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Il lavoro del ricercatore: il metodo scientifico

Le Scienze della Terra, accanto alle ricerche abituali, con la ricognizione diretta sul terreno e l'aiuto di laboratori tradizionali, impiegano un'ampia gamma di strumentazioni sofisticate per raccogliere ed elaborare immagini e dati: come i satelliti artificiali, le navi oceanografiche e laboratori dotati di microscopi elettronici molto potenti.
Ci sono parti del nostro pianeta nelle quali non è possibile fare ricerche dirette, come per esempio una camera magmatica sotto un vulcano o strati di roccia a migliaia di chilometri sotto la superficie. Per affrontare questi problemi sono stati sviluppati metodi indiretti di analisi della struttura della Terra e della sua dinamica interna attraverso l'uso di onde sismiche artificiali, radar, sonar ed esperimenti di laboratorio sul comportamento dei materiali sottoposti a elevate temperature e pressioni.
Gli scienziati, in base alle osservazioni raccolte, elaborano ipotesi che verificano attraverso esperimenti ripetuti, come richiede il metodo scientifico. Sulla base delle ipotesi verificate costruiscono modelli della Terra e dei processi che la riguardano, per spiegare meglio le evidenze geologiche disponibili. Questi modelli vengono poi sottoposti a rigorosi controlli e messi alla prova dalla comunità scientifica internazionale e se vengono accettai diventano teorie.

Il metodo scientifico, sul quale si fonda il lavoro dei ricercatori in tutto il mondo, fu elaborato diversi secoli fa. E' stato Galileo Galilei, nel XVII sec. a proporre e mettere in pratica questo metodo di indagine sperimentale, allora assolutamente innovativo. Galileo lo ha applicato a diverse discipline, approdando a grandi scoperte.

tratto da: Palmieri E.L. & Parotto M., 2014. #Terra edizione verde. Zanichelli Ed.

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