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Evento sismico nella Pianura Padana-Veneta

In data 17 luglio 2011 alle ore 20:30:23 italiane (18:30:23 UTC) è avvenuta una scossa sismica di magnitudo 4,7 (Ml). L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico di Pianura Padana-Veneta (Italia) nel comune di Rovigo. Fonti: INGV , CRS . Dal punto di vista tettonico, l'evento è da imputare a faglie di thrust sepolte al di sotto della copertura alluvionale della Pianura Padana-Veneta. Tali thrust sono dovuti alle spinte tettoniche compressive in direzione N-S che portana all'avvicinamento della catena appenninica a quella alpina. Alla scala del mare Mediterraneo, la spinta tettonica porterà alla completa chiusura del bacino marino e alla collisione della placca africana con quella europea. Ciò si realizzerà in tempi geologici e qualora la spinta tettonica N-S prosegua senza modificare la propria direzione. Ipotesi della chiusura del mediterraneo e della collisione tra placca europea e africana

Nuovo evento sismico in Giappone

Un nuovo evento sismico il 10 luglio 2011 (M = 7,0) è avvenuto in Giappone ( USGS, 2011 ), dove il dato più rilevante nel contesto tettonico è il meccanismo focale , il quale mostra una direzione dello stress tettonico differente da quella del sisma dell'11 marzo 2011. Il meccanismo focale mostra una direzione orizontale dello stress tettonico di massima compressione grossomodo orientato N-S, e il meccanismo di rottura è interpretabile come traspressivo destro. Il piano a direzione NE-SW mostra una cinematica da faglia obliqua con componente inversa-trascorrente sinistra, mentre il piano ad esso coniugato a direzione NW-SE mostra una cinematica trascorrente destra. L'incopatibilità cinematica tra i due eventi può essere spiegato come effetto locale, il quale mostra una riorientazione dello stress tettonico, oppure sempre per effetto locale, ma dovuto all'assetto geometrico differente. La faglia trascorrente gioca un ruolo di tear fault tra i blocchi posti a SW e NE,...

Modello Sismotettonico delle strutture profonde dell'Appennino settentrionale

Riassunto: lo studio sismotettonico relativo all'edificio orogenetico dell'Appennino settentrionale si pone l'obiettivo di individuare le strutture tettoniche profonde, sulla base dell'analisi della distribuzione ipocentrale. Vengono utilizzati anche i meccanismi focali di alcuni terremoti, per individuare la cinematica e il relativo campo di stress tettonico responsabile della genesi delle strutture e degli eventi sismici ad esse associati. Sulla base dei dati bibliografici inerenti all'assetto strutturale dell'edificio orogenetico e dei dati sismologici (distribuzione ipocentrale e meccanismi focali), l'Appennino settentrionale viene suddiviso in fasce longitudinali all'asse della catena corrispondenti alle differenti classi sismotettoniche (aree omogenee dal punto di vista tettonico, sismico e dei meccanismi di rottura delle rocce). Inoltre, attraverso lo studio della distribuzione ipocentrale, sono state individuate differenti superfici...

Sequenza sismica di Montefeltro

La scorsa settimana (24/05/2011) l'area di Montefeltro è stata interessata da una notevole attività sismica perlopiù di basso magnitudo (M<3,1), come mostra l'elenco dei principali eventi sismici nazionali ( INGV ). La profondità media degli eventi sembra essere compresa entro i primi 10 km della Litosfera. Riportiamo di seguito il drum sismico dello sciame sismico (dal sito: ValbisenzioMeteo ).

11 maggio 2011 OPEN DAY ALL’INGV

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia trasforma l’11 maggio 2011 in una giornata di informazione scientifica sui terremoti. L’INGV apre le porte al pubblico per tutta la giornata e propone incontri con i ricercatori, visita alla sala di monitoraggio. Se sei uno studente o un insegnante, un ricercatore di un’altra disciplina, un cittadino che vuole essere più consapevole su un argomento di grande importanza e attualità, partecipa a una delle iniziative.   fonte: INGV

Terremoto e Tsunami in Giappone

Su RivistaGEOmedia.it è stato pubblicato un articolo dal titolo "Lezioni dal disastro del grande terremoto e tsunami del Giappone E311" del prof. Shunji Murai inerente all'ultimo terremoto e tsunami avvenuto in Giappone l'11 marzo 2011. Il fatto interessante è lo spostamento rilevato dal GPS sul fondo del mare di 24 m vesro est e di 5 m in verticale. Dai dati di un GPS a installato a costa, mostra un movimento di 5,3m verso est.

Terremoto previsto nelle 24 ore precedenti

Sul quotidiano de La Nazione è stato pubblicato un articolo inerente alla possibilità si sapere 24 ore prima di un terremoto in località limitrofe a Città di Castello (Perugia). Il merito va alla  Sezione A.R.I. di Città di Castello ,  la quale ha installato presso la propria sede una ulteriore stazione esclusivamente dedicata allo studio dei precursori sismici ( A.R.I. - RE ). Tutto in via sperimenale, almeno per il momento i radioamatori stanno tenendo monitorato l'area e valutando le relazioni tra anomalie elettromagnetiche locali ed eventi sismici, allo scopo di prevedere i terremoti.