Sunday, 18 December 2011

Sequenza sismica Monti della Laga

Una sequanza sismica è in atto a partire dalla giornta del 16/12/2011 ore 11:08:37 italiane, al 17/12/2011. Le scosse sismiche sono comprese tra il Ml=2 al 3,4.
La scossa principale (mastershok) è avvenuta il giorno 17/12/2011 alle ore 04:04:16 italiane con magnitudo Ml=3,4 ad una profondità di 21,3 km.

Fonte: INGV;

Terremoto in Calabria, Cosenza di Ml=3,4

In data 18 dicembre 2011 alle ore 00:20:15 italiane (UTC 23:20:15 del 17/12/2011) è avvenuta una scossa sismica di magnitudo 3,4 (Ml) ad una profondità di 5,5 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico della Valle del Crati (Italia).
Fonte: INGV;

Friday, 9 December 2011

Terremoto in Emilia Romagna di Ml=2,1



In data 09 dicembre 2011 ore 14:48:07 italiane (13:48:07 UTC) è avvenuta una scossa sismica di magnitudo 2,1 (Ml) ad una profondità di 23,7 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico: Appennino Modenese (Italia).


Fonte: INGV;

Tuesday, 6 December 2011

Sequanza sismica del Pollino - Calabria

Nuovi aggiornamenti sualla sequenza sismica del Pollino da parte del Dipartimento di Protezione Civile

Nella zona di confine tra le province di Cosenza e Potenza è in atto una sequenza sismica, o sciame: non c'è infatti, almeno fino a questo momento, un terremoto principale seguito da repliche di minore intensità, ma si stanno verificando scosse di energia paragonabile tra loro, distribuite in maniera casuale nel tempo. La sequenza sismica, iniziata nel settembre del 2010, è caratterizzata da eventi di bassa magnitudo, generalmente inferiore a 3.0, con profondità comprese tra 3 e 10 km, concentrati in una ristretta fascia di territorio ad andamento Nord Nord-est - Sud sud-ovest. Si riconoscono due intervalli temporali principali a maggiore concentrazione di eventi: il primo tra settembre e novembre del 2010, con 5 terremoti al giorno in media; il secondo intervallo è quello tuttora in corso, che interessa l’area da fine ottobre 2011, con un numero di eventi leggermente superiore al primo periodo, ma con magnitudo paragonabili. Tra questi due intervalli, la sismicità è stata abbastanza continua ma con un numero medio di eventi sensibilmente inferiore. Dal 1° ottobre al 5 dicembre la Rete sismica nazionale dell’Ingv ha registrato complessivamente 513 scosse, la più forte delle quali ha raggiunto magnitudo Ml 3.6 (il 23 novembre 2011, alle ore 15:12). Altri due terremoti hanno avuto una magnitudo maggiore di 3.0: quello del 1° dicembre (Ml pari a 3.3) e quello del 2 dicembre (Ml pari a 3.2).

L’area del Pollino presenta una elevata pericolosità sismica, in base alla mappa di pericolosità sismica del nostro Paese realizzata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. I Comuni interessati dalle sequenze in corso sono classificati in zona sismica 2. Si tratta di territori in cui devono essere applicate specifiche norme per le costruzioni.

Monday, 5 December 2011

Sequenza sismica del Pollino

In merito alla sequenza sismica che stà avvenendo nel Pollino (Calabria), il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale nella giornata del 4 dicembre 2011 ha emanato un comunicato stampa.

La scossa principale avvenuta il giorno 23 novembre 2011 alle ore italiane 15:12:33 con una magnitudo di 3,6 (Ml) ad una profondità di 6,3 km.
L'andamento spaziale della sequenza secondo l'INGV, è distribuita secondo una fascia ad andamento nord-nord-est interessando un’area lunga circa 15 km e larga 5. I terremoti sono superficiali, compresi tra circa 3 e 10 km di profondità. Non s evidenziano spostamenti dell'epicentro. 
Il numero complessivo di terremoti dal Settembre 2010 al 24 novembre 2011 in un’area circolare di raggio 10 km centrata su Mormanno è di 466 terremoti. 
Studiando la sequenza sismica 2010-2011, si nota come le scosse sono state sempre inferiori alla magnitudo 3,0 fino all'evento del 23 novembre 2011.

Il Dipartimenti di Protezione Civile in coordinamento con le direzioni regionali di protezione civile di Basilicata e Calabria, con le prefetture di Potenza e Cosenza, e con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (in quanto centro di competenza in materia), il Dipartimento – come fatto per altri sciami sismici che di recente hanno interessato altre zone d’Italia, come il messinese e il forlivese -, consapevole della maggiore sensibilità e attenzione che gli abitanti dell’area del Pollino stanno dimostrando in questo momento, ha potenziato il programma ordinario di attività di informazione alla popolazione, di verifica degli edifici pubblici e dei piani comunali di protezione civile. In tali situazioni, infatti, non si tratta di tranquillizzare la popolazione, ma di responsabilizzarla, mettendola nella condizione di conoscere il rischio che insiste sul territorio che abita per poterlo gestire nel miglior modo possibile, sia nelle fasi di una eventuale emergenza, sia in ordinario attraverso serie politiche di prevenzione.

