Wednesday, 20 November 2013

Sardegna: aggiornamento del 20 novembre 2013

ore 8:00
Proseguono le attività del sistema di protezione civile per gestire la grave situazione di emergenza. 

Il Comitato Operativo convocato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile sta seguendo la grave situazione di maltempo che sta interessando la Regione Sardegna per coordinare gli interventi del Servizio Nazionale della Protezione Civile.

Le persone evacuate, tra le province di Nuoro, Olbia, Oristano e Medio Campidano, sono poco più di 1900. Una parte della popolazione è stata accolta in strutture comunali, centri di accoglienza e alberghi mentre altri hanno cercato ospitalità presso amici e parenti.

Evoluzione meteo in Sardegna e sulla penisola: La vasta depressione che insiste sulla nostra penisola porterà maltempo anche nei prossimi giorni, in particolare sulle regioni tirreniche, e abbassamento delle temperature. L’ondata di maltempo interesserà soprattutto la Campania, la Basilicata e la Calabria dove sono attese precipitazioni e temporali con possibilità di fulmini e forti raffiche di vento. Sono attese precipitazioni e temporali sulla Sardegna. Il Dipartimento continua a seguire l’evolversi della situazione.

Sardegna: aggiornamento del 19 novembre 2013

ore 16:30
In mattinata il Consiglio dei Ministri, riunito in via straordinaria, ha deliberato lo stato di emergenza per gli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati in Sardegna.
In Sardegna continuano le attività di assistenza alla popolazione ed è in corso il ripristino dei servizi essenziali e della viabilità.
Sono 16 vittime accertate e risulta ancora dispersa una persona del Comune di Onanì in provincia di Nuoro. Le zone che sono state maggiormente interessate dal maltempo si confermano Olbia con circa 2.000 persone che al momento risultano fuori casa e il comune di Torpé in provincia di Nuoro con circa 500 persone evacuate. A queste si aggiungono altre 200 persone circa fuori casa nelle province di Oristano e Cagliari e una ventina di persone nell’area a valle della diga di Villacidro evacuate per precauzione. La popolazione è stata accolta in strutture comunali e in alberghi o ha cercato autonomamente una sistemazione alternativa.

ore 22:30
L’intero sistema di protezione civile della Regione Sardegna è al lavoro per gestire la grave situazione di emergenza causata dall’ondata di maltempo che ha colpito l’isola dalla giornata di ieri, provocando morti e feriti. Al momento non ci sono richieste da parte della Regione per l’attivazione di risorse dal continente.
Le persone evacuate, tra le province di Nuoro, Olbia e Oristano, sono circa 1650. A queste si aggiungono 60 ulteriori evacuati in via preventiva in tarda serata nel comune di Solarussa, in provincia di Oristano. La popolazione è stata accolta in strutture comunali, centri di accoglienza e alberghi o ha cercato autonomamente una sistemazione alternativa da amici e parenti.
Le strutture operative sono: Vigili del Fuoco, Forze Armate, Forze dell’Ordine, strutture del Servizio Sanitario, Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e Croce Rossa Italiana sono impegnate incessantemente per le attività di soccorso e assistenza alla popolazione. Sono operativi sul territorio i volontari delle 37 organizzazioni locali impegnati nelle varie località colpite. Attivate anche le risorse delle colonne mobili nazionali di Anpas, Prociv Arci e Prociv Italia presenti sull’isola.

