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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sismotettonica

Continua la sequenza sismica in Appennino Modenese nell'area Sassuolo-Castellarano-Prignano-Serramazzoni.

Mappa della distribuzione degli epicentri. La sismicità al momento si colloca ad una profondità dai 20-35 km circa. La sua geometria è quella di un "cuneo", che in base all'unico meccanismo focale compressivo del terremoto di M 3.2 del 21 Giugno, può essere considerato di accorciamento (cuneo di accorciamento, fascia in compressione). Confrontando la sismicità del 2021 e quella del 2023, si nota molto bene il cluster a forma di cuneo nel 2021 e il proseguo della sismicità nell'intorno del medesimo cluster nel 2023.  La faglia probabile e responsabile di questa sequenza è rappresentata da un segmento della più estesa sorgente Langhirano-Sassuolo (DISS-INGV), che in bibliografia prende anche il nome di "flessura di Sassuolo" (Gasperi et al., 1989). Sezione lungo la traccia nella mappa precedente. sw = cuneo di accorciamento. Il modello genetico di un probabile evento sismico di maggiore magnitudo, che coinvolge la riattivazione del segmento di faglia più super...

Lo sciame di Lizzano in Belvedere del 2021

Lo sciame in Lizzano in Belvedere del Settembre 2021 si colloca all'interno di una vasta zona sismica lungo l'asse della catena Appenninica Tosco-Emiliana, che dal 2015 ad oggi ha generato diversi sciami [1, 2]. In particolare lo sciame di Lizzano è una "prosecuzione" verso Sud del cluster di Porretta Terme del 2015. Come evidenziato dalla sismicità dal 2015 al 2021, si nota come l'area della catena appenninica è fortemente soggetta a eventi sismici singoli o sciami che si raggruppano in più terremoti distribuiti nel tempo (cluster). Generalmente sia gli eventi singoli ma anche quelli raggruppati in sciami mostrano una sismicità di bassa magnitudo e in genere moderata. In particolare per il cluster di Pievepelago si rimanda alla bibliografia [3]. La distribuzione degli epicentri relativa ai due cluster di Porretta Terme (PT) e Lizzano in Belvedere (LB) fa ipotizzare alla presenza di una sorgente sismogenica a direzione NE-SW (antiappenninca), probabilmente una tea...

Il rilascio sismico della sorgente Busseto-Cavriago durante lo sciame del 2020 nella zona di Parma-Reggio Emilia

La sismicità del Maggio 2020, accaduta nella zona tra Parma e Reggio Emilia, è stata analizzata per determinare il rilascio sismico della sorgente Busseto-Cavriago. Il metodo utilizzato, descritto in letteratura in uno studio precedente, permette di capire il comportamento della superficie della sorgente durante la fase di sviluppo della sismicità. Questa breve nota descrive il comportamento della sorgente durante lo sciame e alcune considerazioni sulla distribuzione degli ipocentri, che possono aiutare a comprendere la futura sismogenesi della sorgente.  [EN] Seismic release of Busseto-Cavriago source during the 2020 swarm in the Parma-Reggio Emilia area. The May 2020 seismicity, occurred in the area between Parma and Reggio Emilia, was analyzed to determine the seismic release of the Busseto-Cavriago source. The method described in literature in a previous study, allows to understanding the behavior of the source surface, during the development phase of seismicity. This brief no...

Tectonics and seismotectonics of high Dragone valley between Piandelagotti and Montefiorino villages (Northern Apennines, Italy).

[En] small seismic sequence in the high Modena Apennines (Sant’Anna Pelago area) occurred in the 2018-2019 period with a main earthquake of MW 3.6 on July 1, 2018. The existent geological literature does not suggest the presence of a Quaternary active fault that can explain this seismic sequence. Small earthquakes are related to the same seismogenic process of strong earthquakes and, generally, earthquakes are generated by minor structures associated with regionally important faults, which define the main rupture zone. The structural analysis of mesoscopic faults in outcropping rock-units, and the analysis of hypocentres distribution, provided important information on the geometry, kinematics, and tectonic stress of the main regional fault systems responsible for the occurred seismic event. This paper proposes the seismotectonic model of high Dragone valley, when the mesostructural analysis describes the main surface fault systems and the horst and graben structure of Riccovolto villag...

