mercoledì 23 marzo 2011

Interpretazione gedinamica delle principali deformazioni fragili naturali


Interpretazione dinamica delle faglie con il modello di Anderson (1951)

Evoluzione dei Joints di taglio R (a) e P (b)

Interpretazione dinamica delle fessure di tensione e delle stiloliti

Fessure di tensione en échelon in una zona di taglio

Fratture di taglio en échelon formate all'interno di una zona di taglio

Lenti in roccia (mandorle) associate a faglie inverse (a), normali (b)
e trascorrenti sinistre (c) e deste (d)
Rotazione esterna di faglie sintetiche e antitetiche
associate ad una faglia normale di dimensioni maggiori

domenica 20 marzo 2011

Terremoto in Giappone

Il giorno 11 marzo 2011 si è verificato un terremoto con epicentro al largo delle coste orientali del Giappone. La scossa sismica di M 8,9 ha avuto un risentimento lungo la costa pari al VI, VII grado della scala Mercalli che definisce l'intensità macrosismica come "qualche leggera lesione negli edifici, con caduta di fumaioli", con alcuni punti in prossimità del VIII definita come "rovina parziale di qualche edificio".
Gli edifici hanno retto molto bene alla scossa, infatti, i danni maggiori sono stati provocati  dallo
tsunami generatosi subito dopo il grosso evento sismico. L'onda anomala in pochi minuti si è scagliata conto le coste del Giappone, devastando gran parte dei centri abitati e modificando completamente il paesaggio (Vedi immagini di La Repubblica, New York Times). Dopo 12 ore lo tsunami è arrivata anche lungo le coste della California, mostrando ancora una volta, come un evento di questa entità possa avere ripercussioni anche a lunga distanza (si ricorda lo tsunami in occasione del terremoto a Sumatra nel 2004, che ha prodotto dei danni alle cose e alle persone anche lungo le coste dell'India).
Sono interessanti alcuni dati della
carta dell'USGS che mostrano i differenti incrementi in cm del movimento lungo il piano di faglia, con una concentrazione massima in corrispondenza dell'epicentro, oltre al fatto che tutti gli eventi sismici mainshock e aftershock si concentrano in corrispondenza di un piano con debole immersione NW, e quindi la struttura tettonica che ha causato l'evento sismico può essere descritta come thrust (vedi meccanismi focali) a direzione NNE-SSW e debolmente. Tale assetto strutturale è un accordo con il modello tettonico globale.

Un evento naturale che ancora una volta ci mostra la grandezza del nostro pianeta, di come vive ed è in continua evoluzione, mostrando anche l'essere umano come piccolo di fronte alla natura.

giovedì 17 marzo 2011

Terremoto in Giappone: partito il team italiano

È partito il 15 marzo 2011 da Roma alle ore 15.00, con un volo di linea diretto a Tokyo, il team di esperti di valutazione e gestione delle emergenze composto da funzionari del Dipartimento della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Supportare l'Ambasciata italiana a Tokio e valutare, in accordo con le autorità locali, il contributo del nostro Paese sono gli obiettivi della missione, coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri.

mercoledì 16 marzo 2011

Terremoto in Giappone 11 marzo 2011

Poster dell'USGS inerente al sisma di M 9,0 avvenuto in Giappone in 11 marzo 2011 alle ore 05:48:23 UTC

lunedì 14 marzo 2011

Misure geologiche in campagna

Durante un rilevamento geologico la misurare dell'assetto delle strutture geologiche, viene eseguita utilizzando una bussola da geologo.
Le caratteristiche misurabili sono di due tipi:
  • Planari: superfici stratigrafiche, superfici di faglia e di frattura, foliazioni, piani assiali di pieghe);
  • Lineari: lineazioni, linee di cerniera di pieghe, strie sui piani di faglia, allineamenti di strutture sedimentarie).
Misura delle strutture planari:
La misura delle strutture planari si esegue attraverso i seguenti parametri:
  1. Strike: è l'angolo tra il Nord magnetico che viene indicato dall'ago della bussola e la linea di direzione definita come l'intersezione tra la superficie che vogliamo misurare e un piano orizzontale. Tale angolo si misura in senso orario da 0° a 360°.
  2. Dip-direction: è perpendicolare allo strike e indica la direzione in cui la superficie immerge. Viene definita secondo la regola della mano destra (con indice e pollice aperti a formare una L, il dito indice definisce lo Strike mentre il pollice definisce la dip-direction). Tale angolo si misura in senso orario da 0° a 360°.
  3. Dip: è l'angolo che la superficie da misurare forma con il piano orizzontale misurato lungo la direzione di massima pendenza. Tale angolo si misura da 0° a 90°. Per descrivere l'assetto di un piano basta misurare due delle variabili precedenti:
Strike / Dip oppure Dip-direction / Dip

Misura delle strutture lineari:
La misura delle strutture lineari si esegue attraverso i seguenti parametri:
    
    Beta = trend; p = plunge; Rc = Pitch (Rake)
    