Fonte: Dipartimento di Protezione Civile Nazionale

Tuesday, 19 November 2013

Allerta Meteo, Previsione per il 20 novembre 2013

Precipitazioni: 
- sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Campania meridionale, settori tirrenici di Calabria Basilicata e Sicilia occidentale con quantitativi cumulati generalmente moderati;
- sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, sul resto di Calabria, Sicilia, Basilicata e Campania, sul Lazio orientale e meridionale, sui settori occidentali di Abruzzo e Molise, su Umbria, Marche occidentali, Liguria di
Levante, alta Toscana, Piemonte occidentale e settentrionale, Valle d’Aosta orientale con quantitativi cumulati da deboli a localmente moderati;
- isolate, anche a carattere di rovescio o temporale, su Sardegna, sul resto del Centro-Nord e sulla Puglia settentrionale con quantitativi cumulati deboli. 
Nevicate: da deboli a moderate sui settori alpini occidentali con quota neve in calo fino ai 700-900 metri. 
Visibilità: ridotta nelle precipitazioni.
Temperature: senza variazioni di rilievo. 
Venti: forti con raffiche di burrasca: da ovest/nord-ovest sulla Sardegna, prevalentemente sud-occidentali sulle regioni meridionali. Tendenti a forti o di burrasca occidentali su Liguria, alta Toscana e regioni del medio e alto Adriatico.
Mari: agitati il Mare di Sardegna, il Tirreno centro-meridionale, lo Ionio e l’Adriatico al largo; molto mossi i restanti bacini.

Sardegna: aggiornamento del 19 novembre 2013, 10:00 Ora locale;

Gravi danni nelle province di Olbia e Nuoro, elevato il numero delle vittime e centinaia le persone sfollate.

Si è riunito di nuovo stamattina alle 7.00 e alle 8.30 il Comitato Operativo convocato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile per seguire la grave situazione di maltempo che sta interessando la Regione Sardegna e coordinare gli interventi del Servizio Nazionale della Protezione Civile. In collegamento con la sede di Roma del Dipartimento, la Regione Sardegna e la Regione Friuli-Venezia Giulia, in rappresentanza di tutti gli altri sistemi regionali di protezione civile. La prima riunione del Comitato Operativo è stata ieri sera alle 22.00.


Il Capo Dipartimento, Franco Gabrielli, ha raggiunto questa mattina i luoghi colpiti dal maltempo per fare un punto sulla situazione in corso con i rappresentanti delle istituzioni e strutture operative locali. Il Capo Dipartimento farà poi un sorvolo su Olbia, il comune di Torpé e le due dighe di Maccheronis nel comune di Torpé e sul fiume Cedrino per poi recarsi al Ccs – Centro di coordinamento soccorsi di Olbia.

Continua a leggere l'articolo sul sito del Dipartimento di Protezione Civile

Monday, 18 November 2013

Aggiornamento Etna, 18 novembre 2013, 8:30 UTC

Dopo la conclusione dell'episodio eruttivo parossistico al Nuovo Cratere di Sud-Est dell'Etna nella mattinata del 17 novembre 2013, una modesta attività stromboliana si è protratta al medesimo cratere fino alla tarda serata; dopo il tramonto era inoltre visibile una piccola colata lavica alimentata da una bocca effusiva posta sul basso versante orientale del cono del Nuovo Cratere di Sud-Est. Questa colata, sebbene scarsamente alimentata, ha percorso circa 1 km in direzione della parete occidentale della Valle del Bove, ed è possibilimente tuttora attiva. Le cattive condizioni meteorologiche non stanno permettendo una continua osservazione dell'attività tramite la rete di telecamere di sorveglianza; tuttavia l'ampiezza del tremore vulcanico si mantiene su livelli relativamente bassi e negli intervalli di visibilità non è evidente alcuna attività esplosiva.

Terremoto in Croazia del 18 novembre 2013

Il terremoto di oggi che si è verificato in Croazia, viene collocato all'interno del contesto tettonico dell'area mediterranea. 
All'interno del mediterraneo sono presenti differenti strutture di origine tettonica, le principali che ci riguardano da vicino sono le catene montuose rappresentate dall'Appennino, dalle Alpi e dalla catena Dinarica. Queste catena si trovano, alla scala regionale, compresse tra due placche tettoniche, quella Europa a Nord e quella Africana a sud. La compressione delle due placche e la complessa evoluzione geologica ha portato il mediterraneo alla conformazione geografica attuale.

Considerando la catena Dinarica, protagonista del terremoto in Croazia, è da considerare la microplacca Adria, una porzione della più estesa placca Africana. Adria dal punto di vista geografico è collocata lungo la Pianura Padana e il mare Adriatico (2 in cartina a fianco). Questa microplacca scorre al di sotto della placca Europa, sia verso gli Appennini, che le Dinaridi. La spinta di Adria verso gli Appennini (catena montuosa che si forma sulla Placca Europa), determina l'orogenesi della catena e i terremoti che noi conosciamo come quelli in Emilia, Ancona, a Ravenna, ecc. La spinta tra Adria e la placca Europa verso le Dinaridi, determina l'orogenesi di questa ultima catena e i relativi terremoti come quello di oggi in Croazia.