Il Dipartimento ha promosso attività di sensibilizzazione e informazione rivolta ai cittadini con il progetto “Terremoto – Io non rischio”. A questa si è aggiunta una esercitazione nazionale (25 e 26 novembre 2011) in cui sono state simulate le attività di emmergenza nelle prime fasi di un ipotetico terremoto in Calabria.
È bene ricordare che, secondo la mappa dell’Italia realizzata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’area del Pollino presenta una elevata pericolosità sismica. I comuni interessati dalle sequenze in corso sono classificati in zona sismica 2. Si tratta di territori in cui devono essere applicate specifiche norme per le costruzioni. 
Lo studio delle sequenze sismiche, come quelle in atto nell’Appennino calabro-lucano, non consente di fare ipotesi sulla possibilità che si verifichi o meno una scossa più forte, che possa produrre seri danni e crolli. A oggi, infatti, non ci sono metodi riconosciuti dalla scienza per prevedere il tempo e il luogo esatti in cui avverrà un terremoto, e la mappa di pericolosità sismica è tuttora lo strumento più efficace che la comunità scientifica mette a disposizione per le politiche di prevenzione. La prevenzione, che si realizza principalmente attraverso la riduzione della vulnerabilità sismica delle costruzioni, ovvero il rafforzamento delle costruzioni meno resistenti al sisma, resta la migliore difesa dai terremoti e l’unico modo per ridurne le conseguenze immediate.


Friday, 25 November 2011

Stato di emmergenza

Il Consiglio dei Ministri che si è riunito oggi, 25 novembre, a Palazzo Chigi ha dichiarato lo stato di emergenza nei territori della provincia di Messina e dell'isola d’Elba, colpiti da eccezionali avversità atmosferiche.

Thursday, 24 November 2011

Terremoto in Giappone in mare aperto di Mw=6,2

In data 24 nov 2011 alle ore 11:25:35 italiane (10:25:35 UTC) è avvenuta una scossa sismica di magnitudo 6,2 (Mw) ad una profondità di 42,3 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico di Hokkaido (Giappone).


Fonte: INGV; USGS;

Bollettino Meteo del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale - 24 nov 2011


FENOMENI SIGNIFICATIVI O AVVERSI PER IL GIORNO 24 NOVEMBRE 2011

Precipitazioni
- diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Puglia centro-meridionale, Basilicata ionica e settori ionici della Calabria centro-settentrionale, con quantitativi cumulati da moderati ad elevati;
- da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Marche meridionali, settori adriatici dell’Abruzzo, restanti settori di Puglia e Basilicata, Calabria meridionale, Sardegna orientale, con quantitativi cumulati generalmente moderati;
- isolate sui restanti settori di Marche, Abruzzo e Calabria e su Molise, Campania orientale e Sicilia, con quantitativi cumulati generalmente deboli.
Visibilità: nebbie in banchi nelle ore notturne e mattutine sulla Pianura Padana. 
Temperature: senza variazioni significative.
Venti: forti sud-orientali sulla Puglia; forti settentrionali sulla Sardegna; localmente forti nord-orientali sulla Toscana, sui versanti tirrenici ed arcipelago della Campania e sull’alto versante adriatico, con raffiche di burrasca forte sul triestino; forti raffiche durante le manifestazioni temporalesche.
Mari: molto mossi l’Adriatico, il Mare ed il Canale di Sardegna, il Mar Ligure settore di Ponente al largo, il Tirreno settentrionale, il Tirreno centro-meridionale settore ovest, lo Stretto di Sicilia e lo Ionio.


Wednesday, 23 November 2011

Maltempo a Messina (Sicilia)

Il Capo del Dipartimento Franco Gabrielli si è recato in provincia di Messina - nelle aree colpite dalle forti piogge di ieri, 22 novembre - per verificare la situazione. In particolare il Prefetto Gabrielli è diretto a Saponara, dove una colata di fango ha invaso la frazione di Scarcelli provocando tre vittime. Le squadre di soccorso hanno operato tutta la notte e sono tuttora al lavoro.

Nella mattinata il Capo Dipartimento si recherà per un sopralluogo anche in Calabria, dove ieri si sono verificati forti temporali nelle province di Catanzaro e Reggio Calabria.

Friday, 18 November 2011

Boati in Fadalto, una risposta...

Non si tratterebbe degli «spettri misteriosi di un terremoto che striscia nella roccia» bensì di un «aggiustamento» del sistema idrogeologico dell’intera zona. Secondo lo studio presentato al trentesimo convegno del Gruppo nazionale di geofisica della terra solida, basato su sette mesi di lavoro e sull’analisi di più di 500 casi, i boati del Fadalto altro non sono che microsismi: eventi superficiali, che nascono a un profondità di circa 700 metri. Ben diversi dai terremoti tettonici, quelli che causano danni a persone e cose, che nell’Italia nord-orientale nascono a una profondità tra i 5 e i 15 chilometri.


Gli studiosi affermano che i rumori che si sentono, e le scosse che seguono, potrebbero essere causate da microfratture agevolate dalla presenza dell’acqua, o da movimenti di piccole faglie lubrificate dalle precipitazioni, o dai cosiddetti colpi d’ariete: sbalzi di pressione nel sottosuolo che provocano un forte rumore e una forte vibrazione. Esiste una correlazione tra la quantità di pioggia e il verificarsi dei microsismi e dei boati.
La Protezione Civile del Veneto insieme agli studiosi, rassicurano la popolazione dicendo che i boati di Fadalto non preludono a terremoti. Sono superficiali, ma non tanto da poter danneggiare le case: le vibrazioni investono volumi di roccia situati a una profondità tale da non provocare crolli. L’unico effetto immediato è lo spavento.

Tuesday, 15 November 2011

Sequenza sismica in atto nel Mar Tirreno, a largo della costa settentrionale della Sicilia

In data 15 novembre 2011 alle ore 05:59:00 italiane (04:59:00 UTC) è avvenuta una scossa sismica di magnitudo 4,0 (Ml) ad una profondità di 5 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico: Costa siciliana settentrionale (Italia).

