venerdì 29 aprile 2011

Terremoto previsto nelle 24 ore precedenti

Sul quotidiano de La Nazione è stato pubblicato un articolo inerente alla possibilità si sapere 24 ore prima di un terremoto in località limitrofe a Città di Castello (Perugia). Il merito va alla Sezione A.R.I. di Città di Castello,  la quale ha installato presso la propria sede una ulteriore stazione esclusivamente dedicata allo studio dei precursori sismici (A.R.I. - RE). Tutto in via sperimenale, almeno per il momento i radioamatori stanno tenendo monitorato l'area e valutando le relazioni tra anomalie elettromagnetiche locali ed eventi sismici, allo scopo di prevedere i terremoti.

mercoledì 27 aprile 2011

Seminari on-line

Segnalo due seminari on-line organizzati dalla Seismological Society of America, PEER e USGS nei prossimi giorni.


Il primo su terremoto e tsunami in Giappone:
http://peer.berkeley.edu/events/2011/04/prelim-tohoku-briefing/

Il secondo sulla prevedibilità dei terremoti:
http://online.wr.usgs.gov/calendar/

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notizia ricavata da: http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=101307#Post101307

promossa da:

Marco Mucciarelli
Università della Basilicata
http://www.unibas.it/utenti/mucciarelli/index.html

mercoledì 13 aprile 2011

Terremoto in Giappone: evento estensionale

L'ultimo evento sismico in giappone era di tipo estensionale e non compressivo come quello precedente (11 marzo 2011)

http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/eqinthenews/2011/usc0002n9v/#details
http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/eqinthenews/2011/usc0002n9v/neic_c0002n9v_gcmt.php

Inoltre l'evento sismico è più superficiale ed è localizzato più a ovest rispetto l'evento principale del mese scorso.

Questa differenza della cinematica dei due eventi sismici è molto interessante, perchè definisce  il doppio comportamenti in contesti tettonici di subduzione.

In una prima fase si ha la compressione con la riattivazione dei sovrascorrimenti (terremoto dell'11  marzo 2011) per effetto della spinta tettonica causata dalla subduzione della placca Pacifica che scorre sotto il Giappone. Questa compressione porta all'innalzamento (topografico) del Giappone. In altre parole le "montagne si alzano".

Successivamente, per effetto della forza di gravità che agisce sui  blocchi litosferici precedentemente alzati, si ha lo smembramento della litosfera con l'attivazione di faglie estensionali che portano al collasso gravitativo.  In altri termini, le montagne si abbassano.

Tale ciclo tettonico è sopratutto presente nei margini collisionali, come la catena Himalayana e anche la catena Appenninica, dove meccanismi compressivi e distensionali sono localizzati lungo delle fascie longitudinali all'Appennino settentrionale, le quali mostrano una compressione lungo il margine della catena e una distensione lungo il crinale della catena stessa.

lunedì 4 aprile 2011

Cambiamenti climatici: catastrofi e negoziati internazionali

Il Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Modena, invita tutti i volontari delle associazioni aderenti alla Consulta Provinciale del Volontariato per la Protezione Civile di Modena ad un incontro su:

"Cambiamenti climatici:
catastrofi e nogoziati internazionali"

L’incontro si terrà mercoledì 6 aprile alle ore 21 presso il “LEA – Agriturismo 100 Fiori” in Via Pomposiana 292 a Marzaglia di Modena.

Durante l’incontro tenuto da Luca Lombroso, illustre meteorologo modenese, verranno approfonditi e discussi lo stato dell’arte sul clima, le prospettive future e i problemi conseguenti gli eventi estremi.
 
