Friday, 30 November 2012

Intervisa al prof. Panza illustra che illustra i progressi scientifici: “la protezione civile si adegui”

Abbiamo già parlato dei terremoti e delle novità tecnologiche relative alla possibilità di prevederli; a tal proposito ci sembra molto interessante riprendere un’intervista realizzata dal giornale Nextme al prof. Giuliano Panza, ordinario di sismologia all’Università di Trieste e collaboratore dell’Ictp, l’International centre for theoretical physics.

Terremoto Ml=3,1 nell'Appennino Forlivese

In data 30 novembre 2012 alle ore 01:02:38 italiane (ore 00:02:38 UTC) è avvenuto un terremoto di magnitudo 3,1  (Ml) ad una profondità di 7,0 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico: Appennino Forlivese (Forlì, Cesena, Emilia - Romagna).

Fonte: INGV 
 
 

Wednesday, 28 November 2012

Terremoto Ml=3,1 in Pollino

In data 28 novembre 2012 alle ore 13:37:31 italiane (ore 12:37:31 UTC) è avvenuto un terremoto di magnitudo 3,1  (Ml) ad una profondità di 5,8 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico: Pollino (Calabria-Basilicata).

Fonte: INGV
 

Nella stessa mattinata alle ore 03:43:46 italiane (ore 02:43:46 UTC) è avvenuto un terremoto di magnitudo 3,0 (Ml) ad una profondità di 8,2 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico: Monti Alpi Sirino (Calabria).

Fonte: INGV 

Monday, 26 November 2012

Sequenza del Pollino: altre scosse di terremoto

La carta della distribuzione epicentrale con le magnitudo degli eventi sismici (ricavata dai dati sismici dell'INGV.it con Ml>2), mette in evidenza come la sequenza sismica, con l'evento principale di Ml=5,0 del 26/10/2012 sia distribuita secondo una fascia orientata NW-SE. Tale fascia è rappresentata dalla struttura sismogenetica di Rimendiello-Mormanno (dal catalogo delle sorgenti sismogenetiche dell'INGV).



Dalla distribuzione temporale degli eventi sismici appartenenti alla sequenza incominciata con l'evento principale del   del 26/10/2012 (25/10/2012 UTC; sono considerati solo gli eventi con Ml maggiore di 2), si evidenzia una sismicità abbastanza costante con eventi di magnitudo inferiore a 4,0 e una diminuizione progressiva del numero di terremoti fino al 16/11/2012. 
Dal 18/11/2012 si è registrato un aumento della sismicità in termini di numero di eventi sismici e della magnitudo, fino all'evento del 25/11/2012 di Ml=3,7, seguito da terremoti di bassa magnitudo inferiori a 3,0. Gli eventi sismici con Ml minori di 2, non riportati nel grafico, sono consultabili dal database ISIDe dell'INGV.


Sunday, 25 November 2012

Terremoto Ml=3,7 nel Pollino

In data 25 novembre 2012 alle ore 09:28:39 italiane (ore 08:28:39 UTC) è avvenuto un terremoto di magnitudo 3,7  (Ml) ad una profondità di 7,5 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico: Pollino (Calabria).
Successivamente si sono avute altri eventi sismici con Ml<3,0. 

Fonte: INGV

La sequenza sismica del Pollino già attiva da tempo è al momento la più importante dell'Italia, sia per numero di eventi, sia per magnitudo che in questi ultimi giorni è in aumentando. Per saperne di più sul contesto tettonico consigliamo la seguente lettura:Terremoti in Calabria, la sequenza sismica del Pollino: tettonica e sismicità dell’area.

Friday, 23 November 2012

Sequenza sismica Etna

Nella giornati del 22 novembre 2012 si è attivata una sequenza sismica nella zona dell'Etna. L'evento principale del 22 novembre 2012 alle ore 10:10:41 italiane (09:10:41 UTC) di Ml=3,9 e profondità 26 km, seguito da diversi eventi di Ml<3. Un successivo terremoto alle ore italiane 12:25:52 (11:25:52 UTC) di Ml=3,9 e profondità 26 km, seguito da diversi eventi di Ml<3,5.


22/11/2012 ora 10:10:41 Ml=3,9 prof. 26 km

22/11/2012 ora 12:10:41 Ml=3,9 prof. 26 km


 Fonte: INGV; IESN

Saturday, 17 November 2012

Terremoto Ml=3,2 a L'Aquila (Abruzzo)

In data 17 novembre 2012 alle ore 00:11:10 italiane (il 16 novembre 2012 ore 23:11:10 UTC) è avvenuto un terremoto di magnitudo 3,2  (Ml) ad una profondità di 9,6 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico: Aquilano (Abruzzo).