  1. Trend: (come lo strike) è l'angolo (beta) misurato sul piano orizzontale tra il Nord magnetico indicato dall'ago della bussola e la proiezione della lineazione sul piano orizontale. Tale angolo si misura in senso orario da 0° a 360° ;
  2. Plunge: è l'angolo (p) misurato sul piano verticale tra la lineazione e la linea di trend che giace sul piano orizzontale. Tale anglo si misura da 0° a 90°.
  3. Pitch: l'angolo (Rc) misurato sul piano in cui giace la lineazione, tra la linea di direzione e la direzione della lineazione. Tale angolo si misura da 0° a 90° sul piano in cui giace la lineazione.
Per descrivere l'assetto di una lineazione basta misurare:

Trend/ Plunge oppure Strike/ Dip e Pitch oppure Dip-direction / Dip e Pitch


domenica 13 marzo 2011

Propagazione dello Tsunami 11 marzo 2011, Giappone

Le la carta e il video di propagazione dello Tsunami dell'11 marzo 2011 in Giappone


Legenda: Colori pieni indicano la massima ampiezza dello Tsunami,
espressa in cm e calcolata per le 24 ore di propagazione dell'onda;
Le linee di colore nero mostrano l'ora di arrivo calcolato dello Tsunami. 






Fonte: NOAA - Center for Tsunami Research

sabato 12 marzo 2011

Il nucleo terrestre influenza il clima

I movimenti del nucleo esterno fluido disturbano il campo magnetico e la sua capacità di protezione dai raggi cosmici che a loro volta influenzano la formazione della copertura nuvolosa del pianeta

venerdì 11 marzo 2011

Terremoto di Mw 8,8 in Giappone

In data 11 marzo 2011 alle ore 06:46:24 italiane (05:46:24 UTC) è stata avvertita una scossa sismica di magnitudo 8,8 (Mw). L'epicentro è stato localizzato nel distretto sismico di Near east coast of eastern Honshu (Giappone). 


Fonti: USGS, INGV, EMSC.

giovedì 10 marzo 2011

Scossa sismica a Sulmona

Il 9 marzo 2011 alle ore 23:23:37 italiane (22:23:37 UTC) è stata avvertita una scossa sismica di magnitudo 3,1. L'epicentro è stato localizzato dalla rete sismica nazionale dell'INGV nel distretto sismico di Velino-Sirente (Abruzzo). La popolazione impaurita si è ricordata subito del terremoto che ha distrutto L'Aquila nel 2009

mercoledì 9 marzo 2011

Storia Geologica delle Isole Tremiti

Il lavoro svolto lo scorso anno dal GeoResearch Center Italy - GeoBlog inerento lo studio geologico sulle isole Tremiti, è stato pubblicato anche su una rivista on-line dal nome Magazine M la quale si occupa di turismo dell'arcipelago.

Leggi l'articolo in Magazin M

giovedì 3 marzo 2011

MORFEO: Progetto di vigilanza contro il riscio di frane

Si terrà l'8 e il 9 marzo a Roma il workshop finale del progetto Morfeo - Monitoraggio e Rischio da Frana attraverso dati Eo (Earth Observation). Morfeo è il progetto pilota dell' Agenzia Spaziale Italiana (Asi) che sperimenta l'utilizzo delle tecnologie di osservazione della terra per ottenere informazioni utili alla gestione del rischio da frana nelle fasi pre-evento e post-evento.

martedì 1 marzo 2011

Contesto tettonico delle Isole Tremiti

L'arcipelago delle Isole Tremiti appartiene alla microplacca Adria (LORT, 1971), ed è collocato al margine nord della piattaforma Apula (GAMBIMI, TOZZI, 1996), su un alto strutturale con direzione NE-SW e delimitato ai bordi da faglie a direzione W-E e NE-SW (fig. 1)(FAVALI e al., 1993). L'interpretazione tettonica delle Isole Tremiti, in base allo studio e l'interpretazione di sezioni sismiche a riflessione (FINETTI e al., 1987) e ad analisi mesostrutturali (MONTONE, FUNICELLO, 1989, DOGLIONI e al., 1994), le colloca all'interno di un sistema di faglie a direzione E-W, trascorrenti destre, associate al sistema tettonico del promontorio del Gargano (fig. 1).


Figura 1: Schema strutturale delle Isole Tremiti.
1) Principali faglie sub-verticali con prevalente movimento
lungo immersione; 2) Principali faglie sub-verticali con
prevalente movimento lungo direzione; 3) Fronte
appenninico (da: Andriani e al., 2005).

Figura 2: Situazione dell’Italia nel Miocene sup.-Pleistocene.
(+) aree di uplift, presenti nelle zone della Puglia;
(-) aree di subsidenza, presenti nelle zone limitrofe alla Puglia
(da: Doglioni e al., 1996).

