Passa ai contenuti principali

Clivaggio/Foliazione da crenulazione

Tali strutture si ritrovano in rocce metamorfiche.
Le foliazioni da crenulazione sono formate da pieghe o pieghe a chevron sviluppate in una foliazione presistente. La nuova foliazione taglia trasversalente quella precedente (in taluni casi mostrando dei piani di clivaggio).
Foliazione da crenulazione simmetrica: le pieghe di neoformazione sono simmetriche e la foliazione da crenulazione è rappresentata dai fianchi;
Foliazione da crenulazione asimmetrica: le pieghe di neoformazione sono assimetriche e la foliazione da crenulazione è rappresentata dal solo fianco;
La vecchia foliazione è preservata all'interno del microlithos, sia come cerniera della crenulazione simmetrica sia come uno dei due fianchi delle crenulazioni asimmetriche.
La foliazione a causa degli stress tettonici, può diventare un clivaggio da crenulazione (crenulation clevage) dove è possibile riconoscere i due domini seguenti:
  • M-domaines: (dominio a mica) formato da minerli micacei costituente un dominio di clivaggio;
  • QF-domaines: (dominio quarzo-feldspato) formato da minerli di quarzo e feldspato (microlithon);



E' possibile distinguere:
Foliazione (clivaggio) da crenulazione zonale:  l'orientazione dei minerali di forma piatta varia di continuo dal microlithon al dominio di clivaggio e che all'interno del dominio di clivaggio i minerali di forma piatta non sono rigorosamente paralleli al nuovo dominio di clivaggio ;
Foliazione (clivaggio) da crenulazione discreta: si ha una netta discontinuità di orientazione che caratterizza il limite tra il dominio di clivaggio e il microlithon.

***
Nella terminologia anglosassone si parla quasi esclusivamente di clivaggio e non di foliazione. Il termine foliazione viene usato nella terminologia italiana.

Bibliografia
  • Davis G.H., Reynolds SJ. (1996); Structural geology of rocks and regions. JOHN WILEY & SONS Ed.

Commenti

Post popolari in questo blog

Metodi per la determinazione della direzione, immersione e inclinazione di una sucessione di unità litologiche

Per utilizare i seguenti metodi cartografici, è necesario semplificare il modello geologico - stratigrafico, assumendo che i limiti tra le differenti unità litologiche siano rappresentati da superfici di forma planare e regolare. Pertanto il metodo delle linee di direzone e il metodo dei tre punti , hanno validità locale e non alla scala regionale, dato che in natura i limiti tra unità litologiche sono generalmente rappresentati da superfici non planari e irregolari. Metodo delle linee di direzione Determinare la direzione della successione nel modo seguente: Considerare il limite tra pelite e calcare; I punti a, a1, a2, a3 si trovano tutti a 300 m s.l.m. Congiungere i quattro punti con una linea (linea di direzione o isoipsa di strato Considerare i punti b, b1, b2, b3 e disegnare la linea che li congiunge (linea di direzione) che si trova alla quota di 200 m s.l.m. Le due linee così determinate sono parallele tra loro Determinare l’inclinazione della superficie di strato ...

La "terra mobile" di Wegener e la deriva dei continenti

Fig. 1 - Ricostruzione del Pangea e della sua evoluzione paleogeografica. L'idea di una " Terra mobile ", la cui superficie cambia aspetto nel tempo per il continuo reciproco spostarsi di settori della crosta, è nata all'inizio del secolo scorso ed ha avuto il suo principale teorico in Alfred Wegner , ben noto per avere proposto la teoria della deriva dei continenti. Wegner considerava le aree continentali come zattere di sial galleggianti sul sima, indicando con sial (da silicio a alluminio) la crosta a composizione media granitica, meno densa, e con sima (da silicio a magnesio) il materiale sottostante, più denso, di composizione basaltica, che affiorava sul fondo degli oceani e costituiva, secondo l'autore, un involucro continuo (Fig. 1). Nella teoria, i grossi frammenti di crosta sialica, immersi nel sima molto viscoso " come iceberg nell'acqua " sarebbero andati pian piano alla deriva verso ovest, per restare in ritardo rispetto la ro...

Faglia e tipologia

Per definizione una faglia è una " frattura (planare o non planare) avvenuta entro un volume di roccia della crosta terrestre che mostra evidenze di movimento relativo tra le i due blocchi di roccia che divide ". La superficie più o meno inclinata lungo la quale avviene il movimento dei due blocchi di roccia è il piano di faglia. I due blocchi vengono chiamati "tetto" se si trova al di sopra del piano di faglia e "letto" se si trova al di sotto del piano di faglia. In base ai movimenti di un blocco di roccia rispetto all'altro avremo differenti tipi di faglie. Faglia normale o diretta In questo tipo di faglia, c'è uno scivolamento verso il basso del blocco roccioso di tetto rispetto a quello di letto. Questo tipo di faglia si trova in aree caratterizzate da estensione crostale (i due blocchi di roccia si allontanano l'uno rispetto all'altro). Faglia inversa In questo tipo di faglia, il blocco roccioso di tetto sale rispetto ...