una faglia risultano spesso intensamente frantumate e si parla in questo caso di rocce di faglia quali le cataclasiti o le miloniti. L'energia rilasciata dopo il movimento lungo il piano di faglia è la causa della maggior parte dei terremoti.
Per la tipologia di faglie si rimanda al link.
Alcuni esempi di faglie

Articolo sul Resto del Carlino, Ascoli del 2017 - Un anno fa la scossa choc di 6.5, "riusciremo a prevedere i Terremoti"

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Faglia e tipologia

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Per definizione una faglia è una "frattura (planare o non planare) avvenuta entro un volume di roccia della crosta terrestre che mostra evidenze di movimento relativo tra le i due blocchi di roccia che divide".

La superficie più o meno inclinata lungo la quale avviene il movimento dei due blocchi di roccia è il piano di faglia. I due blocchi vengono chiamati "tetto" se si trova al di sopra del piano di faglia e "letto" se si trova al di sotto del piano di faglia. In base ai movimenti di un blocco di roccia rispetto all'altro avremo differenti tipi di faglie.

Faglia normale o diretta
In questo tipo di faglia, c'è uno scivolamento verso il basso del blocco roccioso di tetto rispetto a quello di letto. Questo tipo di faglia si trova in aree caratterizzate da estensione crostale (i due blocchi di roccia si allontanano l'uno rispetto all'altro). Faglia inversa In questo tipo di faglia, il blocco roccioso di tetto sale rispetto a quello di letto.…

Presentazione del libro "L'Origine del lago di Como, degli altri Laghi Prealpini e della Pianura Padana".

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Già da qualche decennio è stato appurato che i nostri grandi laghi prealpini, diversamente da quanto veniva insegnato fin dalla fine dell’800, non sono stati scavati dai ghiacciai, bensì da fiumi che scorrevano prima delle glaciazioni e nei periodi caldi tra le stesse. Ma scoprire che le celeberrime “valli glaciali a U" in realtà non esistono, o che il cosiddetto anfiteatro morenico della Brianza non è affatto formato da morene, oltre ai curiosi di geologia lascerà spiazzato anche più di un addetto ai lavori. Sono solo alcune delle affermazioni, documentate in modo scientificamente ineccepibile, che rendono affascinante la lettura di un volume edito in questi giorni dall’associazione culturale “Luigi Scanagatta” di Varenna: “L’origine del Lago di Como, degli altri laghi prealpini e della Pianura Padana”, opera di un eminente geologo scomparso nel novembre 2016 a Mandello, il prof. Gian Clemente Parea, già docente all’Università di Modena e socio della “Scanagatta”, che nel testo …