Lo slab di Adria e il suo terremoto di M 3.5 del 2020 nel parmense

Il terremoto di M 3.5 accaduto nella zona di Valmozzola in Provincia di Parma [1] è interessante per quanto riguarda la sua profondità calcolata di 61 km. Infatti, il terremoto da indicazioni sulloa presenza di una piastra di roccia solida in grado di generare terremoti sotto condizioni di stress tettonico. Questa piastra è lo slab della microplacca Adria che scorre sotto l'Appennino Tosco-Emiliano fino ad una profondità di circa 60-70 km.  Il terremoto del 27 gennaio 2012 accaduto nella Provincia di Parma ad una profondità di 60 km [2], è un evento ampliamente confrontabile con quello accaduto a Valmozzola il 5 ottobre 2020. Infatti essi mostrano una profondità paragonabile e anche la loro posizione è in stretta vicinanza. I due terremoti si collocano di una "fascia profonda" [3] all'interno della piastra in subduzione di Adria che scorre sotto la Catena Appenninica . Modello della subduzione della placca Adria sotto quella Europea [2]. Analizzando il terremoto del 2...

Sismicità del Bacino del Mugello

E’ noto da tempo che l’area del Bacino del Mugello risulta una delle più attive sismicamente dell’Appennino Settentrionale (Fig. 1).  Molti sono i cataloghi, disponibili anche in rete, nei quali è documentata la sismicità sia recente che storica della zona. Gli ipocentri dei terremoti superano raramente i 14 km di profondità, e molto frequentemente sono al di sopra dei 5 km. L’origine di parte della sismicità è quindi da ricercarsi in strutture all’interno della copertura. In genere si tratta di sismicità a bassa magnitudo, normalmente inferiore a 4.0 anche se, per alcuni terremoti storici è stata calcolata una magnitudo anche superiore a 6.0. I meccanismi focali reperibili in letteratura, che interessano la zona del Mugello sono in prevalenza di tipo distensivo, ma sono presenti anche alcuni meccanismi di tipo compressivo e trascorrente (Fig. 1). Fig. 1 - Distribuzione della sismitotà storica e dalla rete sismica Nazionela dell’area del Mugello. Sono riportati i mec...

Terremoti, ambienti tettonici e faglie regionali

La posizione geografica degli epicentri di terremoti registrati in tutto il mondo a partire dal 1976 (Fig. 1), evidenzia la loro distribuzione secondo delle fasce che segnano i più importanti margini di placca. I meccanismi di faglia dei terremoti lungo queste fasce, sono coerenti con il tipo di faglie che corrono lungo tali margini (Fig. 2).  Fig. 1 - Carta globale dell'attività sismica dal gennaio 1976 a ottobre 2013. Ogni punto rappresenta un terremoto di magnitudo maggiore di 5. I colori indicano la profondità dell'ipocentro. Si noti la concentrazione di terremoti lungo i margini tra le principali placche litosferiche. Margini Divergenti Le strette fasce di terremoti poco profondi che corrono lungo i bacini oceanici coincidono con le creste delle dorsali oceaniche e con i settori di faglie trasformi che collegano i singoli tratti di dorsale . Il meccanismo di faglia dei terremoti lungo le creste delle dorsali, rilevato dall'analisi dei dati sismo...

