Monday, 28 June 2010

Stone Spheres a Carpineti

Nei pressi del castello di Carpineti sono presenti alcune Stone Spheres. Tali sfere si ritrovano all'interno della Formazione di Pantano che rappresenta un corpo litologico ben cartografato nei pressi di Carpineti costituito da arenarie.

Si può notare la buona sfericità in questa sfera tagliata per effetto di una probabile faglia.

Si devono essere formate per diagenesi precoce di porzioni all’interno delle arenarie della Formazione di Pantano. Successivamente l’erosione le ha portate alla luce e la loro maggiore resistenza agli agenti atmosferici a fatto si che queste sfere si potessero conservare molto bene anche in giacitura come è visibile lungo il sentiero di crinale del castello.

Aggiornamento sulla campagna di Vesallo 2010

La morfostruttura di Vesallo è una forma naturale generata dai processi di erosione e alterazione chimica lungo le principali strutture tettoniche. La prova è il ritrovamento all'apice della morfostruttura di un piccolo affioramento della Formazione di Ranzano dove è conservata la stratificazione S0 con direzione N 200° e inclinazione 70°. Inoltre sul lato nord della morfostruttura piramidale è presente un affioramento della medesima formazione dove è conservata la stratificazione S0 con due orientazioni preferenziali con direzione N 390° inclinazione 50°, e direzione N 230° e inclinazione 40°. Questa diversa orientazione dei piani di strato indica la presenza di pieghe, come mostra un affioramento nelle vicinanze (attualmente in studio). La Formazione di Ranzano è costituita da alternanze arenaceo-pelitiche con rapporto A/P molto < di 1. Nella litologia argillosa si ritrovano delle superfici di clivaggio (con carattere penetrativo, ossia riscontrabile in tutto il volume della roccia) che presentano orientazioni differenti e in taluni casi con direzione parallela alla stratificazione e inclinazione verticale. Tali superfici si mostrano perfettamente lucide e con incisioni dovute al movimento dei due blocchi, comportandosi come piccole faglie alla scala mesoscopica.

La formazione delle morfostrutture piramidali è comunque dovuto al modellamento da parte degli agenti di alterazione chimica e fisica che attaccano la superficie delle rocce (è ben visibile in affioramento dove alla base si forma un deposito di detrito di versante) in corrispondenza della superficie di strato e delle superfici di clivaggio le quali si comportano come piani di faglia.

Monday, 21 June 2010

Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana

Dal sito dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia si legge la lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Italiana.

Ciò che si legge è veramente assurdo e rende il nostro paese lo "zimbello" di un sistema che dovrà prima o poi cadere.

Come è possibile che si accusano le persone sbagliate dell'omicidio di vite umane. Credo profondamente che gli unici responsabili del disastro dell'Abruzzo non sia la ricerca scientifica e chi ci stà dietro, ma piuttosto "accuso" e mi arrabbio con tutte quelle persone che avrebbero dovuto svolgere il loro compito istituzionale e professionale per rendere i paesi interessati dal terremoto sicuri.
Non è colpa della ricerca se lo studenttato è crollato, non è colpa della ricerca se l'ospedale è crollato. Eppure quelle due strutture dovevano stare in piedi e invece si sono accasciate al suolo come carta bagnata (e con esse tante altre case che a dire degli ingegneri dell'Emilia Romagna erano state costruite con cemento un tantino scadente).
Gli ingegneri, le istituzioni governative locali, chi doveva controllare le strutture al termine della realizzazione, loro sono i responsabili e coloro che dovrebbero pagare per quello che è successo.
Non esistono attualmente prove certe sulla previsione dei terremoti, l'unica difesa sicura è COSTRUIRE secondo dei criteri antisismici precisi, ner rispetto delle norme che esistono ma che mai sono state applicate in Abruzzo e i due simboli dello studentato e dell'ospedale lo testimoniano.