Fonte: INGV;


Al momento è attiva una sequenza sismica (aftershocks) in mare Tirreno a largo della costa siciliana settentrionale. I valori di magnitudo sono inferiori a 3,0 (Ml) (ad esclusione del mainshock descritto sopra) e con profondità ipocentrale compresa tra i 7 e 10 km circa. Nei giorni precedenti sono avvenuti due venti sismici (foreshocks) nella medesima area. 
Per eventuali aggiornamenti, seguire il Centro Nazionale Terremoti - INGV.

Stato di attività dell'Etna

Dalle 10.42 di oggi, le reti di monitoraggio della sezione di Catania dell’Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno registrato la ripresa dell’attività vulcanica dal Nuovo Cratere di sud est dell’Etna, caratterizzata da attività stromboliana.


Il Centro Funzionale Centrale continua nell’attività di vigilanza del fenomeno attraverso contatti diretti con i Centri di Competenza e le strutture di Presidio Territoriale, che svolgono attività di monitoraggio e sorveglianza e supporto logistico-operativo.


Per gli aggiornamenti relativi alle attività vulcaniche dell'Etna, consultare i rapporti multidisciplinari dell'INGV.

Monday, 14 November 2011

Cessato il preallarme della piena del Fiume Po

L'Agenzia regionale di Protezione Civile dell'Emilia-Romagna ha dichiarato cessata la fase di preallarme per l'emergenza del fiume Po. La decisione è stata presa considerata l'evoluzione della piena e lo stato dei livelli idrometrici rientrati al di sotto del livello di preallarme, come risulta delle attività di monitoraggio effettuate insieme ad ARPA SIMC- Centro funzionale regionale in accordo con AIPO.  Resta invece attiva fino a martedi 15 novembre la fase di attenzione per la presenza di materiale  trasportato dalla corrente che finendo in mare nel tratto da Pontelagoscuro alla foce può rappresentare un potenziale pericolo per la navigazione dei natanti.

Saturday, 12 November 2011

Ondata di piena del Po

Le previsioni riguardanti le condizioni di marea sembrano più favorevoli rispetto a quanto inizialmente previsto e ciò favorirà il deflusso verso il mare. 

Tutti i rami del Delta rimangono comunque per le prossime 48 ore in criticità moderata. 
I livelli nelle prossime 24 ore rientreranno sotto il livello 1 lungo tutto l’asta da monte fino a Casalmaggiore; rimarranno invece in criticità ordinaria tra Boretto e Borgoforte, mentre rimane una criticità moderata tra Sermide e il mare.

L’onda di piena del Po determina l’allagamento delle aree più prospicenti il fiume e sono quindi interessate le strutture e le attività poste nelle aree golenali aperte. Resta attivato lo stato di attenzione da parte della Sala servizio di piena centrale di Parma e delle strutture AIPo territoriali nelle regioni interessate dal passaggio della piena - Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto - per monitorare le opere di difesa idraulica e intervenire in caso di criticità rilevate.

Fonte: AIPO

Friday, 11 November 2011

Terremoto in Grecia - 10 nov 2011 - Mb=5,1

In data 10 novembre 2011 alle ore 18:20:40 italiane (17:20:40 UTC; 19:20:40 locale) è avvenuta una scossa sismica di magnitudo 5,1 (Mb) ad una profondità di 5 km. L'epicentro è stato localizzato ad una distanza di: 1 km verso NW dalla località Naúpaktos (Grecia).

Fonte: EMSC;

Thursday, 10 November 2011

Ondata di piena del Po arriverà nella provincia di Ferrara

E’ previsto per la mattina di venerdi 11 novembre l’arrivo nel territorio della provincia di Ferrara del colmo di piena del fiume Po. La fase di preallarme è stata attivata ieri dall' Agenzia regionale di protezione civile sulla base delle valutazioni previsionali di AIPO e dal Centro Funzionale ARPA-SIMC e prevede il transito del colmo di piena venerdi mattina a Pontelagoscuro con un livello idrometrico stimato tra 1,40 e 1,50 metri. I Comuni interessati sono Berra, Bondeno, Ferrara, Mesola, Goro. In particolare si raccomanda agli Enti competenti il continuo controllo delle arginature provate dalla prolungata persistenza di elevati livelli idrometrici.


video
TgR Rai3 - Emilia Romagna (07 nov 2011)

Wednesday, 9 November 2011

Aggiornamento ondata di piena del Po

L'AIPO nei suoi report di aggiornamento, conferma che la piena in atto sta defluendo senza creare particolari criticità ed in queste ore e sta raggiungendo il colmo alla sezione di Casalmaggiore con valori prossimi a 5,10 m s.z.i. con una criticità moderata. Nel suo passaggio in direzione del delta, la piena potrà determinare l’allagamento delle aree più vicine al corso del fiume. Saranno interessate le strutture e le attività poste nelle aree golenali aperte. Non si prevede l’interessamento delle aree golenali chiuse ma si raccomanda la massima attenzione lungo tutto il corso d’acqua.

Tuesday, 8 November 2011

Ondata di piena del Po in Emilia Romagna

E’ previsto per mercoledì 9 novembre l’arrivo nel territorio della provincia di Reggio Emilia del colmo di piena del fiume Po. Ne dà informazione l’Agenzia regionale di protezione civile che ha attivato questo pomeriggio la relativa fase di preallarme. L’allerta, che fa seguito a quello già diramato nella mattina per le province di Piacenza e Parma, riguarda i Comuni di Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla e Luzzara. Un’analisi della situazione in atto in Emilia-Romagna e delle operazioni in corso è stata fatta questo pomeriggio in una riunione presso la centrale operativa della Protezione civile regionale a Bologna.