Il terremoto del 18 novembre 2013 con M=4,8 si è verificato alle ore 07:58:41 UTC ad una profondità di 2 km. Dal meccanismo focale di evidenzia come la sorgente sismogenetica sia da descrivere come faglia inversa, probabilmente riattivata a causa delle spinte di compressione in direzione circa N-S.

Riferimenti Bibliografici
Balocchi P., Santagata T. (2012); Sismotettonica della sequenza sismica dell'Emilia del Maggio e Giugno 2012 (Pianura Padana Emiliana) GeoResearch Center Italy - GeoBlog, pub. n. 4(2012);
Balocchi P. (2012); Terremoti, perchè la Pianura Padana è sismica? ... Meteoweb.
Balocchi P., (2012); Regime dello stress tettonico attuale della microplacca Adria (Pianura Padana-Veneta). GeoResearch Center Italy - GeoBlog, pub. n. 6(2012);
Balocchi P., Riga G. (2013); Sismotettonica della sequenza sismica della Garfagnana e Lunigiana (Appennino Tosco-Emiliano). GeoResearch Center Italy - GeoBlog, pub. n. 2(2013);

Sunday, 17 November 2013

Aggiornamento Etna, 17 novembre 2013, ore 17:30 UTC.

Nelle prime ore del 17 novembre 2013, un nuovo episodio eruttivo parossistico ha avuto luogo al Nuovo Cratere di Sud-Est dell'Etna. Questo episodio, che è avvenuto meno di sei giorni dopo il parossismo precedente, è stato caratterizzato da violenta attività stromboliana e fontane di lava pulsanti, emissione di colate laviche verso sud, est-sudest e nord-est, e la formazione di una colonna eruttiva carica di materiale piroclastico, che è stata piegata dal vento verso nord-est. Come i suoi predecessori, questo episodio si è concluso con una lunga serie di forti esplosioni e boati udibili fino a decine di chilometri di distanza. Le colate di lava a sud e nord-est sono meno estese rispetto a quelle del parossismo del 11 novembre 2013. Nella serata del 17 novembre 2013, si sta osservando una nuova intensificazione dell'attività stromboliana al Nuovo Cratere di Sud-Est. Ulteriori aggiornamenti verranno tempestivamente comunicati.

Fuoco e Passione - il Vesuvio e San Gennaro, le due anime di Napoli

L'evento si terrà presso il Museo del Tesoro di San Gennaro, via Duomo, 149, Napoli.
dal 15 novembre 2013 al 28 febbraio 2014.
Apertura ore 9:00 chiusura ore 17:00, giovedì chiusura ore 14:30.
Mercoledì e Giovedì pomeriggio chiusura settimanale.
Fonte evento: INGV - Osservatorio Vesuviano, Sezione di Napoli.

Aggiornamento Etna del 16 novembre 2013, ore 8:00 UTC

Nelle ultime ore, si è osservato un graduale aumento nell'intensità dell'attività stromboliana al Nuovo Cratere di Sud-Est dell'Etna, con sbuffi pulsanti di vapore però, al momento, senza emissione di cenere vulcanica. Contemporaneamente, è anche aumentata l'ampiezza del tremore vulcanico registrato dalla rete sismica dell'INGV-Osservatorio Etneo. L'attività stromboliana è in corso - in maniera intermittente e fino a stamattina, piuttosto debole - dalla sera del 12 novembre 2013, seguendo un intervallo di quiete durato meno di 24 ore dopo la conclusione dell'episodio parossistico precedente. Ulteriori aggiornamenti saranno tempestivamente comunicati.

Wednesday, 13 November 2013

Terremoto M=2,8 Finale Emilia (Modena)

Terremoto di M 2,8 il giorno 13/11/2013 alle ore 11:23:07 (10:23:07 UTC), in località Finale Emilia (Modena), distretto sismico Pianura Padana Emiliana. 
Fonte CNT-INGV