Seismic release ratio of 2012 Emilia seismogenic sources and seismotectonic evolution (Northern Italy)

Abstract The 2012 Emilia seismic sequence (northern Italy) was characterised by two mainshocks of MW 5.8 on May 20th and MW 5.6 on May 29th. Seismic activity was ascribed to the northward verging fold and thrust structures of the Ferrara-Romagna arc. This study shows a method for calculating the seismic release ratio of seismogenic sources, described as the ratio between the earthquakes’ seismic moment and the seismic moment calculated from geological data of fault slip measures. It is a quantitative analysis method of seismotectonic studies, which provides a simple explanation for seismic release and an asperity model of faults. A map of fault seismic release ratio is suggested; it describes the seismic release of the 2012 Emilia seismogenic sources during the 2005-2012 period. The seismic release map shows the seismotectonic evolution and different rheological behaviours of seismic sources. Riassunto Rapporto del rilascio sismico delle sorgenti sismogenetiche dell’Emilia ...

Terremoto in Sardegna e il Graben del Campidano

Il terremoto del 22 Settembre 2019 di M 2.0 accaduto in Sardegna, è legato ad una grande struttura tettonica di importanza regionale, denominata Graben del Campidano .  Questa struttura è allungata in direzione NW-SE,  rappresenta un fossato tettonico bordato sui due lati maggiori da grandi sistemi di faglie normali, che abbassano il blocco centrale.

Il Terremoto di Mw 4.3 a Ravenna

In data 15 Gennaio 2019 si è verificato un terremoto di Mw 4.3 ad una profondità di 25 km con epicentro nella zona di Ravenna [1]. Dallo schema sopra, ricavato dal DISS-INGV [2], sono rappresentate le sorgenti sismogenetiche delle "pieghe Ferraresi-Adriatiche" e il terremoto di Mw 4.3. La sorgente Malalbergo-Ravenna (MRT) ha una profondità nel range 2-8 km. Il terremoto è ad una profondità maggiore (d: 25 km) e quindi con comparabile.  Sicuramente trattasi di una struttura profonda del basamento come rappresentato in figura sotto con il simbolo #2 [3]. Il meccanismo focale del terremoto evidenzia come la sorgente profonda debba essere una faglia di sovrascorrimento (un thrust), da imputarsi al sottoscorrimento della placca Adriatica che rappresenta il basamento. Bibliografia [1]  Evento sismico Ml 4.6 in provincia di Ravenna del 15 gennaio 2019 [2]  Database of Individual Seismogenic Sources (DISS), Version 3.2.1. [3]  La GEOLOGIA dei terremoti: Fag...

Il modello sismotettonico e sismogenetico del sistema estensionale della val Tiberina-Gubbio

L'area della Val Tiberina-Gubbio è rappresentata geograficamente dal Bacino Tiberino e quello di Gubbio che sono l'espressione geologica di “conche intermontane” che ospitano al loro interno i sedimenti quaternari. Questi bacini sono limitati ai bordi da faglie principali di importanza regionale come la faglia Tiberina e le sua faglie secondarie come quella di Gubbio, antitetica alla precedente. L'analisi dei dati sismologici relativi ai terremoti di bassa magnitudo, fornisce informazioni utili sul contesto sismotettonico e sismogenetico, nonché i sui processi sismici che generano le sequenze sismiche e i forti terremoti associati. Un recente studio analizza i dati sismici della sequenza del 1984 e la sismicità del periodo 2010-2015, al fine di ottenere informazioni sull'attività sismotettonica e sismogenetica dell'area studiata. La faglia Tiberina che rappresenta una superficie di scollamento a basso angolo di importanza regionale, soggetta in parte a creep lun...