L'arcipelago strutturalmente è caratterizzato da una struttura a monoclinale leggermente inclinata di 10° in direzione SE (SELLI, 1971). Tale struttura è compresa entro una zona trastensiva destra e denominta fascia di deformazione trasversale destra delle Tremiti (FAVALI e al., 1990; 1993; CONSOLE e al., 1993; MONGELLI e al., 1994, DOGLIONI e al., 1996) che gioca un ruolo di trasferimento della deformazione tettonica tra i due blocchi, che essa divide, ubicati a nord e a sud (fig. 1). A partire dal Pleistocene medio e durante il processo di subduzione della placca Adria al di sotto di quella Europea, il blocco adriatico posto a sud (fig. 2) flette maggiormente ed è caratterizzato da un regime tettonico di uplift (risalita di litosfera) mentre il blocco nord, flette meno ed è caratterizzato da subsidenza (CIARANFI e al., 1983; SUHADOLC, PANZA, 1989; DOGLIONI e al., 1994; 1996). La progressiva migrazione verso est dell'arco appenninico, il diverso spessore e differente grado si subduzione dei due blocchi, controlla il diverso grado di flessione della litosfera, con la presenza di un bulge elastico nel blocco adriatico posto a sud (MONGELLI e al., 1994), determinando lo stile tettonico attuale delle isole Tremiti, con la fascia di trascorrenza destrorsa delle Tremiti (DOGLIONI e al., 1996) che gioca un ruolo di trasferimento della deformazione tettonica tra i due blocchi (fig. 3 e 4).


Figura 3:  Diagramma a blocchi che mostra la differente
deformazione dei due blocchi, delimitati dalla fascia di
deformazione trasversale destra  (da: Doglioni e al., 1996).

Figura 4: Sezioni geologiche che mostrano i cunei di accrezione
durante il Pleistocene, mettendo in evidenza il diverso stile
tettonico della subduzione di litosfera tra il blocco adriatico posto
a nord e quello posto a sud rispetto la fascia di deformazione
trascorrente destra delle Isole Tremiti (da: Doglioni e al., 1996).


Bibliografia
  • ANDRIANI G.F., WALSH N., PAGLIARULO R. (2005); The influence of geological setting on the morphogenetic evolution of the Tremiti Archipelago (Apulia, Southeastern Italy). Natural Hazards and Earth System Sciences, 5, pp. 29-41.
  • CIARANFI N., GHISETTI F., GUIDA M., IACCARINO G., LAMBIASE S., PIERI P., CAPISALDI L, PICCHETTI G., TORRE M., TORTRICI L., MEZZANI L. (1983); Carta neotettonica dell'Italia meridionale. Prog. Fin. Geod. Pub. No. 515, pp. 1-62.
  • CONSOLE R., DI GIOVAMBATTISTA R., FAVALI P., PRESGRAVE B. W., SMIRGLIO G. (1993); Seismicity of the Adriatic microplate. Tectonophysics, 218, pp. 343-354.
  • DOGLIONI C., TROPEANO M., MONGELLI F., PIERI P. (1996); Middle-Late Pleistocene uplift of Puglia: an "anomaly” in the apenninic foreland. Mem. Soc. Geol. It., 51, pp. 101-117.
  • DOGLIOSI C., MONELLI F., PIERI P. (1994); The Puglia uplift (SE Italy): an anomaly in the foreland of the Apenninic subduction due to buckling of a thick Continental lithosphere. Tectonics, 13, pp. 1309-1321.
  • FAVALI P., FUNICIELLO R., MATTIETTI G., MELE G., SALVINI F. (1993); An active margin cross the Adriatic Sea (Central Mediterranean Sea). Tectonophysics, 219, pp. 109-117.
  • FAVALI P., MELE G., MATTIETTI G. (1990); Contribution to the study of the Apulian microplate geodynamics. Mem. Soc. Geol. It., 44, pp. 71-80.
  • FINETTI I., BRICCHI G., DEL BEN A., PPAN M., XUAN Z. (1987); Geophysical study ofthe Adria piate. Mem. Soc. Geol. It., 40, pp. 335-344.
  • GAMBINI R., TOZZI M. (1996); Terziary geodynamic devolution ofthe Southern Adria microplate. Terra Nova, 8, pp. 593-602.
  • LORT J. M. (1971); The tectonics of thè Eastern Mediterranean: A geophysical review. Rev. Geopys. Sp. Phys.,9, pp. 189-216.
  • MORELLI F., MAROTTA A. M., DOGLIOSI C. (1994); Differenti tipi di litosfera e differenti stili di subduzione negli Appennini. Proc. 13° GNGTS, pp. 13-24.
  • MONTONE C., FUNICIELLO R. (1989); Elementi di tettonica trascorrente alle Isole Tremiti (Puglia). Rend. Soc. GEOL. IT., 12, PP. 7-12.
  • SELLI R. (1971); Isole Tremiti e Pianosa, Note illustrative della Carta Geologica d'Italia, F° 156, Marco in Lamis. Serv. Geol. d'Italia, Roma, pp. 1-65.
  • SUHADOLC P., PANZA G. F. (1989); Physical properties of the lothosphere-asthenosphere system in Europe from geophysical data. In: BORIANI A., BONAFEDE M., PICCARDO G. B., VAI G.B.; “The lithosphere in Italy”. Acc. Naz. Lincei, Roma, 80, pp. 15-40.