venerdì 27 gennaio 2012

Terremoto a Parma (Frignano), Ml=5,4

In data 27 gennaio 2012 alle ore 15:53:13italiane (UTC 14:53:13) è avvenuta una scossa sismica di magnitudo 5,4 (Ml) ad una profondità di60,8 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico del Frignano, Appennino parmense (Italia).

La faglia sismogenetica mostra un meccanismo focale compressivo.


Fonte: INGV;

Di seguito viene riportato il diagramma accelerometrico alla stazione MOD1 del GeoResearch Center Italy - GeoBlog. I dati del diagramma sono indicativi.

Accelerogramma delle componenti E) BN1; N) BN2; Up) BN3;
1 e8 nm/s/s = 0,1 m/s/s = 1,0%g (g è l’accelerazione di gravità)

Ulteriori informazioni sul sito della Protezione Civile Emilia Romagna.

mercoledì 25 gennaio 2012

Terremoto in Pianura Padana Emiliana Ml=4,9

In data 25 gennaio 2012 alle ore 09:36:06 italiane (UTC 08:36:06) è avvenuta una scossa sismica di magnitudo 4,9 (Ml) ad una profondità di 33,0 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico della Pianura Padana Emiliana (Italia).

La scossa durata pochi secondi si è avvertita al secondo piano dell'edificio dove mi trovavo a Modena.

La faglia sismogenetica mostra un meccanismo focale distensivo.
Fonte: INGV;

Terremoto in Veneto - Verona di ml=4,2

In data 25 gennaio 2012 alle ore 00:54:46 italiane (UTC 23:54:46 del 24/01/2012) è avvenuta una scossa sismica di magnitudo 4,2 (Ml) ad una profondità di 10,3 km. L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico delle Prealpi Venete(Italia).

Nella serata del 24/01/2012 c'erano state altre due scosse di magnitudo inferiore rispetto all'evento principale. 

mercoledì 11 gennaio 2012

Resoconto annuale del GeoResearch Center Italy - GeoBlog

Le attività di ricerca svolte in questi due anni nel capo della geologia strutturale, sismotettonica, tettonica regionale (geologia regionale), morfologia strutturale, che ha portato alla pubblicazione di 13 articoli sul GeoResearch Center Italy - GeoBlog: 
  • 2011: 7;
  • 2010: 6;
 Il numero di pagine visitate totali sono state: 7460 
  • 2011: 6424 (Italia: 856; Germania: 94; Stati Uniti: 14);
  • 2010: 1036;
Un Ringraziamento di tutto cuore per gli obiettivi raggiunti in questo anno va ai nostri lettori, con l'augurio che possano rimanere sempre vicini al nostro Geoblog.

martedì 10 gennaio 2012

Microorganismi nelle rocce

Una nuova scoperta scientifica dall'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Un gruppo di ricerca italo francese, guidato da un ricercatore del Dipartimento di Scienze della Terra, ha scoperto l'esistenza di microorganismi, che sfruttano gli elementi ed i composti chimici forniti dai minerali presenti in rocce per il loro ciclo vitale tra cui in particolare idrogeno e metano, in ambienti che si ritenevano sterili e non colonizzati dalla vita. La ricerca è stata pubblica su Nature Geoscience.

lunedì 9 gennaio 2012

Una piccola sequenza sismica in Pianura Padano Veneta


In data 09 gennatio 2012 si sono registrati quattro eventi sismici:

N  Ora UTC     Ora Italiana     Lat             Long         Prof. km      M                  Distretto sismico

Di seguito viene riportata la distribuzione degli epicentri relativi alla sequenza. I dati di latitudine e longitudine utilizzati sono quelli forniti dall'INGV sopra riportati.


