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Sciame sismico in Appennino Tosco-Emiliano

L'attività sismica dell'Appennino Tosco-Emiliano è concentrata in tre clusters , uno nei pressi di Porretta Terme-Gaggio Montano (PT), uno a Castiglione Dei Pepoli (CP) e uno a nord di Firenzuola (F). Il cluster a nord di Firenzuola è iniziato il 17 Febbraio con una scossa di Ml 3.7, invece quello di Porretta è iniziato il 14 Febbraio, senza scosse rilevanti finora ma con profondità maggiori.  Le caratteristiche sismologiche delle sequenze sono quelle degli sciami sismici dell'Appennino. Attualmente continua ad essere evidente una sismicità di bassa magnitudo in Appennino Tosco-Emiliano, con una maggiore intensificazione nel cluster di Porretta Terme-Gaggio Montano (PT), con una distribuzione degli ipocentri che va ad approfondirsi in modo graduale verso SE (come l' evento di M 2.0 del 01/03/2015 ). gentilmente concessa da Emanuele Maiorana. Nella carta sottostante vengono rappresentati gli eventi storici ricavati dal CPTI11 e i due clusters di Casteglio...

Terremoto M 3.9 in Appennino Bolognese (Toscana-Firenze)

In data 17 febbraio 2015 alle ore 20:42:53 italiane (ora 19:42:53 UTC)  è avvenuto un terremoto di magnitudo 3.9 (Ml) ad una profondità di 7,2 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico: Appennino Bolognese (Toscana-Firenze). Fonte: CNT-INGV ;

Un nucleo più interno della Terra.

Anche se il nucleo più interno della Terra è molto piccolo, ha caratteristiche molto interessanti. Ci può dire come si è formato il nostro pianeta, raccontarci la storia e i processi dinamici. I dati relativi alle onde sismiche che attraversano il centro della Terra, hanno permessi di indagare il centro della Terra, sino al nucleo più interno, e scoprire che questo ne racchiude un secondo, grande la metà.  Studiando l'orientamento delle onde sismiche, i ricercatori si sono accorti che i cristalli di ferro che rivestono il nucleo principale sono allineati diversamente da quelli che rivestono il nucleo più interno: in direzione Nord-Sud i primi e in direzione Est-Ovest i secondi. I dati indicherebbero inoltre che i due nuclei si comportano in modo diverso e l'ipotesi è che potrebbero avere una composizione differente. In queste differenze potrebbe essere la chiave per capire come si è evoluto il pianeta. Fonte: Ansa.it phys.org

Aggiornamento fase di eruzione Etna - 28 dicembre 2014

Nella serata del 28 dicembre 2014, è avvenuto un episodio eruttivo breve ma intenso, il primo evento tipicamente parossistico dell'Etna dopo quello del 2 dicembre 2013 al Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC). Questo episodio ha prodotto fontane e colate di lava e una colonna eruttiva che è stata spinta dal vento forte verso est, portando a ricaduta di cenere e lapilli nell'area degli abitati Milo, Fornazzo, S. Alfio e Giarre. Le cattivissime condizioni meteorologiche non hanno finora permesso di identificare chiaramente quale dei crateri sommitali dell'Etna abbia prodotto l'episodio, perché l'area sommitale era costantemente coperta da una densa copertura nuvolosa (vedi la foto a sinistra, ripresa da Francesco Mangiaglia e pubblicata con gentile permesso dell'autore), condizione che persiste tuttora. Sono state emesse due o tre colate laviche verso est e nord-est, verso la Valle del Bove, espandendosi sul terreno pianeggiante alla base della parete occidentale del...

Terremoto M4.4 Calabria e brevi considerazioni di sismotettonica

In data 28 dicembre 2014 alle ore 22:43:38 italiane (ora 21:43:38 UTC)  è avvenuto un terremoto di magnitudo 4.4 (Ml) ad una profondità di 11.1 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico: La Sila. L'area ricade entro la zona sismogenetica 66 (fig. 1) che comprende la Valle del Crati e quella del Savuto fino a Falerna. Tale zona è delimitata a nord dalla faglia Corigliano – Rossano (CS15) e a sud dalla Lamezia-Catanzaro (CS18), entrambe a cinematica trascorrente sinistra ( Gervasi, Moretti, 1999; Moretti, 1999) .  fig. 1 - principali faglie attive nel Pleistocene sup. - Olocene in calabria settentrionale La sismicità della Zona mostra un'andamento piuttosto regolare nel tempo anche se di basso livello. Gli eventi maggiori si sono espressi come scosse singole o sono stati seguiti da un numero sempre limitato di repliche. La distribuzione delle scosse con la profondità mostra un notevole addensamento di ipocentri tra i 10 ed i 30 km, carattere...

Terremoto M 4.1 Chianti - Toscana

In data 19 dicembre 2014 alle ore 11:36:30 italiane (ora 10:36:30 UTC)  è avvenuto un terremoto di magnitudo 4,1 (Ml) ad una profondità di 7,1 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico: zona Chianti. Si è sviluppata una sequenza sismica (fig. 1) già a partire dalla nottata con l'evento di Ml 3,5 del 19/12/2014 delle ore 00:09:05 (locali) e di Ml 3,8 del 19/12/2014 delle ore 09:39:41 (locali).  Al momento la sequenza è attiva e si registrano eventi sismici.   fig. 1 - distribuzione degli eventi sismici zona Chianti fig. 2 - Sismicità storica L'area in passato è stata soggetta a diversi eventi sismici (fig. 2), tra cui quello del 18 maggio 1895 (fig. 3): il grande terremoto di Firenze . Tale evento è stato stimato con Mw 5,4. fig. 3 - Il grande terremoto di Firenze