Il passaggio del colmo di piena:
Alle ore 6.30 di stamattina, martedì 8 novembre, il colmo ha transitato alla sezione di Piacenza con un valore massimo di 6.25 m s.z.i. con una criticità moderata (livello 1, di passaggio alla criticità ordinaria=5 m s.z.i.; livello 2, di passaggio alla criticità moderata=6 m s.z.i.; livello 3, di passaggio alla criticità elevata=7 m s.z.i.).


Il colmo è atteso alla sezione di Cremona tra le 15.00 e le 18.00 di oggi martedì 8 novembre, dove raggiungerà valori prossimi a 2.30 m s.z.i, quindi poco superiori al livello di attenzione, con una criticità ordinaria (livello 1 di passaggio alla criticità ordinaria=2.20 m s.z.i; livello 2, di passaggio nella criticità moderata =3,20 m s.z.i., livello 3, di passaggio alla criticità elevata=4,20 m s.z.i.).


Tra le 3.00 e le 9.00 di domani, mercoledì 9 novembre il colmo è previsto alla sezione di Casalmaggiore con valori prossimi a 5.10 m s.z.i. con una criticità moderata (livello 1 di passaggio alla criticità ordinaria= 3,60 m s.z.i.; livello 2, di passaggio nella criticità moderata = 4.60 m s.z.i., livello 3, di passaggio alla criticità elevata=5,60 m s.z.i.).


L’idrometro di Boretto sarà interessato al passaggio del colmo di piena tra le 6.00 alle 12.00 sempre di domani, mercoledì 9 novembre con valori prossimi al 5.80 m s.z.i con una criticità moderata (livello 1 di passaggio alla criticità ordinaria=4,50 m s.z.i.; livello 2, di passaggio nella
criticità moderata=5.50 m s.z.i.; livello 3, di passaggio nella criticità elevata=6,50 m s.z.i ).


La piena, sulla base degli scenari di previsione attuali, dovrebbe transitare a Borgoforte domani, mercoledì 9 novembre, tra le ore 18 e le ore 24, e raggiungere Pontelagoscuro, sezione di chiusura del bacino, giovedì 10 novembre tra le ore 9 e le ore 15, per poi propagarsi nel territorio rodigino e in seguito lungo i rami del Delta.


Monday, 7 November 2011

Maltempo e piena del Po

In base alle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso oggi, lunedì 7 novembre, un avviso di condizioni meteorologiche avverse che prevede dalla prima mattinata e per le successive 12-18 ore, forti venti di burrasca dai quadranti meridionali, con rinforzi di burrasca forte o di tempesta specie sul settore occidentale. Si prevedono inoltre mareggiate sulle coste esposte.

Tutti gli affluenti piemontesi in questo momento sono in calo e stanno gradualmente rientrando sotto la soglia di criticità. Secondo le attuali previsioni, il colmo di piena dovrebbe transitare a Ponte della Becca tra le 18 e le 24 di oggi lunedì 7 novembre, a Piacenza tra le 6 e le 12 di domani martedì 8 novembre, a Cremona tra le 18 e le 24 di domani martedì 8 novembre, a Boretto tra le 12 e le 18 di mercoledì 9 novembre. 

Gli scenari di previsione per le prossime 24/36 ore evidenziano una nuova perturbazione che potrebbe interessare nuovamente l’area occidentale del bacino del Po e pertanto i livelli lungo l’asta del fiume potranno mantenersi elevati almeno per i prossimi tre giorni.

Regole di comportamento. Si invita la popolazione, alla luce della situazione in atto e della evoluzione prevista, a prestare la massima attenzione per evitare di esporsi a rischi: in caso di precipitazioni particolarmente intense si raccomanda di non uscire di casa e di portarsi, se necessario, ai piani alti. Massima prudenza nella guida se ci si trova già in viaggio nelle zone interessate dalle piogge o dai venti forti. Si sconsiglia di mettersi in viaggio verso le Regioni colpite dal maltempo e si invitano gli automobilisti a mantenersi costantemente informati sulle condizioni di viabilità. Si ricorda inoltre che è fondamentale tenersi lontani da corsi d’acqua, ponti, passerelle, aree dissestate e allagate, evitare di scendere in scantinati e sottopassi, nonché passare sotto scarpate naturali o artificiali. Si invitano i cittadini a rispettare le indicazioni e le misure di salvaguardia disposte dalle autorità.

Saturday, 5 November 2011

Maltempo: Italia nord-occidentale

Il Comitato operativo è convocato in seduta permanente dalla giornata di ieri, 4 novembre, per l’emergenza maltempo che sta interessando le regioni nord-occidentali. Dopo aver colpito la città di Genova la perturbazione si è estesa interessando la zona di Alessandria, il levante ligure, Emilia-Romagna e Toscana. Forti temporali sono inoltre attualmente in corso sulla Sardegna.

A Parma una squadra del Dipartimento della Protezione Civile segue l’evoluzione della piena del Fiume Po in raccordo l’Aipo - Agenzia interregionale per il fiume Po, e in coordinamento con tutte le regioni coinvolte. Il monitoraggio dell’evoluzione della piena del Po, che coinvolge l’asta principale del fiume, ha l’obiettivo di fornire al Sistema di protezione civile le valutazioni necessarie all’adozione di eventuali misure di salvaguardia. Il monitoraggio è condotto anche grazie a modelli di simulazione sperimentali predisposti con il supporto del Dipartimento della Protezione Civile

Friday, 4 November 2011

Scossa di terremoto a Vittorio Veneto Ml = 2.3

Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.3 è avvenuto alle ore 13:21:49 italiane del giorno 03/Nov/2011 (12:21:49 03/Nov/2011 - UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'
INGV nel distretto sismico: Pianura_veneta.