Visualizza Sequenza sismica 09/01/2012 in una mappa di dimensioni maggiori

Gli eventi sismici, considerando la sola distribuzione epicentrale, sono da ricondurre al contesto tettonico dell'avanfossa Padana, dove è presente il fronte dell'Appennino sepolto. Tale struttura geologica alla scala regionale è costituita da pieghe e faglie di thrust che sottoposti a stress tettonico sono in grado di generare terremoti.  

Considerando l'elevata profondità dei sismi, non sarebbero da imputare a strutture di thrust sepolte, ma ad altri fattori geologici nel mantello...

Sezione geologica con le strutture da thrust
sepolte dai depositi alluvionali della Pianura Padana
 

domenica 8 gennaio 2012

Il motore della deriva dei continenti...

Il 6 gennaio 1912, infatti, lo scienziato tedesco Alfred Wegener presentò la teoria della deriva dei continenti, l'idea che poi si modificò e si sviluppò nel modello che sta alla base della moderna geologia: la tettonica a placche.

Nonostante l'apprezzamento della comunità scientifica internazionale, Wegener non vide mai la sua teoria diventare il modello geologico standard, anche perché - occorre dirlo - non riusciva a spiegare nel dettaglio i movimenti di migliaia di chilometri compiuti dai continenti. Fu solo grazie all'introduzione di nuove tecnologie di indagini negli anni Sessanta, come i magnetometri, i sismografi usati come una tomografia della Terra e estese campagne di perforazione dei fondi oceanici, che la tettonica delle zolle soppiantò il modello allora in uso in geologia: la teoria della geosinclinale. Wegener, che non rinunciò mai alle analisi sul campo, morì nel 1930 nel corso di una sfortunata spedizione in Groenlandia durante la quale la temperatura raggiunse i 60 gradi sottozero. Il suo corpo congelato fu trovato sei mesi dopo e seppellito nella neve dove riposa tuttora.




Vulcano Laacher See

Il lago Laacher See si trova all'interno della regione vulcanica dell'Eiffel ad un'altitudine di  259 m sul livello del mare. Dal punto di vista geomorfologico, l'apparato vulcanico presenta un raggio di circa 3 km, dove il lago occupa la posizione centrale e tutto intorno un anello montuoso più elevato che misura una circonferenza di circa 8 km.
Il lago non ha uno sbocco in mare e il suo livello è regolarizzato dai fenomeni di evaporazione e precipitazione.

Il vulcano in principio aveva una forma differente, probabilmente a cono con un'altezza maggiore dell'attuale. L'ultima eruzione avvenuta 12900 anni fa, ha causato il collasso della struttura a cono, producendo una caldera con un lago al suo centro. Il collasso del cono vulcanico è dovuto dallo svuotamento della camera magmatica al di sotto della superficie terrestre che ha portato alla caduta per gravità della volta e alla relativa formazione della caldera. Durante questa eruzione si è stimato che circa 6 km quadrati di lava siano stati eruttati dal vulcano, insieme a cira 16 km quadrati di tephra (mataeriale piroclastico eiatto dal vulcano: cenere, lapilli, vetro vulcanico misto a polvere). Tale eruzzione è avventa con un processo esplosivo di elavate entità i cui resti si trovano sparsi in tutta europa e il livello di tephra viene utilizzato nella datazione dei sedimenti.

