martedì 25 marzo 2014

Sequenza dell'alta Val Tiberina-Gubbio: microsequenza del Metauro

Figura 1
L'andamento della sequenza dell'alta Val Tiberina-Gubbio (figg. 1 e 2) al cui interno è presente la microsequenza del Metauro, mostra un aumento della sismicità a partire dalla fine del 2013 e un ulteriore incremento della sismicità in questo ultimo periodo nell'area del Metauro (fig. 2). 

Figura 2
Le profondità ipocentrali della sequenza sismica dell'alta val Tiberina-Gubbio (fig. 3) rimangono maggiormente tra i 3-10 km, mentre gli eventi sismici della microsequenza del Metauro mostrano una profondità variabile a seconda della Magnitudo. Per i terremoti delle giornate 23-24-25 marzo 2014 (fig. 4) con Ml>2 si nota come la profondità è compresa tra 7-10 km, paragonabili alla struttura di interesse regionale denominata Faglia Altotiberina. Per gli eventi con Ml inferiore la distribuzione ipocentrale è maggiormente variabile, comunque nell'intorno dei terremoti a Ml maggiore.

Figura 3
Figura 4: in rosso i terremoti con Ml>2; in blu i terremoti con 0<Ml<2

Dalla carta sottostante (fig. 5) è possibile osservare la sismicità dell'alta Val Tiberina-Gubbio. I pallini indicano gli epicentri e la dimensione è proporzionale alla Ml. I colori dal nocciola chiaro (eventi dal 01/01/2011 al rosso scuro, attuale), mostrano la migrazione dei terremoti dal Bacino di Gubbio verso NW fino alla zona del Metauro dove si è sviluppata la microsequenza (in colore scuro).
 
Figura 5

Gli stress tettonici (segnati con frecce di colore rosso in fig. 6) distensivi ricavati dai meccanismi focali dei terremoti. Il MF5 e MF6 sono in prossimità dell'area del Metauro e sono posti ad una profondità paragonabile alla Faglia Altotoberina (arriva a circa 7-9 km). Dai grafici precedenti si è visto come la microsequanza del Metauro si colloca indicativamente a quella profondità. Anche la sismicità del Metauro sembra essere generata dalla Faglia Altotiberina con cinematica distensiva. 

Figura 6
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Grafici elaborati dai dati ISIDe (INGV) da Silvia Bonetti - Collaboratrice del GeoResearch Center Italy - GeoBlog;
Carte elaborate dai dati ISIDe da Paolo Balocchi - Geologo del GeoResearch Center Italy - GeoBlog;

Approfondimenti:



sabato 22 marzo 2014

La sequenza dell'alta Val Tiberina-Gubbio: aggiornamento

Figura 1: Sequenza dell'alta Val Tiberina-Gubbio con la distribuzione degli epicentri lungo il Bacino di Gubbio settentrionale e la "migrazione" di alcuni eventi verso NW
La sequenza dell'alta Val Tiberina-Gubbio continua nella sua evoluzione sismologica con terremoti di bassa magnitudo.

Gli epicentri dei terremoti si stanno spostando in direzione NW dove potrebbe sviluppare un nuovo centro di nucleazione nel settore del Metauro, a NE di Città di Castello (Figura 1).

Dai dati sismologici storici si evidenziano diversi eventi sismici con relativa Magnitudo equivalente (Figura 2).

Non è possibile fare previsioni deterministiche. Vista la sismicità della nostra penisola sarebbe bene investire nella prevenzione sismica.

Figura 2 Carta degli eventi sismici storici (da CPTI 04).

Approfondimenti:



lunedì 10 marzo 2014

Terremoto Mw=6,9 a largo della costa della California

In data 10 marzo 2014 alle ore 06:18:12 italiane (ora 05:18:12 UTC ) è avvenuto un terremoto di magnitudo 6,9  (Mw) ad una profondità di 16,6 km. L'epicentro è  stato localizzato a largo della costa della California (USA).



sabato 8 marzo 2014

Terremoto Ml=4,0 Monti Nebrodi, Sicilia.

In data 08 marzo 2014 alle ore 21:52:50 italiane (ora 20:52:50 UTC ) è avvenuto un terremoto di magnitudo 4,0  (Ml) ad una profondità di 36,8 km. L'epicentro è  stato localizzato nel distretto sismico: Monti Nebrodi (Sicilia).


Fonte: CNT - INGV;

Aggiornamento Etna del 06 Marzo 2014

L'attività persistente al Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC) dell'Etna sta continuando, ed è caraterizzata d una modesta attività stromboliana accompagnata raramente da piccole emissioni di scarse quantità di cenere diluita, da una o due bocche all'interno della depressione craterica sommitale del NSEC. Sta continuando anche l'emissione di lava dal basso fianco del cono del NSEC, nell'area della nicchia di distacco formatasi il 11 febbraio 2014 (vedi immagine a sinistra, del mattino del 6 marzo 2014, ripresa dalla telecamera di Monte Cagliato). Dopo diversi giorni di attività effusiva da una bocca posta a valle della nicchia di distacco, nel mattino del 5 marzo 2014, ha cominciato l'emissione di lava dalla parete alta della medesima nicchia, alimentando un flusso lavico che nel pomeriggio del 6 marzo aveva percorso circa 1.5 km. Il fronte attivo di questo flusso sta avanzando sulla parte bassa della parete occidentale della Valle del Bove. I flussi lavici attivi negli ultimi giorni, che si erano espansi sia nella parte alta sia quella meridionale del campo lavico del 2008-2009, sono fermi ed in raffreddamento. Per quanto riguarda l'instabilità del versante orientale del cono del NSEC, la copertura nuvolosa presente in Valle del Bove nelle ore diurne, ha precluso l'osservazione di fenomeni di crollo. Tuttavia è da notare la presenza di una zona fumarolica calda a monte della nicchia di distacco.