per info

Sezione Geologica

Eseguire il profilo geologico dell'area rappresentata in carta alla scala 1:10000 lungo la traccia A
Procedimento:
  • Disegno il profilo topografico lungo la traccia della sezione A; Notare come il versante decresce da NE verso SW;
  • Disegno i punti di intersezione tra i limiti litologici e la traccia del profilo;
  • Osservo la distribuzione delle unità litologiche e mi chiedo: cosa descrive la carta? Sono rappresentate due sucessioni, una siluriana al di sopra in discordanza e dicontinuità a quella giurassica. La sucessione silurina presenta una direzione NW-SE e immersione SW e le diverse unità litologiche sono tutte in continuità, mentre quella giurassica presenta la stessa direzione ma immersione opposta NE; anche in questo caso le unità sono tutte in continuità.
  • Ricavo con il medodo della linea di direzione o con la regola dei tre punti, la direzione e l'inclinazione delle due successioni;
  • Successione Siluriana: determino i punti A1 e A2 definiti come l'incrocio del limite liitologico tra lower shale e lover grit alla quota dei 600 metri; determino i punti B1 e B2 definiti come l'incrocio del limite liitologico tra lower shale e lover grit alla quota dei 500metri; Unendo i punti A1 e A2 trovo la linea di direzione, unendo i punti B1 e B2 trovo l'altra linea di direzione. Il limite procede dalle quote topografiche più elevate (600) a quelle meno elevate (500), pertanto anche la superficie stratigrafia avrà una immersione verso SW. La linea di direzione definisce lo stike del piano che è misurabile con un gognometro utilizzando la regola della mano sestra: 280°. Determino l'inclinazione misurando la distanza d = 250 m (misurata ortogonalmente alle due linee di direzione) e il dislivello tra i punti A1 e B1 = 100 m; inclinazione = arctan (dislivello/d) --> arctan (100/250) --> 21°

  •  segno l'inclinazione della sucessione sul profilo geografico dove sono presenti i punti di intersezione tra la traccia del profilo e i limiti apportando le opportune correzioni dell'inclinazione apparente. Con l'utilizzo del normogramma l'inclinazione apparente è 20°.
  • Faccio lo stesso per la successione giurassica: strike =150, inclinazione 11° immersione NE;


Sezione geologica

Altri profili speditivi della medesima carta geologica:



domenica 3 aprile 2011

Trasformazione dell'inclinazione reale in inclinazione apparente

Durante la realizzazione di sezioni geologiche che giaciono su piani non perpendicolari alla direzione degli strati, bisogna trasformare l'inclinazione reale nella corrispondente inclinazione apparente lungo la traccia del profilo.

dove:
  • AD = linea di direzione;
  • p = inclinazione reale;
  • piano ACB = rappresenta la sezione geologica;
  • AC = traccia sul piano orizontale della sezione geologica;
  • c = angolo acuto tra la linea di direzione e la traccia della sezione geologica;
  • a = inclinazione apparente lungo la sezione geologica;
  • b = angolo acuto compreso tra la linea di immersione e la traccia della sezione geologica;
Metodo Trigonometrico
  • tan a = tan p cos b
  • tan a = tan p sen c
Metodo Grafico
Viene utillizato un normogramma dove viene rappresentato in diverse colonne:
  • L'inclinazione apparente (a) che è quella da ricavare ed è rappresentata nella colonna centrale;
  • l'inclinazione reale (p) ricavata dalla carta geologica (metodo delle linee di direzione, metodi dei tre punti, assetti stratigrafici).
  • La terza colonna rappresenta l'angolo acuto (c) tra la direzione degli strati (linea di direzione) e la traccia della sezione geologica. In alternativa è possibile utilizzare l'angolo acuto (b) tra l'immersione degli strati e la traccia della sezione geologica.
Esempio:
  • L'angolo acuto tra la traccia della sezione geologica e la linea di direzione del limite stratigrafico (o altra linea o superficie nella carta) e = 34°;
  • L'inclinazione della mia superficie stratigrafica = 43°
Procedimento per l'utilizzo del normogramma:
  1. In corrispondenza della colonna (c) vado a cercare il valore relativo all'angolo acuto tra linea di direzione e traccia della sezione geologica = 34°;
  2. In corrispondenza della colonna (p) vado a cercare il valore dell'inclinazione reale = 43°;
  3. unisco i due punti trovati nella colonna (c) e (p) con una retta che taglia la colonna (a) in un punto;
  4. leggo il valore nella collonna (a) = 27°

venerdì 1 aprile 2011

Terremoto di Mw 6,1 al largo delle coste di Creta,

In data 1 aprile 2011 alle ore 15:29:10 italiane (13:29:10 UTC) è stata avvertita una scossa sismica di magnitudo 6,1 (Mw). L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico di Creta (Grecia).

Fonti: USGS, INGV, EMSC.