Thursday, 3 November 2011

Maltempo in Italia Nord e alluvione in Toscana e Liguria

Toscana. Sono al lavoro 700 volontari, oltre agli uomini dei Vigili del Fuoco, delle Forze Armate e delle altre strutture operative del Servizio Nazionale. Per le alluvioni dei giorni scorsi è ancora particolarmente critica la situazione del sistema fluviale. Sono stati realizzati interventi lungo gli alvei per la rimozione del materiale presente nelle acque. L’Unità di Crisi regionale per la Toscana ha intrapreso una serie di azioni in vista della prossima perturbazione: la realizzazione di un censimento di tutte le situazioni di criticità nei comuni interessati dall’alluvione, l’attivazione di presidi territoriali, l’elaborazione di un piano di pronto intervento e la pianificazione di un’eventuale evacuazione.

Liguria. La Funzione tecnica del CCS-Centro Coordinamento Soccorsi di La Spezia ha valutato il rischio residuo sul territorio e ha messo a disposizione dei centri operativi locali, i due Com-Centri Operativi Misti e i due Coa-Centri Operativi Avanzati, i risultati delle rilevazioni per pianificare le iniziative da intraprendere nel caso di una nuova situazione di emergenza. Le strutture operative del Servizio Nazionale di Protezione Civile sono al lavoro per rimuovere eventuali pericoli legati a possibili frane e ripulire i letti dei fiumi. Presenti 600 volontari a Brugnato, mentre l'esercito è impegnato in particolare a Monterosso e a Vernazza.

Meteo. Intanto il maltempo continua anche nella giornata del 3 novembre dove le prime piogge dovrebbero verificarsi al nord-ovest e dal pomeriggio-sera saranno più insistenti in Liguria e Piemonte.

Wednesday, 2 November 2011

Tettonica della Turchia



La Carta Tettonica della Turchia mostra come l'ultimo evento sismico sia avvenuto in un regime compressivo dovuto allo scontro della Placca Araba e quella Euroasiatica determinando il sottoscorrimento della prima. Il meccanismo di rottura del terremoto è dovuto ad un thrust che mostra una direzione di massima compressione orizzontale N-S.

I terremoti spiegati ai ragazzi

"I terremoti spiegati ai ragazzi"
Giovedì 3 novembre 2011 - ore 9.30 - 16.30
Ridotto del Teatro Comunale, Piazza del Teatro - L'Aquila


 
TERREMOTI E GESTIONE DEL RISCHIO SISMICO
Conferenza Junior e Gioco-simulazione con gli studenti dell'Aquila. Parteciperà il geologo e conduttore televisivo Mario Tozzi.
L'evento è realizzato in collaborazione con il Comune di L'Aquila, il Dipartimento Protezione Civile, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale e l'Ufficio Scolastico Provinciale di L'Aquila.
Il progetto Earthquakes for Kids è ideato e realizzato dal Dipartimento di Scienze dell'Università di Chieti "Gabriele D'Annunzio" e dal Centro Turistico Studentesco e Giovanile, con il contributo del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila.

Con il patrocinio della Regione Abruzzo e della Società Geologica Italiana.

Tuesday, 1 November 2011

Emergenza Italia centro-nord (Liguria-Toscana)

Proseguono, nella giornata del 31 ottobre, le attività di assistenza alla popolazione e ripristino dei servizi essenziali nei luoghi colpiti dal maltempo che ha interessato le province di La Spezia e Massa Carrara. Le operazioni sono gestite dai centri operativi istituiti sul territorio e coordinati dall’Unità di crisi regionale per la Toscana e dal Ccs – Centro di coordinamento soccorsi per la Prefettura di La Spezia.
Ancora a lavoro gli uomini delle strutture operative, tra cui Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, Forze Armate, volontari delle organizzazioni di protezione civile e personale della Croce Rossa Italiana, impegnati su diversi fronti, dalle operazioni di ripristino della rete stradale all’assistenza alla popolazione.

Thursday, 27 October 2011

Maltempo in Italia centro-nord. Prosegue l'intervento della Protezione Civile

Prosegue l’attività del Comitato Operativo, convocato in seduta permanente dal 25 ottobre, per monitorare la situazione maltempo in corso in diverse Regioni della nostra Penisola e coordinare gli interventi del Servizio Nazionale della Protezione Civile. In collegamento con il Dipartimento della Protezione Civile le Regioni Toscana, Liguria, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia.

Da ieri il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, sta svolgendo sopralluoghi e incontri nelle zone colpite dal maltempo, per delineare il quadro della situazione in raccordo con le autorità locali. Nel corso del vertice che si è tenuto ieri sera nella sede della Prefettura–Ufficio territoriale di Governo di La Spezia è stata formalizzata la configurazione operativa dei Ccs–Centri Coordinamento Soccorsi e dei Com- Centri Operativi Misti attivati sul territorio. Inoltre, sono stati analizzati i possibili scenari a medio-termine, per individuare, in stretto coordinamento, le ulteriori misure da adottare per fronteggiare l’emergenza. Hanno partecipato all’incontro il Presidente della Regione Liguria, il Prefetto di La Spezia e le componenti e le strutture del servizio nazionale di Protezione civile.



Wednesday, 26 October 2011

Maltempo in Italia centro-nord e rischio idrogeologico

Il Dipartimento della Protezione Civile sta seguendo con attenzione, in contatto con le Prefetture, le Regioni e le locali strutture di protezione civile, l’evolversi degli annunciati fenomeni meteorologici avversi che in queste ore stanno interessando buona parte del centro-nord, anche con situazioni di particolare criticità.


