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Terremoto in Giappone: evento estensionale

L'ultimo evento sismico in giappone era di tipo estensionale e non compressivo come quello precedente (11 marzo 2011)

http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/eqinthenews/2011/usc0002n9v/#details
http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/eqinthenews/2011/usc0002n9v/neic_c0002n9v_gcmt.php

Inoltre l'evento sismico è più superficiale ed è localizzato più a ovest rispetto l'evento principale del mese scorso.

Questa differenza della cinematica dei due eventi sismici è molto interessante, perchè definisce  il doppio comportamenti in contesti tettonici di subduzione.

In una prima fase si ha la compressione con la riattivazione dei sovrascorrimenti (terremoto dell'11  marzo 2011) per effetto della spinta tettonica causata dalla subduzione della placca Pacifica che scorre sotto il Giappone. Questa compressione porta all'innalzamento (topografico) del Giappone. In altre parole le "montagne si alzano".

Successivamente, per effetto della forza di gravità che agisce sui  blocchi litosferici precedentemente alzati, si ha lo smembramento della litosfera con l'attivazione di faglie estensionali che portano al collasso gravitativo.  In altri termini, le montagne si abbassano.

Tale ciclo tettonico è sopratutto presente nei margini collisionali, come la catena Himalayana e anche la catena Appenninica, dove meccanismi compressivi e distensionali sono localizzati lungo delle fascie longitudinali all'Appennino settentrionale, le quali mostrano una compressione lungo il margine della catena e una distensione lungo il crinale della catena stessa.

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