Passa ai contenuti principali

Le Isole del Tempo

La biodiversità vegetale del passato mostrata ai ragazzi: la scommessa del libro "Le isole del tempo. Avventure nel mondo verde preistorico"

Chi non conosce il brontosauro o il tirannosauro? Quasi tutti, dai bambini agli adulti. Quanti conoscono rinia o le calamite? Quasi nessuno. Il libro per ragazzi "Le isole del tempo" (Editoriale Scienza), in uscita a novembre 2010, non è nato solo per diffondere la conoscenza dei fossili vegetali e per educare alla storia evolutiva delle piante; il libro è nato dal desiderio di condividere con altri, in particolare coi giovani, l'amore per questo mondo verde lontano e le sensazioni di curiosità, meraviglia, interesse per ciò che i vegetali hanno saputo inventarsi per crescere, adattarsi ad ambienti diversi e spesso ostili, per conquistare un posto al sole per sé e la propria stirpe. Il libro parte da una storia avventurosa per avviarsi al suo nucleo centrale, un "taccuino di viaggio" con oltre trenta tavole botaniche, con illustrazioni scientificamente rigorose ma accattivanti, accompagnate da schede nelle quali si è cercato di introdurre i temi evolutivi, di suscitare interesse attraverso le peculiarità più curiose dei fossili, di collegarli ai lontani parenti attuali, di far conoscere, sorridendo, qualche risvolto del lavoro del paleobotanico, di utilizzare le piante fossili per suscitare il desiderio di apprezzare anche le piante di oggi. Il libro, completato da proposte di attività pratiche e da una suggestiva cronologia, non ha scopo di lucro per gli autori ed è stato realizzato grazie all'aiuto delle Biblioteche Civiche e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Piacerà? È la nostra scommessa. E, come riporta la frase nella retro copertina, "per quanto sia un libro per bambini, potrà informare e divertire persone di ogni età".

Il libro è in vendita presso le librerie; nel caso che la vostra libreria di fiducia ne sia sprovvista può essere ordinato tramite la libreria stessa.
 
 
Autori del libro: Marta Mazzanti, Giovanna Bosi e Riccardo Merlo, con la collaborazione di Paolo Serventi; soci della Società dei Naturalisti e Matematici di Modena

Commenti

Post popolari in questo blog

Rapporti stratigrafici

Per rapporti stratigrafici si definiscono le relazioni geometriche e temporali che caratterizzano i limiti verticali e laterali di due unità litologiche a contatto tra loro.

Limiti litologici: il limite tra due unità a contatto tra loro. Tale limite può essere:
Graduale se le litologie passano gradualmente da un’unità all’altra unità;
Netto quando il limite è assimilabile ad una superficie e il passaggio è repentino da un’unità all’altra;
Erosivo se la superficie di passaggio è di tipo erosivo;

Successioni concordanti e discordanti: lungo le superfici limite, due unità stratigrafiche possono contrarre rapporti reciproci geometrici di concordanza o discordanza.
Concordante: successione stratigrafica verticale con strati tra loro paralleli, orizzontali o inclinati che siano;
Discordante: successione stratigrafica con strati tra loro non paralleli, ma con inclinazioni differenti e angoli più o meno accentuati.

Onlap: terminazione della stratificazione orizzontale direttamente su una superficie i…

Misure geologiche in campagna

Durante un rilevamento geologico la misurare dell'assetto delle strutture geologiche, viene eseguita utilizzando una bussola da geologo. Le caratteristiche misurabili sono di due tipi: Planari: superfici stratigrafiche, superfici di faglia e di frattura, foliazioni, piani assiali di pieghe); Lineari: lineazioni, linee di cerniera di pieghe, strie sui piani di faglia, allineamenti di strutture sedimentarie). Misura delle strutture planari: La misura delle strutture planari si esegue attraverso i seguenti parametri: Strike: è l'angolo tra il Nord magnetico che viene indicato dall'ago della bussola e la linea di direzione definita come l'intersezione tra la superficie che vogliamo misurare e un piano orizzontale. Tale angolo si misura in senso orario da 0° a 360°. Dip-direction: è perpendicolare allo strike e indica la direzione in cui la superficie immerge. Viene definita secondo la regola della mano destra (con indice e pollice aperti a formare una L, il dito indice definisce …

Metodi per la determinazione della direzione, immersione e inclinazione di una sucessione di unità litologiche

Per utilizare i seguenti metodi cartografici, è necesario semplificare il modello geologico - stratigrafico, assumendo che i limiti tra le differenti unità litologiche siano rappresentati da superfici di forma planare e regolare.
Pertanto il metodo delle linee di direzone e il metodo dei tre punti, hanno validità locale e non alla scala regionale, dato che in natura i limiti tra unità litologiche sono generalmente rappresentati da superfici non planari e irregolari.
Metodo delle linee di direzione


Determinare la direzione della successione nel modo seguente: Considerare il limite tra pelite e calcare; I punti a, a1, a2, a3 si trovano tutti a 300 m s.l.m.Congiungere i quattro punti con una linea (linea di direzione o isoipsa di stratoConsiderare i punti b, b1, b2, b3 e disegnare la linea che li congiunge (linea di direzione) che si trova alla quota di 200 m s.l.m. Le due linee così determinate sono parallele tra loroDeterminare l’inclinazione della superficie di strato
Considerare un pun…