Interno della Terra

Terremoti

Friday, 11 June 2010

Metodi per la determinazione della direzione, immersione e inclinazione di una sucessione di unità litologiche

Per utilizare i seguenti metodi cartografici, è necesario semplificare il modello geologico - stratigrafico, assumendo che i limiti tra le differenti unità litologiche siano rappresentati da superfici di forma planare e regolare.
Pertanto il metodo delle linee di direzone e il metodo dei tre punti, hanno validità locale e non alla scala regionale, dato che in natura i limiti tra unità litologiche sono generalmente rappresentati da superfici non planari e irregolari.

Metodo delle linee di direzione


Determinare la direzione della successione nel modo seguente:
  • Considerare il limite tra pelite e calcare;
  • I punti a, a1, a2, a3 si trovano tutti a 300 m s.l.m.
  • Congiungere i quattro punti con una linea (linea di direzione o isoipsa di strato
  • Considerare i punti b, b1, b2, b3 e disegnare la linea che li congiunge (linea di direzione) che si trova alla quota di 200 m s.l.m.
  • Le due linee così determinate sono parallele tra loro
Determinare l’inclinazione della superficie di strato
  • Considerare un punto (X) che si trova sulla linea di direzione dei 300 m
  • Considerare un punto (Y) che si trova sulla linea di direzione dei 200 m
  • Si calcola il dislivello della superficie di strato tra il punto X e Y; tale dislivello è di 100 m
  • Si calcola con la scala della carta la distanza tra i punti X e Y; tale distanza corrisponde alla distanza tra le due linee di direzione corrispondente a 500 m (scala della carta)
  • Si calcola la pendenza definita come il rapporto tra in dislivello (100 m) e la distanza (500 m) tra i punti X e Y; pendenza = 1/5
  • Si calcola l’inclinazione definita come:
    inclinazione = arctg pendenza
    nel nostro caso è di circa 11°
  • L’immersione si ricava dalle linee di direzione; poiché la superficie di strato presenta un dislivello verso est, allora l’immersione è verso est.
Considerando i punti posti su differenti isoipse (metodo dei tre punti) Considerando il limite tra calcare e argillite si ha:
  • Si definiscono i punti in cui il limite interseca le isoipse: B 600m; C 500m; D 400m E 300m e A 200m
  • Si unisce il punto A e B
  • Si assume che il limite tra le argilliti e i calcari sia una superficie piana e quindi tra il punto A e B la superficie ha un dislivello di 400m
  • Si divide la distanza AB in quattro parti uguali determinando C’, D’, E’
  • Si congiunge C a C’ che rappresenta la linea di direzione di 500m
  • Si costruiscono le altre linne di direzione DD’, EE’
  • Col metodo delle linee di direzione è ora possibile determinare l’immersione e inclinazione della superficie
da: Simpson Brian, Lettura delle carte geologiche. Dario Flacovio Ed.

Thursday, 3 June 2010

Prof. C. Doglioni

Ho trovato in rete una bella rassegna stampa del Prof. Carlo Doglioni, noto geologo italiano che si occupa di ricerca nel campo della Geologia, Geoginamica, Geologia Strutturale.

Ringrazio il Prof. Doglioni per il grande contributo alla ricerca scientifica.

Astronomia e Terremoti

Ho letto di recende su alcuni Forum di una teoria per la previsione dei Terremoti: Teoria Bendandiana.
Raffare Bendandi sosteneva che tutte le manifestazioni terrestri e solari sono causate da uno squilibrio gravitazionale, e che esiste un'influenza solare decisiva nelle manifestazioni naturali.. In un suo libro descrive la sua teoria sull'origine cosmica dei terremoti.
Sarebbe molto interessante verificare tale teoria, se solo il ricercatore indipendente di Faenza avvesse lasciato a noi posteri qualche documento dove spiega il procedimento del suo pensare. Infatti si narra che abbia bruciato molti dei suoi lavori.
Se qualcuno sapesse di più sull'argomento, chiedi di contattarmi per mail.
Grazie