Nella giornata di ieri pomeriggio si è riunita l’Unità di crisi, per rispondere alle prime richieste arrivate da Liguria e Toscana, le due zone definite “a elevata criticità idrogeologica”.

Sono partiti due team operativi composti da funzionari del Dipartimento della Protezione Civile che andranno a coadiuvare le attività di risposta all’emergenza coordinate dalle strutture di Protezione Civile regionali e dalle Prefetture interessate. Il Dipartimento della Protezione civile ha inoltre attivato il concorso delle Regioni limitrofe attualmente non coinvolte dagli eventi meteorologici e le organizzazioni nazionali di volontariato, oltre alle Forze armate.


Sunday, 23 October 2011

Forte terremoto in Turchia

Il giorno 23 ottobre 2011 alle ore UTC 10:41:00 (12:41:00 italiane), si è verificato un forte evento sismico di Mw=7,3 in Turchia.

Il contesto tettonico è rappresentato dalla convergenza verso nord della placca Araba (24 mm/anno) con la placca Euroariatica. Il meccanismo focale dell'evento sismico è rappresentato da un thrust obliquo.

Fonte: INGVUSGS

Thursday, 13 October 2011

La Protezione Civile Italiana - Seminario

Seminario di PROTEZIONE CIVILE 

da: dot. Elvezio GALANTI del Dipartimento di Protezione Civile 

VENERDI' 14 Ottobre 2011 (ore 15.00-19.00)

c/o Dipartimento di Scienze della Terra (Aula E)
largo S. Eufemia 19
Modena
 
 

Sunday, 9 October 2011

Salse di Nirano

In fenomeno delle Salse di Nirano è ubicato al margine dell'Appennino modenese, nel territorio del Comune di Fiorano Modenese. La zona è caratterizzata dall’affioramento di Argille del Plio-Pleistocene, in corrispondenza di una blanda anticlinale (Gasperi et al., 2005). Le “salse” rappresentano delle emissioni di fango connesse alla risalita in superficie di acqua salata e fangosa frammista ad idrocarburi principalmente gassosi (metano) e, in piccola parte, liquidi (petrolio), lungo discontinuità tettoniche prodotte dagli accavallamenti frontali dell’Appennino.
Le principali linee tettoniche è rappresentata da due sistemi di faglie e/o fratture a direzione NW-SE e SW-NE che, nella zona delle salse, sono messe in evidenza dall’allineamento degli apparati lutivomi.
La forma degli apparati di emissione dipende dalla densità del fango; se densa si hanno “coni” di varia altezza (singoli, doppi o multipli), se liquida si hanno “polle” a livello del terreno. La morfologia delle salse è in continua evoluzione con nuove bocche che si aprono e altre che cessano la loro attività. I coni hanno altezze variabili da vari decimetri ad alcuni metri. Le salse a polla hanno diametri variabili da alcuni decimetri a pochi metri.
Le salse sono ubicate sul fondo di una depressione a forma leggermente ovale simile a una caldera vulcanica, la cui genesi viene descritta secondo tre modelli:
  1. progressivo collasso gravitativo per il continuo svuotamento di fango emesso dagli apparati lutivomi (Bertacchini et al., 1999);
  2. collasso per gravità in corrispondenza di un "diapiro" al termine o in una fase di stasi della sua attività di sollevamento(Castaldini et al., 2005);
  3. collasso della copertura legato al degassamento e all'emissione di fango e di fluidi (Bonini, 2008).
Il fenomeno delle salse non è limitato al solo territorio modenese, ma si sviluppa in quasi tutto il margine dell'Appennino settenstrionale e in altre parti del globo. L'ambiente tettonico in cui si sviluppa è quello dei margini compressivi di subduzione, in corrispondenza delle catene orogenetiche.

Tuesday, 4 October 2011

Calcari a Lucine

Ho trovato un articoletto abbastanza interessante sui Calcari a Lucine, corpi litologici a struttura perlopiù lenticolare che si rinvengono all'interno delle formazioni litologiche dell'Appennino settentrionale (Formazione del Termina, Marnoso-Arenacea) e non solo.

Tali carbonati sono corpi geologici sono autoctoni e si formano per precipitazione dei carbonati in aree di mare profondo (al di sotto della CCD), grazie all'ossidazione di gas metano liberato  dal fondo del mare in corrispondenza di fratture. La fuoriuscita di gas e idrocarburi è favorita dall'intensa attività tettonica che nel passato ha fratturalo la litosfera. In corrispondena dei punti di risalita delle emissioni di gas e idrocarburi si sono sviluppate delle colonie di molluschi (come le Lucine) dotati di branchie e batteri chemiosintetici in grado di trasformare il carbonio da inorganico ad organico senza il processo di fotosintesi. Tali comunità che si sviluppavano anche a profondità molto elevate (al di sotto della zona fotica) erano autosufficienti. Inoltre si sviluppavano anche fenomeni di gigantismo.

Thursday, 22 September 2011

Parco archeologico e parcheggio sotterraneo al Novi Sad di Modena (Parco Piazza d'Armi)

Ecco un bel esempio di Archeologia urbana...


Da molto tempo la città di Modena aveva bisogno di un parcheggio sotterraneo, al fine di garantire la presenza dei cittadini nel centro storico della città. Il progetto è partito da qualche anno al Parco Novi Sad di Modena. Durante gli scavi sono stati trovati dei reperti archeologici, anche perchè nel sottosuolo di Modena basta scavare pochi metri e subito vengono rinvenuti reperti di qualunque età. Gli archeologi si sono messi subito al lavoro, trovando reperti di età romana e medioevale, che hanno consentito di ricostruire l'ambiente del passato.