The 2016 central Italy seismic sequence and the “Castelluccio-Amatrice” low-angle normal fault

Abstract The 2016 central Italy earthquake sequence, which started on 24th August with a Mw 6.0 event, was followed by numerous aftershocks located southeast and northwest of the epicentre. The hypocenters deepened progressively from SW to NE, followed by a marked depth increase in the easternmost areas. In this sector of the Apennines, the fault plane solutions for the main events consist of a NE-SW trending active extension normal faulting, as described by several authors. Through the analysis of the central Italy seismic sequence, a geometric model of regional detachment, characterised by a NE-dipping low-angle plane with normal kinematics, is proposed. This seismotectonic model shows the same features as in the Tiber valley, where the extensional fault system is characterised by a NE-dipping low-angle “Casteluccio-Amatrice” detachment with SW-dipping master faults, antithetical to the previous one. Riassunto La sequenza sismica dell’Italia centrale del 2016 e la faglia no...

Sismicità della zona di Pievepelago e la Faglia della Fola

Fig. 1 - distribuzione della sismicità nella zona di Pievepelago. A margine il meccanismo focale distensivo dell'evento di M 3.6 In data 01 Luglio 2018 si verifica un terremoto di M 3.6 nella zona tra Pievepelago [1] e Sasso Tignoso sull’Appennino Tosco-Emiliano, in Provincia di Modena (fig. 1). Nei giorni successivi si sviluppano altri eventi sismici con una magnitudo inferiore a quello precedente (fig. 2). Il numero di eventi e la magnitudo diminuisce nel tempo. Fig. 2 - distribuzione della sismicità nel tempo Analizzando la distribuzione degli ipocentri (fig. 3) lungo la sezione A-A’, si nota come siano distribuiti lungo un piano inclinato verso SW. Tale piano rappresenta quello della faglia che ha generato la sismicità dell’area, mentre dal meccanismo focale dell’evento di M 3.6, si ricava una cinematica normale (fig. 1) della sorgente sismogenetica. Fig. 3 - sezione A-A' della fig. 1. Distribuzione degli ipocentri. Posizione della Faglia della Fola ...

Sismicità Massa Martana in relazione al quadro sismotettonico regionale

In data 18/04/2018 si è attivato uno piccolo sciame (swarm) in zona Massa Martana, dove l'evento di maggiore magnitudo è rappresentato da un terremoto di M 2.9 [1] e il successivo. Lo sciame visibile in sezione lungo la traccia A-A' evidenzia come la sismicità sia abbastanza continua tra i due sciami e probabilmente legata ad una superficie di scollamento regionale (detachment) che prende parte al processo sismogenetico e tettonico dell'area. Nella zona è ampiamente documentata la presenza di un detachment di importanza regionale denominato faglia Tiberina [2] che insieme alle altre faglie rappresentano un sistema estensionale importante nel quadro geologico della catena appenninica Dallo studio della sismicità storica si evidenzia come la faglia altotiberina può produrre sismicità di bassa magnitudo (M<3.0) o si muove per creep (asismico). La sismicità di maggiore magnitudo è legata alle faglie ad alto angolo (Gubbio, Norcia, Vettore-Bove) c...

Evento di Mw 4.7 zona Muccia

Nella mattinata del 10 Aprile 2018 si è verificato un terremoto di Mw 4.7 nella zona di Muccia [1], in corrispondenza dello sciame sismico incominciato nei giorni scorsi [2]. L'analisi preliminare dei dati nel periodo Marzo-Aprile 2018 hanno permesso di ricavare la sezione della distribuzione ipocentrale (fig. 1), da cui è possibile ricavare informazioni sul terremoto di Mw 4.7 e sulla sismotettonica dell'area. Lo sciame di Muccia è localizzato nella zona settentrionale della lunga sequenza sismica dell'Italia centrale, e con molta probabilità in risposta alla propagazione verso nord dello stress generato dai terremoti principali della sequenza stessa [3].   Fig. 1 - Sezione della distribuzione degli ipocentri I due eventi di M > 4.0 accaduti il 04 e il 10 Aprile 2018, si collocano all'interno del dilated wedge . Inoltre la distribuzione degli ipocentri evidenzia la geometria delle principali strutture. Si evidenzia la presenza di uno scollamento ( de...