lunedì 27 gennaio 2014

Terremoto della Grecia: contesto tettonico.

Schema tettonico regionale
Il terremoto della Grecia di Mw 6,3 del 26/01/2014 ore italiane 14:55:44 (ore UTC 13:55:44), è tettonicamente collocato lungo il margine trasforme destro di Cefalonia (KF), che divide la microplacca Adira a NW e la placca Anatolica a SE.
Tale struttura agisce da svincolo cinematico tra due zone di subduzione: quella a nord delle Dinaridi e quella a sud della fossa Ellenica.

La KF rappresenta la struttura contigua alla più famosa Faglia Nord-Anatolica (NAF) sede di differenti terremoti in passato.

Lo stress tettonico evidenziato dal meccanismo focale del terremoto in Grecia, mostra una direzione di massima compressione W-E, compatibile con la cinematica trascorrente destra della KF. Questa compressione W-E è un effetto locale di una regime tettonico compressivo N-S a scala maggiore, che vede la regione mediterranea fortemente stretta in una morsa tra la placca Europa a nord e quella Africa a sud, che nel tempo geologico ha dato origine alle catena montuose del mediteraneo: Appennini, Alpi, Dinaridi, Carpazi.

domenica 5 gennaio 2014

La sequenza sismica della Val Tiberina e Gubbio dal gennaio 2010 al 4 gennaio 2014

Carta della distribuzione epicentrale con classi di M
Nella carta della distribuzione ipocentrale si nota come i terremoti superficiali siano concentrati maggiormente in prossimità di Gubbio. Questa sismicità superficiale viene registrata in questo ultimo periodo della storia sismica della sequenza, a partire dagli eventi del 2012 come evidenziato dal grafico dell'andamento della profondità. 

Il grafico cumulativo mostra quattro momenti importanti: 
i) il primo nel 2010 dove si è attivata la sequenza con terremoti nel distretto sismico di Pietralunga; 
ii) il 20/04/2013 con un evento di M 3,6 nel distretto sismico dell'Alta val Tiberina; 
iii) in agosto 2013; 
iiii) il 22/12/2013 con l'evento di M 4,0 nel Bacino di Gubbio. 

Carta della distribuzione ipocentrale
con classi di profondità
L'evoluzione spaziale della sequenza, nella storia sismica dell'area, ha visto una migrazione da NW (area di Città di Castello) verso SE (area di Gubbio) con un'attività regolare dei diversi settori e una maggiore concentrazione nell'area di Gubbio. 

Le considerazioni sulle strutture sismogenetiche (faglie) che si possono fare sono relative alle due strutture principali. La faglia Altotiberina (ATF) rappresenta una struttura di importanza regionale ad andamento appenninico e con immersione NE che sembra responsabile di quella
Andamento temporale della M
microsequanza sismotettonica legata all'area di Città di Castello e la sismicità più profonda del Bacino di Gubbio. La faglia di Gubbio (GF) è una faglia apenninica con immersione SW che termina contro la ATF. La sismicità legata a questa struttura deve essere quella più recente e superficiale del Bacino di Gubbio. Dalla carta della distribuzione ipocentrale si nota come gli eventi più superficiali siano concentrati lungo una fascia antiappenninica a nord di Gubbio.


Andamento temporale delle profondità
La cronologia sismotettonica più probabile sembra da imputare alla ATF che a partire dal 2010 si è riattivata generando una sismicità più profonda e che ad oggi è da considerarsi una struttura attiva. La GF si è riattivata in questo ultimo periodo generando una sismicità superficiale lungo il bacino intermontano omonimo. Il ruolo della ATF è di master fault (faglia principale), mentre la GF è una struttura secondaria e legata alla precedente.

n° eventi sismici giornalieri e curva cumulativa
Per approfondire:



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materiale concesso al Gruppo Facebook 

giovedì 2 gennaio 2014

Aggiornamento della Sequenza del Bacino di Gubbio

La sequenza del Bacino di Gubbio mostra una distribuzione degli eventi sismici in direzione NW-SE, dove l'evento principale di Ml 4,0 del 22/12/2013 si colloca al centro del cratere sismico.

Carta della sequenza sismica e sua distribuzione epicentrale
La distribuzione ipocentrale della sequenza, mette in evidenza come a partire dal 29/12/2013 l'attività sismica è più superficiale rispetto i giorni precedenti. Tale superficialità dei terremoti anche se di magnitudo basso, può essere correlata alle strutture tettoniche presenti nell'area (vedi schema tettonico e la sezione).

Distribuzione ipocentrale della sequenza sismica (concesso da Silvia Bonetti, Gruppo Terry-1.Italia)
Schema tettonico dell'area della Val Tiberina, Gubbio e Colfiorito.
C: traccia della sezione geologica sottostante (da: PE98 - Progetto 5.1.1)
La distribuzione degli eventi sismici da 0 a 4 km di profondità e suddivisi in classi ipocentrali, mette in evidenza l'attività sismodenetica della Faglia di Gubbio (GF), che si è riattivata a partire dal 29/12/2013. La dimensione dei pallini è proporzionale alla magnitudo dell'evento.

Carta della distribuzione ipocentrale della sequenza sismica attribuibile alla Faglia di Gubbio (GF).
La dimensione dei pallini è proporzionale alla magnitudo.
La distribuzione degli eventi da 4 ai 10 km di profondità e suddivisi in classi ipocentrali, mette in evidenza l'attività della Faglia Altotiberina (ATF). La dimensione dei pallini è proporzionale alla magnitudo dell'evento.

Carta della distribuzione ipocentrale della sequenza sismica, attribuibile alla Faglia Altotiberina (ATF).
La dimensione dei pallini è proporzionale alla magnitudo.
Il Bacino di Gubbio è stato interessato da una sequenza sismica attualmente in evoluzione, che ha visto l'attivazione della Faglia Altotiberina (ATF) per un periodo lungo fino al 29/12/2013 dove, successivamente, si è riattivata anche la Faglia di Gubbio (GF). La sequenza si è maggiormente sviluppata sulla ATF che rappresenta la sorgente sismogenetica principale, e solo in questo periodo la GF che agisce come svincolo cinematico al fine di riequilibrare lo stress tettonico dell'area (si veda la sezione sottostante).

Sezione geologica schematica del Bacino Altotiberino e di Gubbio.
Sezione lungo la traccia C nello schema tettonico.
(modificato da: PE98 - Progetto 5.1.1)


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materiale concesso dal Gruppo Terry-1.Italia