Il parcheggio rappresenta per Modena un sogno inseguito da anni che si realizza e che darà la possibilità a tante persone di accedere con più facilità al centro storico. Il progetto finirà con la realizzazione di un parco archeologico sopra al parcheggio, che mostrerà al pubblico l'esatta collocazione dei ritrovamenti fatti durante lo scavo.

Friday, 16 September 2011

Il ciclo del carbonio nel sottosuolo

Il ciclo terrestre del carbonio, da cui dipende la maggior parte della vita sulla Terra, raggiunge profondità maggiori di quelle finora stimate: è questo il risultato di un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science basato sull'analisi chimica di raro tipo di diamanti brasiliani.

“Questo studio dimostra che la dimensione del ciclo globale del carbonio coinvolge l'intero pianeta, collegando i processi chimici e quelli biologici che avvengono sulla superficie e negli oceani fino a notevoli profondità dell'interno della Terra”, ha spiegato Nick Wigginton, di Science

Thursday, 15 September 2011

La più grande catastrofe ambientale: 250 milioni di anni fa...

L'eruzione di quantità enormi di magma avvenuta in Siberia 250 milioni anni fa ha portato all'estinzione di massa del Permiano-Triassico, quando più del 90 per cento di tutte le specie del tempo sono scomparse. Ora un gruppo internazionale di scienziati dell'Helmoltz-Zentrum per le geoscienze a Potsdam, dell'Università Fourier di Grenoble, del Max Plank Institut a Magonza, e dell'Accademia delle scienze russa ha sviluppato un nuovo modello di quell'evento che permette di superare alcune incongruenze della spiegazione finora considerata più plausibile. 


Monday, 12 September 2011

Friday, 9 September 2011

Deformation bands nella Formazione di Ranzano

Prima dell'estate ho pubblicato GeoResearch Center Italy - GeoBlog due articoli inerenti alle deformation bands presenti in litologie arencee della Formazione di Ranzano. Tali strutture rappresentano differenti piani di faglia con movimenti dell'ordine del mm o cm, adiacenti luno alll'altro a formare dei veri sistemi di bande di deformazione con rigetti anche dell'ordine metrico.

Interessante è stato individuare due set sistematici che rappresentano due eventi tettonici distinti: il primo compressivo mentre il secondo distensivo. Questo indica chiaramente come la Formazione di Ranzano abbia subito un accorciamento per compressione e sucessivamente un allungamento per distensione.

Wednesday, 10 August 2011

6° Abruzzo Mineral Show 2011


6°ABRUZZO MINERAL SHOW 2011

l'Abruzzo Mineral Show 2011 presenta la mostra tematica
"Le Spine"
si è cercato un filo conduttore, le spine, come presentazione del mondo della mineralogia, paleontologia e malacologia in questo modo si presentano in una nuova veste di mostra tematica una serie di reperti che mostrano come il mondo naturale abbia utilizzato una forma per adattarsi a vivere ed evolvere, le spine è il primo spunto di tema che coinvolge i vari mondi delle scienze naturali per guidare il visitatore lungo la scoperta di vari aspetti e per mettere in evidenza come la natura stupisce sempre

Monday, 18 July 2011

Evento sismico nella Pianura Padana-Veneta

In data 17 luglio 2011 alle ore 20:30:23 italiane (18:30:23 UTC) è avvenuta una scossa sismica di magnitudo 4,7 (Ml). L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico di Pianura Padana-Veneta (Italia) nel comune di Rovigo.



Fonti: INGV, CRS.

Dal punto di vista tettonico, l'evento è da imputare a faglie di thrust sepolte al di sotto della copertura alluvionale della Pianura Padana-Veneta. Tali thrust sono dovuti alle spinte tettoniche compressive in direzione N-S che portana all'avvicinamento della catena appenninica a quella alpina. Alla scala del mare Mediterraneo, la spinta tettonica porterà alla completa chiusura del bacino marino e alla collisione della placca africana con quella europea. Ciò si realizzerà in tempi geologici e qualora la spinta tettonica N-S prosegua senza modificare la propria direzione.

Ipotesi della chiusura del mediterraneo e della collisione tra placca europea e africana

Sunday, 10 July 2011

Nuovo evento sismico in Giappone

Un nuovo evento sismico il 10 luglio 2011 (M = 7,0) è avvenuto in Giappone (USGS, 2011), dove il dato più rilevante nel contesto tettonico è il meccanismo focale, il quale mostra una direzione dello stress tettonico differente da quella del sisma dell'11 marzo 2011.
Il meccanismo focale mostra una direzione orizontale dello stress tettonico di massima compressione grossomodo orientato N-S, e il meccanismo di rottura è interpretabile come traspressivo destro. Il piano a direzione NE-SW mostra una cinematica da faglia obliqua con componente inversa-trascorrente sinistra, mentre il piano ad esso coniugato a direzione NW-SE mostra una cinematica trascorrente destra.
L'incopatibilità cinematica tra i due eventi può essere spiegato come effetto locale, il quale mostra una riorientazione dello stress tettonico, oppure sempre per effetto locale, ma dovuto all'assetto geometrico differente. La faglia trascorrente gioca un ruolo di tear fault tra i blocchi posti a SW e NE, mentre l'altra faglia rappresenta l'effettivo piano di faglia di thrust.

