Passa ai contenuti principali

Sequenza sismica del Pollino

In merito alla sequenza sismica che stà avvenendo nel Pollino (Calabria), il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale nella giornata del 4 dicembre 2011 ha emanato un comunicato stampa.

La scossa principale avvenuta il giorno 23 novembre 2011 alle ore italiane 15:12:33 con una magnitudo di 3,6 (Ml) ad una profondità di 6,3 km.
L'andamento spaziale della sequenza secondo l'INGV, è distribuita secondo una fascia ad andamento nord-nord-est interessando un’area lunga circa 15 km e larga 5. I terremoti sono superficiali, compresi tra circa 3 e 10 km di profondità. Non s evidenziano spostamenti dell'epicentro. 
Il numero complessivo di terremoti dal Settembre 2010 al 24 novembre 2011 in un’area circolare di raggio 10 km centrata su Mormanno è di 466 terremoti. 
Studiando la sequenza sismica 2010-2011, si nota come le scosse sono state sempre inferiori alla magnitudo 3,0 fino all'evento del 23 novembre 2011.

Il Dipartimenti di Protezione Civile in coordinamento con le direzioni regionali di protezione civile di Basilicata e Calabria, con le prefetture di Potenza e Cosenza, e con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (in quanto centro di competenza in materia), il Dipartimento – come fatto per altri sciami sismici che di recente hanno interessato altre zone d’Italia, come il messinese e il forlivese -, consapevole della maggiore sensibilità e attenzione che gli abitanti dell’area del Pollino stanno dimostrando in questo momento, ha potenziato il programma ordinario di attività di informazione alla popolazione, di verifica degli edifici pubblici e dei piani comunali di protezione civile. In tali situazioni, infatti, non si tratta di tranquillizzare la popolazione, ma di responsabilizzarla, mettendola nella condizione di conoscere il rischio che insiste sul territorio che abita per poterlo gestire nel miglior modo possibile, sia nelle fasi di una eventuale emergenza, sia in ordinario attraverso serie politiche di prevenzione.

Il Dipartimento ha promosso attività di sensibilizzazione e informazione rivolta ai cittadini con il progetto “Terremoto – Io non rischio”. A questa si è aggiunta una esercitazione nazionale (25 e 26 novembre 2011) in cui sono state simulate le attività di emmergenza nelle prime fasi di un ipotetico terremoto in Calabria.
È bene ricordare che, secondo la mappa dell’Italia realizzata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’area del Pollino presenta una elevata pericolosità sismica. I comuni interessati dalle sequenze in corso sono classificati in zona sismica 2. Si tratta di territori in cui devono essere applicate specifiche norme per le costruzioni. 
Lo studio delle sequenze sismiche, come quelle in atto nell’Appennino calabro-lucano, non consente di fare ipotesi sulla possibilità che si verifichi o meno una scossa più forte, che possa produrre seri danni e crolli. A oggi, infatti, non ci sono metodi riconosciuti dalla scienza per prevedere il tempo e il luogo esatti in cui avverrà un terremoto, e la mappa di pericolosità sismica è tuttora lo strumento più efficace che la comunità scientifica mette a disposizione per le politiche di prevenzione. La prevenzione, che si realizza principalmente attraverso la riduzione della vulnerabilità sismica delle costruzioni, ovvero il rafforzamento delle costruzioni meno resistenti al sisma, resta la migliore difesa dai terremoti e l’unico modo per ridurne le conseguenze immediate.


Commenti

Post popolari in questo blog

Rapporti stratigrafici

Per rapporti stratigrafici si definiscono le relazioni geometriche e temporali che caratterizzano i limiti verticali e laterali di due unità litologiche a contatto tra loro.

Limiti litologici: il limite tra due unità a contatto tra loro. Tale limite può essere:
Graduale se le litologie passano gradualmente da un’unità all’altra unità;
Netto quando il limite è assimilabile ad una superficie e il passaggio è repentino da un’unità all’altra;
Erosivo se la superficie di passaggio è di tipo erosivo;

Successioni concordanti e discordanti: lungo le superfici limite, due unità stratigrafiche possono contrarre rapporti reciproci geometrici di concordanza o discordanza.
Concordante: successione stratigrafica verticale con strati tra loro paralleli, orizzontali o inclinati che siano;
Discordante: successione stratigrafica con strati tra loro non paralleli, ma con inclinazioni differenti e angoli più o meno accentuati.

Onlap: terminazione della stratificazione orizzontale direttamente su una superficie i…

Misure geologiche in campagna

Durante un rilevamento geologico la misurare dell'assetto delle strutture geologiche, viene eseguita utilizzando una bussola da geologo. Le caratteristiche misurabili sono di due tipi: Planari: superfici stratigrafiche, superfici di faglia e di frattura, foliazioni, piani assiali di pieghe); Lineari: lineazioni, linee di cerniera di pieghe, strie sui piani di faglia, allineamenti di strutture sedimentarie). Misura delle strutture planari: La misura delle strutture planari si esegue attraverso i seguenti parametri: Strike: è l'angolo tra il Nord magnetico che viene indicato dall'ago della bussola e la linea di direzione definita come l'intersezione tra la superficie che vogliamo misurare e un piano orizzontale. Tale angolo si misura in senso orario da 0° a 360°. Dip-direction: è perpendicolare allo strike e indica la direzione in cui la superficie immerge. Viene definita secondo la regola della mano destra (con indice e pollice aperti a formare una L, il dito indice definisce …

Metodi per la determinazione della direzione, immersione e inclinazione di una sucessione di unità litologiche

Per utilizare i seguenti metodi cartografici, è necesario semplificare il modello geologico - stratigrafico, assumendo che i limiti tra le differenti unità litologiche siano rappresentati da superfici di forma planare e regolare.
Pertanto il metodo delle linee di direzone e il metodo dei tre punti, hanno validità locale e non alla scala regionale, dato che in natura i limiti tra unità litologiche sono generalmente rappresentati da superfici non planari e irregolari.
Metodo delle linee di direzione


Determinare la direzione della successione nel modo seguente: Considerare il limite tra pelite e calcare; I punti a, a1, a2, a3 si trovano tutti a 300 m s.l.m.Congiungere i quattro punti con una linea (linea di direzione o isoipsa di stratoConsiderare i punti b, b1, b2, b3 e disegnare la linea che li congiunge (linea di direzione) che si trova alla quota di 200 m s.l.m. Le due linee così determinate sono parallele tra loroDeterminare l’inclinazione della superficie di strato
Considerare un pun…