Fonte: INGV
 
 

Wednesday, 14 November 2012

Premio Balzan al prof. Kurt Lambeck, collaboratore dell’Ingv

Ogni anno la Fondazione Premio Balzan conferisce quattro premi nelle categorie scelte tra lettere; scienze morali; arti e scienze fisiche, matematiche, naturali; e medicina.

Per il 2012, viene assegnato, il premio per le Scienze della Terra grazie al Prof. Kurt Lambeck, professore Emerito dell’Australian National University  “per i suoi straordinari contributi alla comprensione delle relazioni tra aggiustamento isostatico post-glaciale e variazione del livello dei mari. Le sue scoperte hanno impresso una svolta radicale alle scienze climatiche”.

fonte: MeteoWeb

Tuesday, 13 November 2012

Terremoto di Ml=3,0 in Pianura Padana Emiliana (Ferrara, Emilia - Romagna)

In data 13 novembre 2012 alle ore 16:09:29 italiane (ore 15:09:29 UTC) è avvenuto un terremoto di magnitudo 3,0  (Ml) ad una profondità di 2,3 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico: della Pianura Padana Emiliana (Ferrara, Emilia - Romagna).

Fonte: INGV
 
 

Terremoto di Ml=4,4 in Calabria

In data 13 novembre 2012 alle ore 08:06:33 italiane (ore o7:06:33 UTC) è avvenuto un terremoto di magnitudo 4,4  (Ml) ad una profondità di 75,7 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico: della Piana di Gioia Tauro (Calabria).

Fonte: INGV
 
 

Terremoti in Calabria, la sequenza sismica del Pollino: tettonica e sismicità dell’area

Lo sciame sismico che da mesi sta interessando il Pollino, tra Basilicata e Calabria,  trova una spiegazione geologica nella tettonica attiva della regione Calabro-Peloritana. Infatti tale regione è collocata in corrispondenza di un piano di subduzione della Placca Africana che scende sotto quella Europea, favorendo l’accumulo di energia tettonica, liberata successivamente attraverso la riattivazione di faglie sismogenetiche (in grado di generare terremoti).

di: Paolo Balocchi

pubblicato su MeteoWeb

Monday, 5 November 2012

Deformation bands in litologie arenacee della Formazione di Ranzano e loro significato geologico strutturale (Appennino emiliano)

Paolo Balocchi

Riassunto
Lo studio riguarda l’analisi strutturale della deformazione fragile di alcune bande di deformazione (deformation bands) ritrovate all’interno delle unità litologiche arenacee della Formazione di Ranzano dell’Appennino emiliano. Lo studio di due affioramenti ha mostrato la presenza di due set: il primo set a direzione e inclinazione N310°-30° e il secondo set a direzione e inclinazione N270°-60°. Vengono poi studiate le strutture secondarie associate alle deformation bands, che sono costituite da: i) strutture a cucchiaio rappresentate da superfici di scollamento basale raccordate a rampe frontali (faglie di thrust listriche); ii) strutture da clay-smearing rappresentate da strutture da foliazione associate a strutture di taglio (S-C Fabric). Lo studio delle singole deformation bands e delle strutture secondarie ha permesso di definire l’orientazione dell’ellissoide della deformazione che ha prodotto le strutture studiate.

Abstract
A structural analysis of the brittle deformation of some deformation bands found within the sandstone lithological units of the Ranzano Formation in the Emilia Apennines (northern Italy), was carried out. The study of two outcrops showed the presence of two sets: the first set with strike and dip N310°-30° and the second one with strike and dip N270°-60°. The secondary structures associated with deformation bands were also studied; they are: i) spoon structures represented by the basal detachment surfaces connected with frontal ramps (listric thrust faults), ii) clay-smearing structures represented by foliation associated with shear surfaces (S-C Fabric). The study of individual deformation bands and the secondary structures allowed the orientation of the deformation ellipsoid, that produced the structure studied, to be defined.


Fonte:
Balocchi P. (2011); Deformation bands in litologie arenacee della Formazione di Ranzano e loro significato geologico strutturale (Appennino emiliano). Atti Soc. Nat. Mat di Modena, 142, pp. 117-127.