Friday, 17 June 2011

Modello Sismotettonico delle strutture profonde dell'Appennino settentrionale

Riassunto: lo studio sismotettonico relativo all'edificio orogenetico dell'Appennino settentrionale si pone l'obiettivo di individuare le strutture tettoniche profonde, sulla base dell'analisi della distribuzione ipocentrale. Vengono utilizzati anche i meccanismi focali di alcuni terremoti, per individuare la cinematica e il relativo campo di stress tettonico responsabile della genesi delle strutture e degli eventi sismici ad esse associati. Sulla base dei dati bibliografici inerenti all'assetto strutturale dell'edificio orogenetico e dei dati sismologici (distribuzione ipocentrale e meccanismi focali), l'Appennino settentrionale viene suddiviso in fasce longitudinali all'asse della catena corrispondenti alle differenti classi sismotettoniche (aree omogenee dal punto di vista tettonico, sismico e dei meccanismi di rottura delle rocce). Inoltre, attraverso lo studio della distribuzione ipocentrale, sono state individuate differenti superfici profonde con assetto orizzontale ed estensione variabile a seconda dell'importanza su scala regionale. Viene individuata una superficie orizzontale alla profondità di 10 km presente su tutta l'estensione della catena appenninica, mentre altre superfici a profondità variabile, presentano un estensione locale. Obiettivo ultimo dello studio è quello di  proporre un modello sismotettonico che definisce le relazioni tra le strutture tettoniche profonde, l'orientazione dello stress attuale (che origina le superfici di scollamento) e la distribuzione degli eventi sismici. 

Monday, 30 May 2011

Sequenza sismica di Montefeltro

La scorsa settimana (24/05/2011) l'area di Montefeltro è stata interessata da una notevole attività sismica perlopiù di basso magnitudo (M<3,1), come mostra l'elenco dei principali eventi sismici nazionali (INGV).
La profondità media degli eventi sembra essere compresa entro i primi 10 km della Litosfera.
Riportiamo di seguito il drum sismico dello sciame sismico (dal sito:ValbisenzioMeteo).

Sunday, 8 May 2011

11 maggio 2011 OPEN DAY ALL’INGV

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia trasforma l’11 maggio 2011 in una giornata di informazione scientifica sui terremoti.

L’INGV apre le porte al pubblico per tutta la giornata e propone incontri con i ricercatori, visita alla sala di monitoraggio. Se sei uno studente o un insegnante, un ricercatore di un’altra disciplina, un cittadino che vuole essere più consapevole su un argomento di grande importanza e attualità, partecipa a una delle iniziative.
 
fonte: INGV

Friday, 6 May 2011

Terremoto e Tsunami in Giappone

Su RivistaGEOmedia.it è stato pubblicato un articolo dal titolo "Lezioni dal disastro del grande terremoto e tsunami del Giappone E311" del prof. Shunji Murai inerente all'ultimo terremoto e tsunami avvenuto in Giappone l'11 marzo 2011.

Il fatto interessante è lo spostamento rilevato dal GPS sul fondo del mare di 24 m vesro est e di 5 m in verticale. Dai dati di un GPS a installato a costa, mostra un movimento di 5,3m verso est.

Friday, 29 April 2011

Terremoto previsto nelle 24 ore precedenti

Sul quotidiano de La Nazione è stato pubblicato un articolo inerente alla possibilità si sapere 24 ore prima di un terremoto in località limitrofe a Città di Castello (Perugia). Il merito va alla Sezione A.R.I. di Città di Castello,  la quale ha installato presso la propria sede una ulteriore stazione esclusivamente dedicata allo studio dei precursori sismici (A.R.I. - RE). Tutto in via sperimenale, almeno per il momento i radioamatori stanno tenendo monitorato l'area e valutando le relazioni tra anomalie elettromagnetiche locali ed eventi sismici, allo scopo di prevedere i terremoti.

Wednesday, 27 April 2011

Seminari on-line

Segnalo due seminari on-line organizzati dalla Seismological Society of America, PEER e USGS nei prossimi giorni.


Il primo su terremoto e tsunami in Giappone:
http://peer.berkeley.edu/events/2011/04/prelim-tohoku-briefing/

Il secondo sulla prevedibilità dei terremoti:
http://online.wr.usgs.gov/calendar/

_________________________
notizia ricavata da: http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=101307#Post101307

promossa da:

Marco Mucciarelli
Università della Basilicata
http://www.unibas.it/utenti/mucciarelli/index.html

Wednesday, 13 April 2011

Terremoto in Giappone: evento estensionale

L'ultimo evento sismico in giappone era di tipo estensionale e non compressivo come quello precedente (11 marzo 2011)

http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/eqinthenews/2011/usc0002n9v/#details
http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/eqinthenews/2011/usc0002n9v/neic_c0002n9v_gcmt.php

Inoltre l'evento sismico è più superficiale ed è localizzato più a ovest rispetto l'evento principale del mese scorso.

Questa differenza della cinematica dei due eventi sismici è molto interessante, perchè definisce  il doppio comportamenti in contesti tettonici di subduzione.

In una prima fase si ha la compressione con la riattivazione dei sovrascorrimenti (terremoto dell'11  marzo 2011) per effetto della spinta tettonica causata dalla subduzione della placca Pacifica che scorre sotto il Giappone. Questa compressione porta all'innalzamento (topografico) del Giappone. In altre parole le "montagne si alzano".

Successivamente, per effetto della forza di gravità che agisce sui  blocchi litosferici precedentemente alzati, si ha lo smembramento della litosfera con l'attivazione di faglie estensionali che portano al collasso gravitativo.  In altri termini, le montagne si abbassano.

Tale ciclo tettonico è sopratutto presente nei margini collisionali, come la catena Himalayana e anche la catena Appenninica, dove meccanismi compressivi e distensionali sono localizzati lungo delle fascie longitudinali all'Appennino settentrionale, le quali mostrano una compressione lungo il margine della catena e una distensione lungo il crinale della catena stessa.