Bibliografia

Baales M., Jöris O., Street M., Bittmann F., Weninger B., Wiethold J.( 2002). Impact of the Late Glacial Eruption of the Laacher See Volcano, Central Rhineland, Germany. Quaternary Research 58 (3), pp: 273–288.
de Klerk P., Janke W., Kühn P., Theuerkauf M. (2008); Environmental impact of the Laacher See eruption at a large distance from the volcano: Integrated palaeoecological studies from Vorpommern (NE Germany). Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, Volume 270, pp: 196-214
Ginibre C.,  Wörner G.,  Kronz A. (2004). Structure and Dynamics of the Laacher See Magma Chamber (Eifel, Germany) from Major and Trace Element Zoning in Sanidine: a Cathodoluminescence and Electron Microprobe Study. Journal of Petrology 45 (11), pp 2197–2223.
Schmincke H. U., Park C., Harms E. (1999). Evolution and environmental impacts of the eruption of Laacher See Volcano (Germany) 12,900 a BP. Quaternary International 61 (1), pp:  61–72.
Van Den Bogaard P. (1995). 40Ar/39Ar ages of sanidine phenocrysts from Laacher See Tephra (12,900 yr BP): Chronostratigraphic and petrological significance. Earth and Planetary Science Letters 133 (1–2), pp: 163–174.
Van Den Bogaard P.,  Schmincke H.U. (1985). Laacher See Tephra: A widespread isochronous late Quaternary tephra layer in central and northern Europe. Geological Society of America Bulletin 96 (12), pp:  1554–1571.
Van Den Bogaard P.,  Schmincke H.U., Freundt  A., Park C. (1989). Evolution of Complex Plinian Eruptions: the Late Quarternary (sic) Laacher See Case History, "Thera and the Aegean World III", Volume Two: "Earth Sciences", Proceedings of the Third International Congress, Santorini, Greece, 3–9 September 1989. pp. 463–485.

Il vulcano del Laacher See a rischio eruzione (Germania)

Con l'inizio del 2012 (4 gennaio) il vulcano di Laacher See, in Germania, pare volersi risvegliare, e una sua eruzione potrebbe essere devastante.

L'ultimo evento vulcanico sotto le acque del lago risale a circa 12900 anni fa, con un ciclo eruttivo di 10000-12000 anni circa.

Nelle ultime settimane sono avvenute diverse manifestazioni gassose sulla superficie del lago, dovute all'emanazione di anidrite carbonica, e anche le registrazioni delle forti anomalie termiche al di sotto della superficie, fanno pensare ad una riattivazione del vulcanesimo, almeno in profondità.

Un'eventuale eruzione del Laacher See provocherebbe un’immensa catastrofe in tutta Europa. Questo quanto esposto dagli scienziati durante una intervista da parte del Daily Mail. Infatti il vulcano potrebbe espellere miliardi di tonnellate di cenere e magma che devasterebbero le regioni circostanti, oscurando il cielo per un lungo tempo. 

venerdì 6 gennaio 2012

Sequenza del Pollino e master fault

La sequenza del Pollino è interessante sia dal punto di vista sismologico sia da quello tettonico. La master fault che ha generato l'evento di massimo magnitudo, può essere descritta coma faglia a direzione appenninica a cinematica distensiva. Il significato tettonico può essere imputato ad un collasso gravitazionale del complesso orogenetico appenninico che si sviluppa sucessivamente alla fase compressiva-accrezionale. Lo stesso modello viene riportato da diversi autori nell'Appennino settentrionale.

giovedì 5 gennaio 2012

Nuova eruzione dell'Etna

Dalle 4:34 di oggi, 5 gennaio, le reti di monitoraggio della sezione di Catania dell’Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno osservato una ripresa dell’attività vulcanica dal nuovo cratere di sud est dell’Etna, caratterizzata da variazione del tremore vulcanico, attività stromboliana ed emissione di una colata di lava in direzione Valle del Bove. Dalle 5:52, dallo stesso cratere, è stata registrata anche una significativa emissione di cenere vulcanica in atmosfera, cessata intorno alle 9:27.

Alle ore 17.42 di oggi, 5 gennaio, le reti di monitoraggio della sezione di Catania dell’Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno registrato la fine dell’attività vulcanica iniziata questa mattina dal nuovo cratere di sud est dell’Etna.

Resta valida fino al 12 gennaio 2012 l’ordinanza del prefetto di Catania, che stabilisce il divieto di accedere al vulcano sul versante sud oltre quota 2920 m in prossimità della Torre del Filosofo e sul versante nord oltre la quota di 2990 m, in prossimità di Punta Lucia.

Video sulla sequenza del Pollino